Lo spettro di nuove tasse sulle banche si aggira per l’Europa e questa volta fa capolino a Londra, peggiorando il clima sul settore nel Vecchio continente con i listini che, nel pomeriggio, hanno subito anche il contraccolpo delle perdite dei tech Usa e un’inflazione tutta da interpretare in chiave Fed. L’ultima seduta di agosto si chiude così in calo frazionale da questa parte dell’oceano, mentre oltre Atlantico Wall Street si muove in ribasso, dopo i record della vigilia e l’atteso dato Pce sull’inflazione di luglio in linea con le stime (+2,6%), ma ancora superiore al target della Federal Reserve. resta quindi il dubbio amletico su cosa farà Jerome Powell a settembre, tanto più che se i tassi verranno tagliati (come lo stesso Powell ha lasciato capire a Jackson Hole) la corsa dei prezzi potrebbe ripartire a causa del peso dei dazi.
Piazza Affari perde lo 0,59% e archivia la giornata a 42.196 punti base, con Prysmian (-2,3%) in maglia nera, le banche deboli e i titoli della difesa tonici in un contesto geopolitico che non tende a migliorare.
Anche i dati macro del giorno non restituiscono un’immagine dell’Italia particolarmente brillante: l’Istat conferma le stime del Pil sul secondo trimestre, in calo dello 0,1 sul primo e in crescita dello 0,4% su base annuale. L’inflazione di agosto, secondo i dati preliminari, appare invece in rallentamento, +0,1% mese e +1,6% annuo, ma con il carrello della spesa che rincara al 3,5%.
Londra limita i danni allo 0,32%, ma le autorevoli voci che si sono levate per chiedere di tassare gli extraprofitti bancari, generati dall’alta remunerazione delle riserve depositate presso la Bank of England, hanno preoccupato i colossi del credito come Hsbc (-0,95%), Barclays (-2,24%), LLOY (-3,38%), NWG (-4,79%).
Parigi segna -0,76%, Francoforte -0,53%, Amsterdam -0,76%, Madrid -0,94%.
Wall Street, in rosso con Nvidia, Dell e Marvell
Wall Street è in rosso, trascinata al ribasso dal Nasdaq (-1,1%) dove Dell e il produttore di chip Marvell cedono rispettivamente il 5,8% e il 13% dopo previsioni trimestrali che hanno deluso le aspettative. La regina dei chip per l’IA, Nvidia perde il 3,63%, a seguito di un articolo un articolo del Wall Street Journal, secondo cui il colosso cinese dell’e-commerce Alibaba (+9% a sulla piazza Usa) ha creato un chip più avanzato, capace di gestire una gamma più ampia di compiti di IA.
La giornata è condizionata anche dallo scontro ormai legale tra la Casa Bianca e la governatrice della Fed Lisa Cook, mentre i dazi non aiutano la bilancia commerciale degli Stati Uniti, che a luglio ha visto il deficit allargarsi del 22,1% rispetto a giugno, 103,6 miliardi contro stime a 90,2 miliardi.
Intanto oggi finisce l’esenzione sulle piccole spedizioni in arrivo, mentre il Brasile sta cercando un accordo con Washington per escludere il caffè dalle imposte doganali al 50%, pur studiando contromisure.
Dollaro in lieve calo
Sul mercato dei cambi il dollaro appare in lieve calo, dopo che l’inflazione Usa misurata dall’indice Pce (personal consumption expenditure) – uno dei principali indicatori delle pressioni sui prezzi per la Fed – è risultata stabile in luglio al 2,6%, in linea con le attese e sullo stesso livello di giugno. Su base mensile l’indice ha segnato un aumento dello 0,5%, anche in questo caso in linea con le attese. L’indice core è cresciuto del 2,9%, come previsto seppur in accelerazione rispetto al +2,8% di giugno. Su base mensile l’aumento è stato dello 0,3%.
L’euro torna a 1,17 (+0,2%). I dati odierni non aiutano neppure l’obbligazionario a stelle e strisce, con i T-Bond che vedono prezzi in calo e rendimenti in crescita. Il decennale segna un tasso del 4,225 (+0,43%).
Tra le materie prime si apprezza l’oro e sulla consegna immediata mostra un prezzo di 3433,86 dollari l’oncia, in crescita dello 0,5%.
Il petrolio arretra: Brent -0,72%, 67,49 dollari al barile; Wti -0,76%, 64,11 dollari al barile.
Piazza Affari, bene Leonardo e Fincantieri
Sono i titoli della difesa ad apparire i più dinamici di Piazza Affari: sul Ftse Mib svetta Leonardo (+0,77%), mentre fuori dal paniere principale si apprezza Fincantieri (+5,06%).
Nella magra seduta, tra le blue chip, si apprezzano i titoli oil: Eni +0,41%, Saipem +0,21%.
Trovano spazio nella pagina positiva del listino anche alcune banche: Banco Bpm +0,13% e Banca Mediolanum +0,12%.
Nel settore finanziario il rosso è acceso invece per Azimut -1,92% e Mps, -1,47%.
I maggiori ribassi del giorno seguono i tech Usa con Stm -2,23% e Prysmian.
Arretra Campari -2,19%. Scivola ancora Telecom -1,06%, da ieri in fase di forte correzione in scia alle parole dell’ad di Iliad che ha escluso matrimoni in Italia. Oggi l’Ansa scrive che Blackrock ha una quota potenzialmente superiore al 5% in Tim. Secondo indiscrezioni raccolte dall’agenzia di stampa in ambienti finanziari, il fondo americano ha una partecipazione azionaria del 3,585% a cui si aggiunge una partecipazione potenziale dell’1,1% e altre posizioni lunghe per lo 0,414 %.
Brunello Cucinelli arriva a fine corsa col fiato molto corto (-2,06%), nonostante l’iniziale entusiasmo per i conti record semestrali annunciati ieri sera.
Tra le mid cap chiudono una seduta brillante i titoli ex Mediaset, Mfe A (+2,91%) e Mfe B (+1,84%), dopo i guadagni della vigilia e il successo dell’operazione ProSieben.
Spread in rialzo
La seduta si chiude negativamente anche sul secondario: lo spread tra Btp e Bund, entrambi sulla scenda decennale, sale a 89 punti base, con tassi rispettivamente al 3,62% e 2,72%.