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Covid-19: il leggendario Noma rinuncia alle stelle e si converte in cheeseburger

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Cade un mondo e cadono fragorosamente stelle. Il Covid-19 miete una vittima fra le più illustri della gastronomia mondiale: il Noma, tempio iconico della ristorazione nordica a Copenaghen, due stelle Michelin, per ben quattro volte miglior ristorante del mondo secondo la classifica The World’s 50 Best Restaurants, un vero e proprio miraggio per gli appassionati della cucina provocatoria di Redzepi, chef e patron, costretti a liste d’attese che andavano un anno per l’altro per pranzi da 400 euro in su. Esclusi i vini ( altri 200).

Redzepi, cuoco danese con ascendenze albanesi, il messia della “Nuova cucina nordica” incentrata su prodotti del territorio nordeuropeo e su una grande ed accurata pulizia di sapori e piatti, fedele al suo personaggio, mai definibile e mai prevedibile, ha annunciato che dalla settimana prossima il suo ristorante stellato chiuderà temporaneamente i battenti per trasformarsi in un cheeseburger e winebar da 15 euro con tavoli all’aperto e coperte stese sui prati per picnic all’aria aperta. Scelta audace che non mancherà di fare adepti, non a caso nel 2012, il Time Magazine ha nominato René Redzepi come uno delle 100 persone più influenti al mondo, non solo per aver collocato la Danimarca ai vertici della mappa gastronomica globale, ma anche perché la sua passione per la promozione dell’innovazione alimentare ha influenzato una nuova generazione di chef in tutto il mondo.

Non è la prima volta che Redzepi, reinventa il suo ristorante. Tre anni fa, aveva chiuso l’originale Noma ricavato da un ex magazzino di aringhe per trasferirlo in un nuovo enorme edificio sul lago vicino al centro della città, con tre serre e una cantina di fermentazione all’avanguardia, edificio nel quale conviveva con il centro Nordatlantens Brygge per l’arte e la cultura della regione dell’Atlantico del Nord, l’ambasciata islandese e gli uffici di rappresentanza diplomatica di Far Øer e Groenlandia. Non era stato solo uno spostamento fisico ma anche una rivoluzione della sua cucina sempre alla ricerca di nuove ispirazioni.

Addio dunque, almeno per il momento al rito del pranzo o della cena che durava due ore e mezzo in due turni, uno il pomeriggio e uno la sera, con prenotazione prepagata mesi prima, e addio ad alcuni piatti che hanno fatto gemere di soddisfazione appassionati gourmet di tutto il mondo come i Cracker di malto, pesto di erbe, faggio alla rosa, formiche, fiori di nasturzio e polline, il Brodo di cipollotto refrigerato con noci di faggio, olio di legno di faggio e panna, il Tacos di muffa ripieno di formaggio danese, tartufo nero preservato e pesto di prezzemolo, gli Asparagi preservati nella muffa, insalata di fiori, mela cotogna con salsa di lievito alla brace e olio di semi di zucca, allo shawarma piatto mediorientale di carne di agnello arrostita marinata in circa dieci diverse spezie prima di venire cotta lentamente allo spiedo, ma con la differenza che al Moma la carne viene sostituita con sedano di rapa e tartufi.

Dice ancora Redzepi: “Come molti dei nostri amici e colleghi in tutto il mondo, stiamo affrontando sfide che non abbiamo mai sperimentato prima e stiamo facendo del nostro meglio per navigare con uno spirito ed energia uniti. Come team che ha servizio e ospitalità nel nostro stesso Dna, non vogliamo altro che continuare gli affari come al solito: accogliere gli ospiti nella nostra casa, cucinarli e nutrirli e offrire loro un momento di fuga da tutto ciò che sta succedendo nel mondo”. Nessuna prenotazione, nel nuovo cheeseburger di Redzepi, che punta su un servizio snello e accogliente, aperto a tutti. Per il momento, nel menù previsti solo due hamburger: il classico cheesburger e un’opzione vegetariana. Entrambi arricchiti dalle verdure fermentate e avvolti da un morbido panino alle patate.

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