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BORSE CHIUSURA 2 MARZO – I listini rimbalzano e a Piazza Affari va in scena l’exploit di Amplifon

Imagoeconomica

Le future mosse delle banche centrali rimangono il chiodo fisso delle Borse europee, che chiudono la seduta in timido rialzo nel giorno in cui l’Eurostat ha reso noto che sì, l’inflazione dell’area Euro continua a scendere (+8,5% a febbraio contro l’8,6% di gennaio ), ma lo fa a passo lento. Troppo lento per tranquillizzare l’animo dei mercati, ma soprattutto dei falchi della Bce. Non a caso, la stessa presidente dell’Eurotower, Christine Lagarde, parlando ad una tv spagnola, ha confermato che i tassi potrebbero continuare a salire dopo l’aumento di mezzo punto già annunciato a marzo. Anche in Italia l’inflazione è scesa dal 10 al 9,2%, un dato positivo, ma sotto le stime degli analisti che si aspettavano una frenata all’8,8%.

La chiusura delle Borse europee

In questo contesto si raffredda l’euro, che scende a quota 1,060 contro il dollaro, mentre le Borse europee, si muovono anch’esse a passo da lumaca, archiviando la seduta poco sopra la parità. A Milano, il Ftse Mib segna a fine giornata +0,33% a 27.404 punti, nonostante le vendite sul comparto bancario. Più decise Parigi (+0,6%) e Amsterdam (+0,7%), più arretrate Francoforte (+0,1%) e Madrid (+0,03%). Fuori dall’Ue Londra è in rialzo dello 0,37%.

Wall Street contrastata: crolla Tesla, Treasury al top

Nel giorno dell’incontro tra Blinken e Lavrov, la Borsa americana si muove contrastata, con il Dow Jones sopra la parità e lo S&P 500 e il Nasdaq che segnano cali intorno al mezzo punto percentuale. Sull’obbligazionario, nel frattempo, il titolo del Tesoro a 10 anni sale sopra la soglia del 4%, ai massimi da novembre, mentre il titolo a 2 anni tocca il top dal 2006. A preoccupare gli investitori è ancora la Federal Reserve che sin dalla prossima riunione in programma il 21-22 marzo potrebbe alzare ancora i tassi, portandoli via via ben oltre il 5% per poi mantenerli a quel livello per un periodo di tempo molto lungo. 

Sotto il profilo macro, sono stati pubblicati oggi i dati relativi alle richieste di sussidi di disoccupazione che, nella settimana terminata il 25 febbraio, sono scese di 2.000 unità a 190.000 (seasonally adjusted), secondo quanto riportato dal dipartimento del Lavoro; le attese erano per un dato a 195.000. 

Tornando all’azionario, sul Nasdaq sprofonda Tesla (-5%) all’indomani di un Investor Day che ha deluso gli analisti. Presentando il Master Plan 3, Musk non solo non ha parlato dell’attesa Model 2, ma ha fornito pochissimi dettagli su tutto il resto, lasciando interdetti i partecipanti. 

I titoli migliori e i peggiori a Piazza Affari

Le ripercussioni dell’Investor Day di Tesla sono arrivate fino all’Italia. La casa automobilistica ha infatti annunciato l’intenzione di ridurre in futuro  il consumo di carburo di silicio (SiC) per veicolo. La notizia ha scatenato le vendite sul titolo Stm, che ha realizzato la peggior performance di giornata sul Ftse Mib, cedendo il 3,34% del suo valore. Stm, infatti, è tra i maggiori produttori di SiC device al mondo è ha “Tesla fra i clienti top 10”, spiega Equita in una nota. 

Male anche il comparto bancario, che dopo la corsa di fine febbraio confermano la correzione avviata nella seduta di ieri: Banco Bpm e Unicredit cedono entrambe l’1,2%, Banca Generali 0,64%. Realizzi anche su Diasorin e Prysmian, che perdono rispettivamente lo 0,99% e lo 0,85%.

Telecom Italia -0,4%, nel giorno in cui la società ha varato il nuovo assetto della business unit dedicata a grandi clienti e Pa

Maglia rosa della giornata è invece Amplifon (+3,95%), seguita a ruota da Campari (+3,68%). 

Approfittando del lieve rialzo del petrolio (Brent a 84,6 dollari) guadagnano terreno Tenaris, che archivia la seduta con un rialzo del 2,58%, ed Eni che guadagna l’1,4%.

Dopo i realizzi di ieri riprendono quota le utility: Terna (+1,6%), Erg (+1,8%), Enel (+1,4%), A2a (+1,2%). Hera sale dello 0,89% nel giorno in cui Tommasi di Vignano, che guida la multiutility bolognese fin dalla nascita, ha annunciato l’intenzione di lasciare la presidenza. Al suo posto, il Comitato di sindacato dei soci pubblici del Gruppo ha indicato Cristian Fabbri, attuale direttore centrale mercato di Hera e amministratore delegato della controllata Hera Comm. 

Fuori dal Ftse Mib, la guidance positiva sull’anno in corso spinge Maire Tecnimont +2,13% nel giorno del Capital markets day, mentre è in rosso Brembo (-2,87%): i conti sono da record, ma la marginalità delude gli analisti

Spread e rendimenti in rialzo

Sull’obbligazionario, lo spread tra BTp e Bund chiude a 187 punti base, in leggero rialzo rispetto ai 185 punti toccati alla chiusura di mercoledì. Sale il rendimento del BTp decennale benchmark, che arriva al 4,62% dal 4,56% della vigilia.

In rialzo a 47,4 euro per megawattora il prezzo del gas naturale ad Amsterdam nel giorno in cui l’Arera annuncia un nuovo calo delle bollette: – 13% per i consumi di febbraio.

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