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Borsa ultime notizie: effetto dividendi su Piazza Affari. Giù Iveco, su le banche. Allarme superbonus da Istat e Bankitalia

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Un punto e mezzo percentuale. Anzi, per l’esattezza -1,53%. Tanto pesa sulla performance di Piazza Affari (-1%), lo stacco dei dividendi da parte di alcune big del Ftse Mib: Banca Mediolanum, Banco Bpm, Campari, Ferrari, Iveco, Prysmian, Stellantis, Unicredit. Senza “l’effetto cedola”, il listino principale di Borsa Italiana viaggerebbe in rialzo dello 0,5% in scia alle altre Borse del vecchio continente e trainata dalla conferma del rating da parte di S&P arrivata venerdì sera a mercati già chiusi. Gli investitori continuano a tenere gli occhi fissi sulle banche centrali e sul Medio Oriente, dove sembra per il momento scongiurato il rischio escalation. 

Da Bankitalia all’Istat allarme superbonus

L’Istat ha pubblicato la notifica dell’indebitamento netto e del debito della Pubblica amministrazione come previsto dalle procedure del Trattato di Maastricht. Gli ultimi dati dell’Istituto Nazionale di Statistica mostrano che il deficit del 2023 ammonta al 7,4%, molto di più rispetto al 4,3% del Pil indicato nel Def 2023, ma anche del 5,3% previsto dalla NaDef. Il risultato è maggiore anche del 7,2% indicato nel nuovo Documento di economia e finanza. Alla base del rialzo c’è ancora una volta l’effetto Superbonus. L’Istat precisa gli ultimi dati tengono conto delle “più recenti evidenze quantitative sulla spesa per i crediti d’imposta connessi al cosiddetto Superbonus”, e che le informazioni sulla cessione del credito o dello sconto in fattura “non sono ancora definitive per una possibile fisiologica stabilizzazione del dato di base nei prossimi mesi”.

In questo contesto, “Le previsioni per l’economia italiana si discostano solo lievemente dal Def ma “i rischi per la crescita rimangono orientati al ribasso”, ha aggiunto Sergio Nicoletti Altimari, capo dipartimento Economia e Statistica di Bankitalia nell’audizione sul Def presso le commissioni riunite Bilancio di Camera e Senato. Secondo Bankitalia il Pil crescerà dello 0,6% quest’anno (0,8% il dato corretto per giorni lavorativi) e poco al di sopra 1% nel prossimo biennio (0,9% nel 2025 e 1,3% nel 2026 i dati corretti). “Il contributo fornito dall’attuazione piena ed efficace degli investimenti del Pnrr è quanto mai decisivo per conseguire i tassi di sviluppo delineati nel quadro del governo”.

Anche via Nazionale parla del superbunus, il cui costo contabilizzato per competenza nel 2023 è pari a 3,7 punti di Pil ovvero 77 miliardi, “5 volte superiore” a quanto il Def 2023 calcolava sarebbe maturato entro l’anno.

Borsa Ultime notizie: l’andamento delle Borse europee

Nel frattempo le altre Borse europee viaggiano in rialzo mentre gli investitori si preparano a ricevere le pubblicazioni dei risultati di alcune grandi banche nel corso della settimana. I dati degli istituti di credito europei saranno sotto i riflettori nei prossimi giorni, rendendo più chiaro agli investitori se gli elevati tassi di interesse stanno ancora incrementando gli utili o se il rally dei prezzi dei titoli durato un anno si stia esaurendo. Tra i più attesi: Bnp Paribas, Deutsche Bank, Barclays e Lloyds.

A spingere i listini c’è anche la de-escalation in Medio Oriente. Tra le piazze continentali, la migliore è Londra, che a metà giornata viaggia in rialzo dell’1,45%. Seguono a ruota Madrid (+1,04%) e Amsterdam (+0,96%). Più arretrate Francoforte (+0,7%) e Parigi (+0,33%). 

Sull’azionario spicca la performance della società petrolifera portoghese Galp sale ai massimi di 16 anni (+18,2%) dopo un aggiornamento positivo sull’attività di esplorazione di gas in Namibia. Sull’ottovalante Alstom dopo che il produttore francese di treni ha accettato di vendere le attività di segnalamento ferroviario convenzionale in Nord America al produttore tedesco di sistemi ferroviari Knorr-Bremse Ag per circa 630 milioni di euro. Embracer ha annunciato il piano di suddivisione del gruppo in tre società quotate separate e l’ottenimento di un nuovo finanziamento che utilizzerà per ridurre il debito. Il titolo avanza del 4%.

A Piazza Affari va giù Iveco, positive le banche 

Maglia nera del Ftse Mib è Iveco (-3,2%) che paga l’effetto cedola ma anche il riassetto ai vertici che ha sorpreso gli analisti: Il ceo Gerrit Marx lascerà il gruppo per assumere il ruolo di ceo di Cnh Industrial con decorrenza 1 luglio. Al suo posto arriva Olof Persson.

Male anche le utility: Erg (-0,9%), Enel (-0,76%), A2a (-0,38%). Nel lusso viaggiano deboli Ferrari (-0,39%) e Brunello Cucinelli (-0,46%).

Sono invece in rialzo le banche: Mps (+2,5%), Bper e Pop Sondrio segnano entrambe +2,3%, Unicredit (+1,4% nonostante l’effetto cedola) Intesa Sanpaolo (+1,3%)

Nell’auto spicca la performance di Campari (+2%), nel pharma si mette in luce Diasorin (+1,45%). 

Gli altri mercati 

Dopo la conferma del rating italiano da parte di S&P, lo spread tra Btp e Bund scende a quota 136 punti base, tre punti in meno rispetto alla chiusura di venerdì. In calo anche due il rendimento del BTp decennale benchmark, che scende al 3,89% dal 3,9 per cento di tre giorni fa. Scendono di mezzo punto percentuale i prezzi del petrolio Brent (a 86,84 dollari al barile) e del Wti texano (a 81,81%), mentre l’oro spot è a 2358 dollari l’oncia (-1,4%), Continua l’ascesa del rame, con il prezzo a tre mesi che viaggia a 9936 (+0,6%). Infine sul valutario, l’euro si muove sostanzialmente stabile a 1,0652 sul dollaro.

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