X

Bocconi, inaugurato l’anno accademico: “Competitività, campus urbano e sostegno economico”

FIRSTonline

La parola d’ordine del nuovo anno accademico dell’università Bocconi di Milano è: competitività. La pronunciano prima il presidente Mario Monti, che come vuole il copione apre i lavori, poi via via il rettore Andrea Sironi fino all’ospite d’onore, l’ex studente bocconiano e ora ceo di Vodafone Group Vittorio Colao.

Competitività nell’istruzione e nella ricerca, per poi ridare competitività al Paese e al suo sistema economico. Già, perché proprio secondo Sironi “il dinamismo economico che si riscontra nelle aree a più alta densità di giovani attivi nella ricerca e nell’innovazione sarà un elemento decisivo nel recupero di competitività del paese”.

Ecco perchè la Bocconi si sta trasformando per essere sempre più attrattiva: nel cuore di Milano sta infatti crescendo il campus urbano dell’ateneo, una delle grandi novità presentate oggi. Un complesso da 90.000 mq che consentirà all’Università di soddisfare la domanda di servizi e strutture dei più esigenti tra i talenti che l’Ateneo e la città devono attrarre nei prossimi anni per vincere la sfida della competitività.

Anche se la conclusione dei lavori, con il completamento dell’area dell’ex Centrale del latte, è prevista per il 2019, le tappe di avvicinamento sono numerose e ognuna di esse contribuirà alla crescita della Bocconi e alla trasformazione architettonica del quartiere, come spiegato dal consigliere delegato Bruno Pavesi. “L’obiettivo – ha detto Pavesi – è quello di realizzare un campus urbano all’avanguardia anche nelle aree della sostenibilità ambientale, del risparmio energetico e dell’inserimento ottimale insediativo, paesaggistico e ambientale nel tessuto della città e in particolare della Zona 5”.

Si tratta del resto di far crescere quelli che ad oggi sono oltre 30mila studenti (di cui 3.193 stranieri) tra corsi di laurea, master, dottorati, Mba e programmi Sda, e contando quelli all’estero, formati da 1.377 docenti (di cui 160 stranieri), e inserirli in un mercato del lavoro sempre più complicato ma dove, si sa, il prestigio dell’università milanese, tra le prime al mondo nei ranking ufficiali, resta molto alto.

Sono stati infatti nell’anno accademico 2012 il 91,5% i laureati che hanno trovato lavoro a un anno dalla laurea biennale, il 24,5% quelli che, laureati biennali, lavoravano all’estero il giorno della laurea, mentre il tempo medio di attesa per il primo lavoro è per i bocconiani di appena 1,1 mesi. Proprio per questi motivi, gli studenti potrebbero essere sempre di più, ragion per cui oltre al campus urbano l’altro obiettivo della Bocconi è di superare i 2.000 posti letto per studenti e visiting professor, migliorando un numero già importante, come i 1.386 posti letto messi a disposizione oggi. Già dall’anno accademico 2014-2015 l’offerta, secondo quanto detto oggi, aumenterà di 213 posti.

Per attrarre i migliori ricercatori e docenti internazionali, la Bocconi sta dunque sviluppando “un ambiente il più possibile favorevole alla ricerca, capace di stimolare la produttività di ricercatori che provengono da tutto il mondo”, come sostenuto dal rettore Sironi, che a riprova ha citato la crescita del numero e della qualità delle pubblicazioni internazionali dei docenti e il fatto che la Bocconi sia la seconda università europea per numero di finanziamenti Erc (European research council) in economia, finanza e management.  

Già, perché la Bocconi, anche se istituto privato, si propone ora anche di attrarre i giovani dalle migliori potenzialità, indipendentemente da ogni svantaggio sociale. A questo fine, nel 2012 ha erogato aiuti finanziari per 22,2 milioni di euro a oltre 2.000 studenti (il 15% degli iscritti) e ha portato a termine 1.000 interventi economici a supporto della mobilità internazionale. 

Related Post
Categories: Cultura