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Borse sull’ottovolante: banche e petrolio rilanciano Piazza Affari (+1,2%)

Scatto nel finale di pomeriggio per Piazza Affari dopo una giornata molto volatile. Il Ftse Mib che, dopo un avvio positivo, era passato per due volte in territorio negativo, chiude invece in rialzo di oltre l’1% a 1,23%. Contrastate invece le altre piazze europee: Londra sale dell’1,06% mentre Francoforte cede lo 0,44% e Parigi strappa un magro +0,44%.

 Molto più decisi invece i listini asiatici con Shanghai che è salito dell’1,52% e Shenzhen +1,95%. Tokyo ha invece chiuso in calo appesantito dallo yen forte sul dollaro.

Il biglietto verde si indebolisce ulteriormente anche nei confronti della moneta unica, con il cambio euro dollaro che sale dello 0,83% a 1,1197. I mercati scommettono su un rallentamento dei rialzi dei tassi di interesse della Fed. In Europa la Bce si muove verso un possibile scenario di ulteriore allentamento. Oggi Mario Draghi, nel corso di una conferenza organizzata dalla Bundesbank a Francoforte è tornato a confermare che “se ci sarà bisogno adotteremo ulteriori politiche espansive per sostenere la ripresa dell’economia”.

Il presidente dell’Eurotower ha anche parlato di diverse “forze globali che cospirano per tenere bassa l’inflazione”.

In mattinata i dati macroeconomici europei hanno registrato una revisione al ribasso per il Pil dell’Eurozona. LA stima 2016 è stata abbassata all’1,7% e quella 2017 all’1,9%. In Italia le stime sono state ridotte all’1,4% nel 2016 e all’1,3% nel 2017. Nel frattempo però la disoccupazione dell’Eurozona è attesa in calo al 10,2% nel 2017. Lo spread Btp-bun è salito a 120 punti base e rendimento all’1,52%.

Contrastata Wall Street con il Dow Jones che oscilla attorno alla parità e l’S&P500 che cede lo 0,37%. Bene Caterpillar, che beneficia del dollaro debole. Oggi è stato diffuso il dato sulle nuove richieste di sussidi di disoccupazione Usa che la settimana scorsa sono salite a 285mila unità da 277mila, di più delle attese.

Frena il mini rimbalzo del petroilio: il Wti cede lo 0,46% a 32,13 dollari al barile. Intanto, proprio per la discesa del greggio, il colosso Shell ha annunciato utili in picchiata a 1,94 miliardi di dollari da circa 15 di un anno fa. Il titolo però sale a Wall Street.

Giù anche i risultati di Credit Suisse, il colosso svizzero ha chiuso il 2015 con una perdita netta di competenza di 2,94 miliardi di franchi svizzeri, su cui pesa una svalutazione dell’avviamento da 3,79 miliardi nel quarto trimestre decisa dal nuovo piano strategico, varato ad ottobre, in occasione del maxi aumento di capitale da oltre 6 miliardi di franchi.

A Piazza Affari continua anche il calvario dei diritti Saipem: alla vigilia dell’ultimo giorno di negoziazione in Borsa sono finiti in asta di volatilità e hanno chiuso in calo del 52,64%. In fondo al Ftse Mib c’è poi Campari -4,35%, Luxottica -1,96%, Finmeccanica -1,82%. In una nota diffusa ieri sera Consob ha rivisto il prezzo a 9,899 euro da 9,50 euro (+4,2%), decidendo di prolungare l’offerta pubblica di un paio di settimane, fissando la nuova deadline il 19 febbraio 2016. Ansaldo Sts  sale dello 0,86%.

In evidenza tra le blue chip chiudono Mediaset +7,58%, Tenaris +6,10% e rimbalzano le banche Intesa +5,8%, Bmps +4,4%, Bpm +3,99%. Generali -1,10% in attesa del cda di settimana prossima per avviare una scelta per il successore di Greco.

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