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মিলেইয়ের আর্জেন্টিনা পারমাণবিক শক্তির ওপর মনোযোগ দিচ্ছে: একটি নতুন ১.২ বিলিয়ন ডলারের বিদ্যুৎকেন্দ্র, যা সম্পূর্ণভাবে বেসরকারি খাত দ্বারা অর্থায়ন করা হচ্ছে।

Nel Paese sudamericano già oggi l’8% dell’energia elettrica totale viene generata da impianti nucleari. Il governo ha tagliato i fondi all’ente pubblico, ottenendo però che una joint venture privata Usa-Argentina investisse in un nuovo reattore. Entrata in funzione prevista entro il 2030

মিলেইয়ের আর্জেন্টিনা পারমাণবিক শক্তির ওপর মনোযোগ দিচ্ছে: একটি নতুন ১.২ বিলিয়ন ডলারের বিদ্যুৎকেন্দ্র, যা সম্পূর্ণভাবে বেসরকারি খাত দ্বারা অর্থায়ন করা হচ্ছে।

L’Argentina di Javier Milei scommette senza indugi sul nucleare. Il Paese ispanofono ha già sul suo territorio tre centrali (Atucha 1, Atucha 2 e Embalse), che generano l’8% dell’energia elettrica totale, e ora ha deciso di costruirne una quarta, che sarà la prima finanziata interamente da capitale privato. Ad investire 1,2 miliardi di dollari in un reattore nucleare modulare da 300 MW a nord di Buenos Aires, sempre nell’area di Atucha, è la joint venture argentino-statunitense Meitner Energy, fondata nel 2024 con sede nella capitale argentina e anche a Dallas e nel Regno Unito.

Da quest’anno l’azienda specializzata in energia nucleare è guidata dal Ceo argentino Teófilo Lacroze, ex presidente di Shell Argentina e Raízen Argentina. La capacità da 300 MW non è molto alta per un impianto di quel tipo, ma è comunque in grado di alimentare indicativamente tra 200.000 e 300.000 abitazioni, oltre che, nelle intenzioni di Meitner Energy, data center e grandi impianti industriali. A dare l’annuncio è stato il portavoce del presidente Milei, Adrian Ravier, che ha detto che nei piani dell’esecutivo l’entrata in funzione è prevista entro il 2030.

Il governo rivendica che il progetto non costerà nemmeno un dollaro di soldi pubblici, e in compenso creerà circa 2.000 posti di lavoro, che però andranno in parte a compensare gli esuberi che la terapia della “motosega” imposta da Milei ha imposto anche al Cnea (Comisión Nacional de Energía Atómica), l’ente pubblico argentino responsabile della ricerca, dello sviluppo e della promozione delle applicazioni pacifiche dell’energia nucleare (l’equivalente dell’Enea italiano).

Secondi i sindacati infatti, dei circa 4.000 lavoratori del Cnea, oltre 800 hanno lasciato il settore dal 2023 (tra licenziamenti, pensionamenti e dimissioni), mentre circa 60 lavoratori sono stati licenziati soltanto nell’ultima tornata di tagli, poche settimane fa. Da quando Milei ha assunto la presidenza nel dicembre 2023, il bilancio del Cnea è stato ridotto del 58%, secondo un calcolo del sito di fact-checking Chequeado basato su dati ufficiali.

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