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Borse, l’Asia chiude bene la settimana

I mercati in Asia si avviano a una chiusura settimanale positiva, e sarebbe la terza settimana consecutiva di guadagni. La causa prossima sta nella riduzione delle richieste di sussidio di disoccupazione negli Stati Uniti, ma le cause remote sono nella sensazione che i due grossi problemi legati allo stato delle finanze pubbliche nei paesi avanzati – i debiti sovrani in Europa e il ‘fiscal cliff’ negli Usa – sono, se non in via di soluzioni definitive, almeno affrontati con maggior spirito cooperativo.

La borsa di Tokyo sente vicino il passaggio di governo dopo le elezioni della domenica 16. Un serio candidato al posto di nuovo governatore della Banca del Giappone, Takatoshi Ito (un accademico ed ex alto funzionario del ministero delle Finanze) ha dichiarato che la banca centrale ha fatto finora troppo poco e troppo tardi: avrebbe dovuto cominciare prima le politiche di espansione quantitativa della moneta ed è stata troppo timida nel fissare un esplicito obiettivo di maggiore inflazione.

L’euro, dopo gli accenni fra le righe a possibili ulteriori riduzioni dei tassi Bce, si è indebolito, come si conviene a un’area in recessione che ha bisogno di un cambio meno forte. L’oro ha riguadagnato di poco quota 1700 e il petrolio WTI si mantiene basso, fra 86 e 87. Tuttavia, anche l’agenzia americana dell’energia ha detto che considera più rappresentativa della domanda e dell’offerta mondiale di petrolio la quotazione Brent, dato il crescente apporto, che si esaurisce nel mercato domestico, di petrolio e gas da scisti, un apporto che domina la quotazione del West Texas Intermediate.

http://www.bloomberg.com/news/2012-12-07/asian-stocks-rise-as-fewer-american-file-jobless-claims.html

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