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Coppa Italia: in finale va l’Inter che doma facilmente una Juve spenta e sconclusionata

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In finale ci va l’Inter. Il 24 maggio sarà lei, nel catino dell’Olimpico di Roma, a giocarsi la Coppa Italia contro una tra Fiorentina e Cremonese (si parte dal 2-0 dell’andata), nel tentativo di bissare il successo dell’anno scorso, peraltro proprio contro la Juve. Inzaghi può festeggiare, mentre ad Allegri non resta che fare i conti con un’altra brutta eliminazione, figlia anche, se non soprattutto, di alcune sue scelte quantomeno discutibili. La Coppa Italia poteva essere uno sbocco importante per andare in Europa, a prescindere da quanto accadrà in estate con la Uefa, ma il tecnico bianconero l’ha affrontata con un turnover eccessivo in difesa e senza una punta di ruolo, almeno all’inizio, mostrando di preferire il prossimo impegno di campionato a Bologna. Quel che fa più rabbia al popolo juventino è che l’Inter è passata col minimo sforzo, senza essere mai davvero in difficoltà, quasi avesse di fronte una provinciale invece della Signora.

Inter – Juventus 1-0, Dimarco punisce una Juve mai pericolosa

Inzaghi, come da previsioni, decide di puntare su Dzeko e Calhanoglu, affidandosi così al 3-5-2 con cui ha affrontato gran parte della stagione, a eccezione dell’infortunato Skriniar. Allegri invece opta per una squadra senza centravanti, con Chiesa e Di Maria in attacco e una difesa “anomala” con Bremer, il rientrante Bonucci e Alex Sandro. Fuori Danilo e Gatti, così come Fagioli e lo squalificato Cuadrado, per una formazione decisamente rischiosa. E infatti l’Inter ne approfitta subito, prima rendendosi pericolosissima con Lautaro e Dzeko, poi trovando l’1-0 con Dimarco (15’), ottimamente servito da Barella. Il derby d’Italia, in sostanza, finisce qui, perché i nerazzurri hanno il torto di non chiudere la partita nonostante qualche (sporadica) occasione, mentre la Juve non riesce nemmeno a riaprirla, nonostante un possesso palla superiore. Il palleggio bianconero è però sterile e le cose non cambiano neanche nella ripresa con le sostituzioni di Allegri, che ritratta il sistema iniziale inserendo Milik. Onana si sporca i guanti una sola volta su un tiro di Kostic, a fronte di un Perin decisivo su Mkhytarian: nel complesso, comunque, non è stata una bella partita, ma ha vinto la squadra migliore. Inzaghi si conferma così specialista di coppa e mette nel mirino il quarto trofeo della sua esperienza nerazzurra, anche se il suo destino si deciderà tra campionato (il quarto posto è considerato imprescindibile) e, soprattutto, Champions. Male invece Allegri, a cui resta solamente l’Europa Leagueper dare un senso a una stagione complicatissima per tanti motivi: i giochi non sono ancora chiusi, ma il trend è negativo e non lascia spazio a voli pindarici.

Inzaghi esulta: “Finale meritata! Ora ci restano 10 partite, che speriamo diventino 11…”

“È stata una bellissima serata, corretta, con due squadre che hanno fatto una partita intensa – il commento del tecnico nerazzurro -. Chiaramente noi abbiamo meritato la finale nell’arco delle due partite e siamo molto contenti, volevamo tornare a Roma a tutti i costi. Ora ci restano dieci partite, ma speriamo ce ne sia una in più (la finale di Champions, ndr). Intanto ci godiamo la serata, complimenti a tutti perché giocare a questi ritmi non è mai semplice. I ragazzi sono stati bravissimi, non abbiamo mai perso un metro contro giocatori di grandissima qualità, siamo sempre rimasti compatti e uniti, alternando momenti in cui li prendevamo alti ad altri in cui ci abbassavamo bene, mi porto via sensazioni importanti”.

Allegri amaro: “Dispiaciuti per il risultato, adesso vogliamo Europa League e terzo posto”

“Abbiamo fatto un primo tempo addormentato e preso gol quasi subito, non siamo riusciti a tirare quasi mai in porta e siamo usciti, nonostante una bella prestazione – ha replicato Allegri -. Bisogna ricaricare le energie, abbiamo la semifinale di Europa League e dobbiamo rimboccarci le maniche per tornare a lavorare con cattiveria, dobbiamo anche difendere il terzo posto e tenere lontani Roma e Milan. Bisognava fare meglio in fase offensiva anche se non era semplice, vincere qui a San Siro non è facile. A noi dispiace non essere in finale, ma quest’anno bisogna essere bravi e forti per tenere le spalle larghe. Quando sei in queste situazioni te ne capitano di ogni, domenica abbiamo preso un gol da polli e all’andata avete visto che match è stato. Bisogna essere bravi e forti, poi tutto si aggiusta e alla fine le cose tornano”.

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