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DERBY INDUSTRIALE – Confindustria in assemblea all’Expo ma Renzi va a Melfi da Marchionne

E’ il giorno del gran derby e del confronto a distanza tra due diverse visioni dell’Italia e dello sviluppo, dell’impresa e delle relazioni sindacali quello che si svolgerà oggi tra la Confindustria e la Fca di Sergio Marchionne. E il premier Matteo Renzi ha già fatto la sua scelta di campo: diserterà ancora una volta l’assemblea della Confindustria, che eccezionalmente si terrà all’Expo di Milano, e volerà a Melfi nello stabilmento della Fca dove Marchionne illustrerà i programmi di sviluppo dopo la recente assunzione di più di mille operai a tempo indeterminato.

Renzi ha inviato al presidente della Confindustria, Giorgio Squinzi, una lettera in occasione dell’assise confindustriale nella quale afferma che “stiamo finalmente vedendo i segni solidi di una svolta del ciclo economico con le esportazioni che si rafforzano e con la domanda interna che sta recuperando”. “Dobbiamo ritrovare slancio e fiducia – aggiunge il Premier – e guardare al futuro con l’ottimismo di chi è consapevole della propria dedizione e del proprio impegno. Ma soprattutto lavorare insieme, uniti, per il bene del nostro Paese e per un’Europa che anch’essa rimetta finalmente al centro gli obiettivi di rilancio dello sviluppo, della manifattura e dell’economia reale”. 

Renzi ringrazia anche Squinzi, che oggi terrà la sua ultima relazione all’assemblea della Confindustria che l’anno prossimo dovrà scegliere il nuovo presidente degli industriali, per il successo dell’Expo: “Un evento che è un grandissimo successo per l’Italia e una sfida vinta insieme e per questo desidero ringraziarti”.

Ma al di là della forma, l’assenza di Renzi all’assemblea della Confindustria e la sua contemporanea presenza a Melfi da Marchionne è un fatto politico di rilievo e una precisa scelta di campo rispetto alla quale nelle file confindustriali non manca il disappunto. Non è però un fulmine a ciel sereno. Renzi non ha mai fatto mistero di non amare le liturgie e gli incontri inconcludenti con le vecchie organizzazioni imprenditoriali e sindacali e di preferire il confronto diretto con gli imprenditori e con i lavoratori. E non ha mai fatto mistero di preferire una visione dinamica del capitalismo e delle stesse relazioni sindacali.

Ecco perchè tra due innovatori, come Renzi e Marchionne (che sotto la presidenza Marcegaglia uscì polemicamente da Confindustria per non rientrarci più) è nato un feeling che oggi verrà ribadito a Melfi con la visita nello stabilimento di Melfi che è anche il teatro del successo del Jobs Act dopo la recente assunzione di oltre mille operai da parte di Marchionne.

Renzi si aspettava che la Confindustria sostenesse con ben altro calore la riforma del mercato del lavoro che i precedenti governi non hanno saputo fare e non ha gradito i continui attacchi subiti dal suo Governo dal “Sole 24 Ore”, il giornale della Confindustria. Ma la sua non è una ripicca ma una precisa scelta di campo perchè la sua visione innovatrice coincide con quella di Marchionne che in più occasioni non ha lesinato apprezzamenti al Premier dicendo apertamente che in pochi mesi Renzi ha fatto quello che i precedenti governi non hanno saputo fare in vent’anni.

La giornata di oggi fotografa due diverse visioni dell’Italia e la scelta di campo di Renzi a favore di Marchionne non è certamente casuale anche se non mancherà di far discutere. 

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