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CAMPIONATO SERIE A – La Roma non molla e liquida anche l’Inter mentre il Milan risorge

“Lotteremo fino alla fine!”. Da Roma arriva un urlo forte e chiaro in direzione Torino, una risposta sul campo ad una Juve che vince sempre, come compete alle grandi squadre. I giallorossi dovevano necessariamente battere l’Inter, ancor più dopo il successo bianconero, e lo hanno fatto con una grande prova. Anche perché i nerazzurri non sono certo stati a guardare: Mancini, pur registrando il primo ko della sua gestione, ha visto cose di cui può essere soddisfatto. 

Il match dell’Olimpico è stato molto più combattuto di quanto non faccia pensare il 4-2 finale, con due squadre che se la sono giocata a viso aperto, regalando una serata di calcio decisamente piacevole. Hanno vinto i più forti, quelli che hanno i giocatori migliori, in grado di fare la differenza con numeri d’alta scuola. Su tutti Totti e Pjanic, ma anche Gervinho, Holebas e tanti altri: là davanti la Roma è uno spettacolo!

“Abbiamo mostrato un gioco formidabile, divertendoci in campo – ha spiegato un euforico Garcia. – I miei ragazzi non guardano la classifica, scendono in campo sempre per vincere. Lo spogliatoio è molto unito, sapevo che avremmo potuto far male all’Inter”. Non è stata però una passeggiata, anzi… I nerazzurri, finché ci sono riusciti, hanno ribattuto colpo su colpo, come del resto dimostra l’altalena dei gol.

Dopo il vantaggio giallorosso di Gervinho (tap in a porta sguarnita al 21’) è arrivato il pareggio di Ranocchia (bel colpo di testa sugli sviluppi di un corner), al 2-1 di Holebas (sinistro capolavoro al 47’) ha risposto Osvaldo (57’, con tanto di esultanza polemica nei confronti di un Olimpico davvero ostile). Ma il carattere di Mancini non ha potuto nulla contro gli errori difensivi dei suoi, oltre che con la classe di Totti, capace di servire a Pjanic un assist da terra per il 3-2 (60’). L’azione, nata da un contatto (dubbio) tra Holebas e Guarin, ha fatto infuriare Mancini, costringendo l’arbitro Mazzoleni ad allontanarlo dal campo. 

“Non spreco parole per lui – ha glissato il tecnico nerazzurro. – Ci sono state buone cose ma dobbiamo ancora lavorare tanto, questa sconfitta non cambia nulla”. Proprio come la splendida punizione di Pjanic, buona solo per sigillare un risultato già acquisito (92’). 

La classifica dell’Inter necessita però di uno scossone immediato, anche alla luce della vittoria del Milan. Dopo oltre un mese d’astinenza i rossoneri sono tornati a sorridere, merito di Jeremy Menez, vero e proprio mattatore nel match contro l’Udinese. Condizionato, peraltro, da alcune decisioni dell’arbitro Valeri, contestatissimo da entrambe le squadre. 

Nel primo tempo un colpo di testa di Rami ha riportato a galla un vecchio problema del calcio: il gol fantasma. Pallone dentro oppure no? Le immagini non chiariscono del tutto, le ricostruzioni grafiche di Sky optano per la seconda ipotesi. Certo è che, nel 2014, è assurdo trovarsi di fronte a vicende del genere, tanto più che in Inghilterra la tecnologia c’è già e funziona pure bene (sabato ha permesso di convalidare il gol di Smalling in Manchester United-Hull City). 

“Ora comincerò la mia battaglia per averla anche in Italia – ha spiegato Galliani. – L’occhio umano può fallire, compriamo questi benedetti macchinari e finiamola qui”. Le lamentele più forti arrivano però dal fronte Udinese. Perché al 65’ Valeri, sul risultato di 0-0, ha cambiato il match concedendo un rigore piuttosto dubbio al Milan, con tanto di espulsione a Domizzi. Menez ha trasformato con freddezza, portando in vantaggio i suoi e facendo esplodere la rabbia di Pozzo. 

“Valeri è un arbitro scarso, non lo voglio più vedere – ha tuonato il presidente bianconero. – Per compensare un presunto errore ne ha commessi poi altri, uno così non può arbitrare”. Il Milan ha poi legittimato il successo con un altro gol di Menez, questo bellissimo: azione personale e destro imparabile (75’). 

Valeri invece ha chiuso la sua brutta domenica espellendo Essien, decisione inspiegabile anche alla luce di numerosi replay. Restano comunque i tre punti per i rossoneri, molto importanti in chiave classifica: in attesa di Sampdoria-Napoli (questa sera, ore 21) il terzo posto occupato dal Genoa dista solo due punti e il calendario, domenica prossima, prevede proprio lo scontro diretto. Un bel banco di prova per capire le reali potenzialità di questo Milan.

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