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CAMPIONATO SERIE A – Il Verona beffa il Milan e Inzaghi traballa. Roma cerca il riscatto col Chievo

Un altro flop. Il Milan di Filippo Inzaghi non riesce proprio a uscire dalla crisi e, ora più che mai, il grande imputato è proprio il tecnico rossonero. Il 2-2 col Verona infatti vale quasi quanto una sconfitta, sia per il gol preso al 94esimo che per la prestazione della squadra, ancora una volta brutta e deludente. Risultati e gioco, questa era stata la ricetta indicata da alla vigilia: non è arrivato niente di tutto questo. Ecco perché la panchina di Inzaghi traballa pericolosamente e, in questo senso, non si possono escludere decisioni forti da parte della società. “Io a rischio? Non dovete chiederlo a me – le parole del tecnico. – Non ho ancora parlato con nessuno, devo solo pensare a migliorare questa situazione. E’ evidente però che non siamo il Milan che ci aspettavamo a inizio stagione”.

Non si arrende Superpippo eppure quasi nessuno sembra più avere fiducia in lui. Non la società, che da tempo non si esprime pubblicamente in sua difesa, non i giocatori, sempre più confusi e scontenti, non i tifosi, che ancora una volta hanno abbandonato San Siro fischiando sonoramente. In tutto questo il diretto interessato ci ha messo del suo. Anzitutto con le scelte iniziali: fuori Destro, dentro Pazzini. Non il massimo per l’ex romanista, presentato come il salvatore della patria, difeso in conferenza stampa e poi accantonato dopo appena 4 partite. E poi nell’atteggiamento tattico della squadra, troppo lenta in fase di possesso e impacciata nel coprirsi sulle ripartenze veronesi. E infatti l’Hellas, dopo 10 minuti di studio, decide di provarci sul serio, raccogliendo i frutti quasi immediatamente. Al 18’ Muntari stende Ionita in area e Toni trasforma in gol il sacrosanto rigore (0-1).

Il Milan cerca di reagire ma produce poco o niente tanto che, fino al 40’, l’unica occasione pericolosa arriva con un tiro di Mexes dai 30 metri. A 5’ dal termine però il Verona restituisce il favore: fallo ingenuo di Jankovic sullo stesso difensore francese, rigore trasformato da Menez (1-1). Nel secondo tempo la partita parrebbe svoltare perché al 47’ Mexes trova il 2-1, seppur con la deviazione decisiva di Tachtsidis. Gol rocambolesco ma poco importa: ai rossoneri questa vittoria serve come l’aria. Qui però Inzaghi si fa prendere dall’ansia e al 77’ commette un errore madornale, togliendo Pazzini per Bocchetti. Fuori una punta per un difensore con conseguente passaggio al 4-5-1, scelta che, immaginiamo, avrà fatto sobbalzare il presidente Berlusconi.

La difesa a oltranza dà coraggio al Verona che, dopo aver preso una traversa con Tachtsidis, trova il pareggio al 94’ con Nico Lopez, subentrato poco prima a Jankovic. L’errore decisivo, ironia della sorte, è proprio di quel Bocchetti inserito nel tentativo di limitare i danni. “Dopo sono tutti bravi a parlare, non esiste la controprova che senza il cambio avremmo vinto – l’incredibile spiegazione del tecnico. – Dobbiamo solo recitare il mea culpa, nello spogliatoio c’è grande delusione”. La stessa che attanaglia tutto il popolo rossonero, che sembra aver ormai abbandonato Inzaghi a sé stesso.

Oggi pomeriggio invece tocca alla Roma, che cercherà di tornare alla vittoria sul campo del Chievo (ore 15). Il risultato sarebbe fondamentale per mantenere vive le ultime speranze scudetto anche se, a sentire Garcia, ormai si gioca solo per la medaglia d’argento. “Il titolo è nelle mani della Juve, se loro le vincessero tutte noi non potremmo farci nulla – ha ammesso il tecnico francese. – Dobbiamo difendere a tutti i costi il secondo posto, già a partire da oggi”. Una resa insomma, nonostante la matematica dica che, seppur difficile, la missione scudetto è ancora possibile. Ad ogni modo la Roma deve ricominciare a macinare vittorie, arrivate col contagocce in questo primo scorcio del 2015. “Ripartiamo dagli ultimi minuti contro la Juve e dalla partita di Rotterdam – ha proseguito Garcia. – Ho fiducia nei miei giocatori, andiamo a Verona per vincere e con l’atteggiamento giusto. Ci sono ancora tre mesi di stagione, vogliamo dare il massimo sia in campionato che in Europa League”.

E proprio l’imminente derby europeo di giovedì con la Fiorentina indurrà il francese a un turnover ragionato. Fuori Totti e De Rossi, proprio come nella parte finale di Roma-Juventus, nel tentativo di ridare smalto a due giocatori importantissimi ma un po’ ingolfati. Per il resto formazione abbastanza obbligata, anche alla luce delle squalifiche di Torosidis e Yanga Mbiwa e dell’indisponibilità di Maicon e Ibarbo. Il 4-3-3 giallorosso sarà composto da De Sanctis in porta, Florenzi, Manolas, Astori e Holebas in difesa, Nainggolan, Keita e Pjanic a centrocampo, Gervinho, Iturbe e Ljajic in attacco. Maran, bravissimo a imbrigliare il Milan una settimana fa, tenterà di ripetersi con il consueto 4-4-2, in cui Meggiorini e Pellissier (in vantaggio su Paloschi) avranno il compito di pungere la difesa romanista. 

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