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CICLISMO – Giro delle Fiandre, Cancellara punta al tris

In anticipo quest’anno di sette giorni su quella religiosa, scatta domenica la settimana santa delle classiche-monumento del Nord: prima il Giro delle Fiandre, poi la Parigi-Roubaix, due gare che l’anno scorso videro trionfare, in un entusiasmante filotto, Fabian Cancellara che bissò il successo del 2010. E lo svizzero, peraltro ancora a digiuno di vittorie in questa stagione, è ancora il gran favorito della Ronde van Vlanderen, che si svolge puntualmente dal 1913 la prima domenica di aprile. A cercare di impedirgli il tris di vittorie, che lo collocherebbe sullo stesso piano di Fiorenzo Magni  e Tom Boonen, ci sono i rivali di sempre – ad eccezione di Gilbert che ha dato foirfait , a partire dallo stesso Boonen, leader dell’Omega Pharma Quick Step, che vuole rifarsi dopo uno scialbo 2013. Quindi Peter Sagan, il più gettonato dai bookmakers dopo Spartacus che la settimana scorsa ha centrato l’Harelbeke; John Degenkolb, velocista puro che però ha dato prova di saper soffrire sul pavé e sui muri del Nord, vincitore della Gand-Wevelgem; poi a seguire Edvald Boasson Hagen, Niki Terpstra, Sylvain Chavanel e anche quel Stijn Devolder, il campione nazionale belga che deve alle Fiandre gran parte della sua notorietà con le due vittorie riportate nel 2008 e nel 2009. Una specie di Petrucci fiammingo perché, come capitò al nostro Loretto dopo due trionfi alla Sanremo, Devolder non ha vinto altre grandi corse a livello internazionale. Tra i belgi ben quotato è anche il giovane Sep Vanmarcke, secondo nella Parigi-Roubaix dell’anno scorso alle spalle di uno scatenato Cancellara.

Pavé e muri mozzafiato con il ritorno del leggendario Koppenberg a 44km dal traguardo di Oudenaarde,  il Giro delle Fiandre con i suoi 259 km non è mai banale, riuscendo a toccare sempre le corde del grande ciclismo anche se da troppo tempo tra i vincitori manca il corridore per tutte le stagioni, quello che sa vincere la classica in linea e la grande corsa a tappe. E’ una caratteristica del ciclismo di oggi che ha tanti bei campioni, ognuno con la sua spiccata specializzazione: non è un caso che l’ultimo vincitore di un Giro o di un Tour a trionfare nel Giro delle Fiandre è stato nel 1994 Gianni Bugno. Lo stesso dicasi per la Sanremo e la Roubaix: bisogna risalire al 1990 per trovare lo stesso Bugno primo nella città dei fiori dopo la doppietta (1988 e 1989) di Laurent Fignon, un altro grande capace di vincere su ogni tracciato.  Addirittura bisogna tornare al 1981 per la classicissima del pavé che dal 1981, anno in cui la vinse Bernard Hinault – dopo l’indimenticabile tripletta di Moser nelle tre precedenti edizioni – non ha più visto primeggiare un big delle corse a tappe. E di vincitori di Giri e di Tour alla prossima Ronde ci sarà solo Bradley Wiggins, un autentico fenomeno nel 2012, stagione in cui il baronetto inglese vinse tutto prima di ricadere nel totale anonimato nel 2013. A 33 anni tenta un difficile rilancio ripresentandosi alla Ronde che l’ha visto modesto partecipante nel 2005 quando si classificò, confuso nelle retrovie, solo 85esimo. 

   

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