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CAMPIONATO DELLE ROMANE – Deludente pari interno per la Roma, crollo della Lazio a Napoli

Una domenica da dimenticare. Per la Roma, fermata sul 2-2 casalingo da un ottimo Sassuolo e, soprattutto, per la Lazio, letteralmente affossata da una clamorosa (e meritatissima) cinquina del Napoli. I biancocelesti sono riusciti, loro malgrado s’intende, a compiere una duplice impresa: rilanciare la squadra di Sarri e mettere in secondo piano il passo falso dei cugini giallorossi. 

“Loro sono superiori ma noi non possiamo essere questi – il commento di Pioli. – Dovevamo essere corti e stretti, invece arrivavamo sempre in ritardo lasciando praterie incredibili. E’ stato un passo indietro troppo importante, ora dobbiamo guardarci negli occhi e ripartire”. 

La situazione è preoccupante visto che, quello di ieri, non è certo il primo tracollo della Lazio formato 2015/16. Prima la debacle di Leverkusen (0-3), poi quella di Verona col Chievo (0-4), infine l’imbarazzante 0-5 del San Paolo. C’è molto che non va in questa squadra, ecco perché la società, anche in considerazione dell’infrasettimanale contro il Genoa, ha optato per il ritiro immediato. 

Tanti demeriti biancocelesti, altrettanti meriti per il Napoli di Sarri. Che, dopo quella rifilata al Bruges, ha regalato un’altra cinquina spettacolare, dimostrando che col 4-3-3 nulla gli è davvero precluso. Il tecnico toscano può contare su un attaccante mondiale come Higuain (in gol al 14’ e al 59’), su due esterni come Callejon e Insigne (tap in vincente al 47’) e su “rincalzi” (virgolette d’obbligo) come Mertens e Gabbiadini (punto del pokerissimo al 79’): tanta roba, come probabilmente nessun altro nel nostro campionato. In mezzo anche la rete di Allan (35’), finalmente ai livelli di Udine. 

“Non voglio sentir parlare di scudetto, per il momento siamo a metà classifica – le parole di Sarri. – Certo, il 4-3-3 ci dà qualche problema in meno in fase difensiva, inoltre abbiamo avuto un approccio perfetto e penso che abbiamo ancora molti margini di crescita”. 

Per una Lazio che crolla c’è una Roma che chiude il weekend con l’amaro in bocca. Il pareggio interno col Sassuolo sa tanto di mezza sconfitta, un netto passo indietro rispetto alla prestazione di mercoledì in Champions. Proprio la prova col Barcellona, oltre all’imminente trasferta di Genova sponda Samp, ha indotto Garcia a un massiccio turnover che però, prestazione alla mano, si è rivelato fallimentare. 

Fuori Florenzi, Dzeko e Iago Falque, dentro Maicon, Totti e Iturbe. Il risultato è un approccio molle alla gara e al 22’ il Sassuolo passa con Defrel, bravissimo a finalizzare un contropiede con un sinistro imprendibile. A rialzare la Roma ci pensa l’arbitro Massa, che al 36’ (su mancata segnalazione dell’assistente) convalida il 300° gol di Totti con la maglia giallorossa nonostante un netto fuorigioco. Ma i neroverdi si dimostrano più forti dell’ingiustizia e al 45’ si riportano in vantaggio con Politano. 

A inizio ripresa Salah si sblocca con una magia al volo (49’): sembra l’inizio della rimonta, invece il risultato non cambia più. Nel finale c’è spazio per un altro episodio polemico (contatto in area tra Peluso e Rudiger, poteva starci il rigore), che però non basta a evitare i fischi dell’Olimpico. 

“Abbiamo perso due punti ed è solo colpa nostra, non si possono lasciare tutti quegli spazi – le parole di Garcia. – Il turnover? Se giochi ogni tre giorni lo devi fare, la nostra rosa è attrezzata per quello. Certo è incredibile che fossero più freschi quelli che avevano già giocato rispetto ai nuovi…”. 

Mercoledì si torna in campo e la Capitale non vede l’ora di riscattarsi. D’altronde, se si vogliono inseguire obiettivi di gloria, bisogna archiviare al più presto domeniche così. 

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