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Champions: Real Madrid-Napoli, notte magica al Bernabeu

La grande notte è arrivata. Dopo tanta attesa Napoli è pronta a vivere una delle partite più importanti della sua storia e non solo di quella recente. Gli ottavi di Champions erano già stati raggiunti qualche anno fa con Mazzarri, il Real Madrid però, con tutto il rispetto per il Chelsea, è tutta un’altra cosa. Si potrebbe quasi parlare di prima volta al Bernabeu, perché nell’unico precedente ufficiale tra le due squadre (16 settembre 1987) si giocò sì nell’impianto di Chamartin ma a porte chiuse.

Questa sera invece i tifosi ci saranno, eccome se ci saranno: tanti blancos, d’accordo, ma anche un’armata di azzurri (circa 20 mila, di cui molti però senza biglietto) che promette di farsi sentire quasi si giocasse al San Paolo. Il contorno è di altissima qualità, ora però toccherà al campo e lì capiremo se davvero il Napoli sarà in grado di provarci per davvero.

“È una sfida quasi impossibile contro i più forti del mondo – ha spiegato Sarri in conferenza stampa. – Io però credo che la mia squadra avrà la faccia tosta per attaccare e fare la sua partita, sono pronto ad accettare qualsiasi risultato ma non una prestazione timorosa dei miei ragazzi. Non abbiamo altra scelta, fare una gara diversa sarebbe controproducente”.

Il tecnico ha gonfiato il petto in una sorta di all-in: dovesse andare male, infatti, le sue dichiarazioni potrebbero tornargli indietro come fossero un boomerang. Ma la voglia di gridare al mondo le proprie ambizioni è stata più forte del basso profilo, atteggiamento che, se ripetuto in campo dai giocatori, potrebbe davvero ribaltare le gerarchie.

D’altra parte anche il mondo madridista, da sempre piuttosto snob nei confronti degli avversari (l’inno del club recita “Hala Madrid y nada mas”, “solo Madrid e nient’altro”), comincia a guardare con sospetto a questa squadra così poco italiana nel modo di giocare, molto più votata al calcio verticale e offensivo che alla gestione delle gare.

“Il gioco di Sarri è molto bello, sta facendo davvero un ottimo lavoro – il commento di Zidane. – Noi siamo pronti ma sappiamo anche che ci sarà da soffrire, loro sono molto tecnici e veloci, mi aspetto una partita complicata. Temo i loro attaccanti, non Maradona in tribuna”.

Già, perché ad impreziosire questa sfida già di per sé ricchissima di spunti s’è aggiunta anche la presenza del Pibe de oro, volato nella capitale spagnola per spingere il Napoli verso un’impresa che sarebbe storica, quasi quanto i due scudetti conquistati da lui. Diego, prossimo a diventare ambasciatore del club nel mondo, siederà vicino a De Laurentiis e proverà a trasmettere tutta la sua grandezza agli “eredi” in maglia azzurra.

In campo però non ci potrà andare, dunque Sarri dovrà affidarsi al solito 4-3-3 per tentare l’impresa. I dubbi sono sostanzialmente due e riguardano il centrocampo, dove Zielinski, Diawara, Allan e Jorginho si giocano due maglie. Scegliere i primi due vorrebbe dire giocarsela ancor più offensivamente, gli altri invece darebbero al Napoli meno tecnica ma un pizzico di sostanza in più.

L’impressione è che Sarri decida di optare per la prima opzione e di affidarsi a un 4-3-3 con Reina in porta, Hysaj, Albiol, Koulibaly e Ghoulam in difesa, Zielinski, Diawara e Hamsik a centrocampo, Callejon, Mertens e Insigne in attacco. Zidane, costretto a fare a meno ancora di Bale, risponderà con lo stesso sistema di gioco, rimettendo in soffitta il 3-5-2 provato nella trasferta (vittoriosa ma sofferta) di sabato scorso a Pamplona.

Davanti a Keylor Navas ci saranno Carvajal, Varane, Sergio Ramos e Marcelo, con Kroos, Casemiro e Modric in mediana e il trio Lucas Vazquez-Benzema-Cristiano Ronaldo in attacco. Napoli è pronta a combattere e a vivere una notte da sogno, nella speranza che questo possa trasformarsi in una splendida realtà.

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