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Cartelle esattoriali, si prepara la proroga per la rottamazione

Per aumentare l’appeal della sanatoria, la norma potrebbe prevedere anche la possibilità di rateizzare il debito con Equitalia, poiché l’attuale obbligo di versare l’intero debito in un’unica soluzione è risultato uno dei principali ostacoli per il successo della sanatoria. La rateizzazione, però, dovrebbe essere una possibilità eventuale e particolarmente onerosa, per non risultare discriminatoria nei confronti di coloro che non hanno potuto utilizzarla finora. Proprio questa considerazione potrebbe finire con escludere la rateizzazione nel provvedimento di proroga. 

Niente da fare, invece, per l’ampliamento delle cartelle esattoriali e degli accertamenti esecutivi ammessi alla sanatoria: il termine di affidamento alla riscossione coattiva del 31 ottobre, che attualmente individua quelle interessate dalla rottamazione, sembra destinato a restare immutato.

La cosiddetta “rottamazione” delle cartelle consiste nella possibilità offerta ai contribuenti di saldare i debiti emergenti da cartelle esattoriali o accertamenti esecutivi affidati alla riscossione entro il 31 ottobre scorso con il pagamento delle imposte e delle sanzioni, ma senza gli interessi per ritardata iscrizione a ruolo e senza quelli moratori. La condizione è che il pagamento avvenga entro il 28 febbraio e in un’unica soluzione.

Sebbene si pensi sempre alle cartelle di Equitalia, le norme della legge di stabilità riguardano tutti i debiti dovuti a uffici statali, agenzie fiscali, Regioni, Province e Comuni (quindi anche le contravvenzioni per infrazioni al codice della strada), affidati a tutti gli agenti della riscossione, non solo a Equitalia.

Il provvedimento di proroga attualmente allo studio non sarebbe varato, in ogni caso, se non a ridosso dell’attuale scadenza del 28 febbraio, per non disincentivare le adesioni alla sanatoria che si stanno profilando in questi ultimi giorni prossimi alla prima scadenza. 

La sostituzione nella compagine di Governo in corso costituisce un’ulteriore incognita sulla strada della proroga. Il provvedimento va adottato con un decreto legge, poiché occorre intervenire sui commi 618-623 dell’articolo 1 della recente legge di stabilità 147/13. Il nuovo Governo dovrà essere pienamente in carica per adottarlo e gli uffici legislativi pronti e orientati al rinvio. Dopodiché decisiva sarà la decisione del nuovo ministro.

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