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Ces 2019: il sex toy Osé, premiato ma escluso dalla fiera Tech

FIRSTonline

Una startup di sesso femminile, Lora Di Carlo, aveva presentato nel 2018 all’Innovation Award del CES2019 (Consumer Electronics Show chiusosi da poco a Las Vegas) un sex toy, Osé, che in ottobre era stato selezionato e premiato per i requisiti di innovazione e originalità dovuti – detto chiaramente – alle sue particolari ed efficacissime “prestazioni”. Alcuni ipocriti organizzatori – come sottolinea lacasadipaola.it – non solo erano riusciti subito dopo ad annullare il premio ma anche ad annullare illegalmente la partecipazione della società al CES alla quale aveva diritto in quanto premiata.

Perché “illegalmente”? Perché il CES è una fiera di proprietà privata, obbligatoriamente aperta a operatori privati e pubblici purché con la fedina penale ovviamente pulita. Cosa che Lora Haddock, bellissima e spiritosa fondatrice e Ceo della società- poteva vantare di avere. L’azienda aveva addirittura organizzato in ottobre un pre-show al quale avevano presenziato parecchi dei 6500 giornalisti di solito presenti al CES.

Osé era stato selezionato da una giuria molto qualificata con ingegneri, scienziati, giornalisti, perché usa la micro-robotica per creare un effetto “biomimetico” giudicato superiore come…effetto ad un vibratore. Non solo: è il primo prodotto al mondo a mani libere progettato per orgasmi “misti”, l’orgasmo combinato clitorideo e g-spot (vaginale). Attraverso l’uso di una tecnologia micro-robotica avanzata, il massaggiatore imita i movimenti e le sensazioni di un partner umano, evitando vibrazioni “ronzanti e desensibilizzanti”.

La stampa e Lora Haddock hanno giustamente accusato il CES e i suoi organizzatori – tra l’altro cariatidi ormai appartenenti ad un mondo anche tecnologicamente arretrato – di sessismo. Osé è oggetto di otto brevetti in sospeso per la robotica, la biomimetica e le imprese ingegneristiche ed è stato progettato in collaborazione con il laboratorio di ingegneria robotica di alto rango dell’Oregon State University. Cioè: è un oggetto che – a prescindere dalle sue finalità – presenta importanti contenuti scientifici. E poi, cosa c’è di immorale – si è chiesta Lora – nel piacere e nell’orgasmo femminile?

Fortemente criticati e soprattutto presi in giro da giornalisti, scienziati, visitatori e espositori del CES, gli organizzatori della fiera e della CTA (l’associazione delle industrie di elettronica di consumo, gestite peraltro da parrucconi reazionari) hanno promesso di allargare alle donne la composizione della giuria del premio e della gestione della fiera. Affermazioni solo di principio. “Crediamo che la società – commenta Lora – debba abbandonare il tabù sul sesso e la sessualità perché fa parte della vita e della salute che dovrebbe assolutamente far parte del discorso mainstream”.

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