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Cina: caffè troppo caro, guai per Starbucks

Starbucks è entrata nel novero delle aziende straniere a entrare nel mirino della stampa cinese che accusa la catena di bar di far pagare troppo il consumatore cinese.

La tv statale CCTV ha trasmesso uno special di sette minuti in cui si criticava la politica dei prezzi della società di Seattle, sostenendo che il costo di un “tall latte” (una bevanda che può essere associata a un caffelatte) è più elevato a Pechino che a Londra, Chicago o Mumbai. Infatti, di contro ai 27 yuan pagati da un consumatore cinese, l’acquirente londinese pagherebbe l’equivalente di 24,25 yuan, mentre quello americano sborserebbe 19,98 yuan. 

Il servizio televisivo segue una serie di articolo pubblicati dalla stampa locale che hanno accusato Starbucks di “profiteering” cioè di “affarismo”.

Le accuse arrivano dopo numerosi attacchi nei confronti di aziende straniere e del gigante tecnologico americano Apple in particolare. Sotto accusa, questa volta,  le polizze di garanzia e servizi ai consumatori considerati altamente inefficienti. In particolare numerosi articoli parlavano dell’estrema arroganza mostrata nei confronti del consumatore cinese da parter del personale di Apple. La campagna di critiche è terminata solo quando il ceo Tim Cook ha chiesto pubblicamente scusa.

In un comunicato stampa Starbucks ha affermato che la differenza nei prezzi è causata da una serie di fattori tra cui investimenti nelle infrastrutture, mercato immobiliare, gli  andamenti delle valute e i costi della manodopera. Il gruppo di Seattle è entrato nel mercato cinese nel 1999 e conta oltre mille punti vendita nel Paese. La continua crescita della catena di caffetteria nella Repubblica popolare farà sí che la Cina diventerà il secondo mercato nel 2014, superando il Canada.

http://business.inquirer.net/148525/starbucks-latest-foreign-target-for-chinese-media

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