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Borsa debole, ma squilla Telecom Italia (+7% a metà giornata)

Squilla Telecom Italia grazie ai venti di battaglia sulle tlc, arretra Eni, in ritirata assieme ai prezzi del greggio (il Brent è scambiato stamattina a 114,7 dollari al barile, in calo dello 0,3%) dopo lo stop della Camera dei Comuni britannica ai venti di guerra in Siria. Il risultato, anche per il diverso peso sull’indice delle due società, è un ribasso dell’l’indice FtseMib dello 0,4%

In rialzo a 255 punti base lo spread tra il Btp e il Bund tedesco, col tasso sul decennale in crescita al 4,38%. Si allarga a 270 punti base il divario tra i titoli spagnoli a 10 anni e gli equivalenti tedeschi. Il rendimento dei Bonos sale al 4,53%.

Telecom Italia +3,3% % si avvantaggia anche della promozione di Bernstein: il broker americano ha alzato il giudizio a outperform con target price a un euro. Gli analisti del broker hanno migliorato il giudizio sul titolo dell’operatore tlc portandolo da “market perform” ad outperform sostenendo che potrebbe essere coinvolto nel risiko europeo del settore. 

Risiko che continua a scaldarsi, anche in ragione dell’ultima trattativa da 100 miliardi tra Vodafone e Verizon con la big inglese pronta a vendere il 45% della joint venture Verizon Wireless.

Intanto, sempre sulle grandi manovre legate alle tlc europee, la novità di questa mattina è che il magnate messicano Carlos Slim si è detto pronto a ritirare l’Opa sull’olandese Kpn se la fondazione azionista (che ha diritto di veto sui cambi di proprietà) continuerà a osteggiare l’offerta.

Sono deboli le banche: Intesa -0,3%, Unicredit -0,5%, Monte Paschi +0,1%. Generali scivola in calo dello 0,4% sulle indiscrezioni che riportano difficoltà nella vendita della controllata Banca della Svizzera italiana. Fiat -0,1%, Finmeccanica-0,4% e StM -0,4%.

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Categories: Finanza e Mercati