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Borsa a due facce: corrono Saipem e Stm, soffrono Tim e Atlantia

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Piazza Affari chiude in lieve rialzo, +0,19%, 20.8885 punti,  una seduta volatile e stretta fra due estremi: Saipem, +3,5% e Recordati -1,9%.

Più intonati gli altri listini europei, trascinati da titoli tech, auto e minerari: Francoforte 0,55%, Parigi +0,46%, Madrid +0,45%, Londra +0,33%. Positiva Wall Street in apertura, soprattutto grazie ai titoli finanziari e nonostante il tormentone dazi resti una grande incognita sul futuro.

Sul listino milanese prevale la prudenza, in attesa di conoscere la prossima manovra di bilancio, dal valore stimato dall’Ansa di 28-30 miliardi. Secondo l’agenzia di stampa le risorse si concentreranno in pochi, incisivi interventi e il taglio dell’Irpef sarà rinviato al prossimo anno. Il dialogo con Bruxelles pare positivamente aperto e in questa prospettiva galleggia il mercato del debito, con lo spread in leggera salita a 236.00 punti base e il rendimento del decennale italiano che ritocca la rialzo al 2,81%.

Secondo Hsbc il rally dei titoli di Stato italiani della settimana scorsa potrebbe estendersi ulteriormente nel prossimo futuro, soprattutto nella parte breve della curva, in previsione di una manovra relativamente ‘market friendly’. Intanto però prosegue la fuga degli investitori stranieri. A giugno, secondo le tabelle della Banca d’Italia, i soggetti non residenti detentori di titoli italiani sono scesi da 698 milioni a 664 milioni (sul totale di quasi 2.000 miliardi di euro) dopo che già a maggio c’era stato un calo rispetto ad aprile (722 miliardi). Il debito pubblico d’altra parte, a luglio, ha toccato un nuovo record: +18,4 miliardi rispetto al mese precedente, per un totale di 2.341,7 miliardi.

Sul fronte obbligazionario si segnala anche che oggi, per la prima volta da agosto, negli Usa il rendimento del Treasury a 10 anni ha raggiunto il 3%. L’ottimismo per l’andamento dell’economia americana e il fatto che, con una inflazione sotto controllo, la Federal Reserve non stringerà la cinghia più rapidamente del previsto porta gli investitori a preferire la propensione al rischio.

Il dollaro recupera terreno contro le altre monete. Il cambio con l’euro torna in area 1,166. Poco mosse le materie prime. Il petrolio, tipo Brent, cede lo 0,19% e scende a 77,23 dollari al barile. L’oro si muove sotto 1200 dollari l’oncia.

Fra i titoli petroliferi italiani si distingue Saipem, che rimbalza dopo lo scivolone di ieri. Contribuisce alla performance un report favorevole di Bernstein, che giudica il gruppo petrolifero “overweight” con target price a 10,2 euro (più del doppio rispetto ai 4,675 euro di oggi) in virtù del piano di ristrutturazione messo in piedi dal management e senza tenere conto di eventuali rialzi del greggio.

Bene Stm, +1,83%, in linea con il settore e ancora in scia alla presentazione dei prodotti Apple. Sale la moda con Moncler +1,77% e Ferragamo +1,55%. A proposito della maison fiorentina oggi Antoine Arnault, figlio del patron di Lvmh, Bernard, ha osservato:  “La famiglia ha ragione a non vendere”.

Sù Banca Generali +1,39%. In fondo al Ftse Mib si fermano Recordati; Telecom -0,9%; Atlantia -0,45%; Snam -0,38%. Banche moderatamente positive, con l’eccezione di Unicredit -0,43%.

Fuori dal panierie principale Astaldi torna in profondo rosso -6,51%,  dopo il taglio del rating di S&P e Moody’s per i timori che possa saltare l’aumento di capitale coordinato da JpMorgan, data in possibile uscita per i ritardi nella cessione della quota nel Terzo Ponte sul Bosforo. Boom di Giglio Group +13,57% grazie all’accordo con la piattaforma di Chiara Ferragni.

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Categories: Finanza e Mercati