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Bidenomics: cos’è e come funziona la nuova dottrina economica su cui Biden si gioca le elezioni 2024

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Il nome scelto non è casuale: Bidenomics. Una parola che a tutti gli statunitensi riporta alla mente un’altra dottrina economica che da 40 anni caratterizza l’economia Usa, quella Reaganomics basata su una concezione liberista che prevede una riduzione del peso dello Stato nell’economia e misure di stimolo della crescita dall’alto verso il basso che si concretizzano in tagli alle tasse per i ricchi e le aziende. 

Biden adesso intende cambiare registro e, in vista delle elezioni del 2024, cala l’asso e lancia la Bidenomics, un paradigma opposto a quello attuato da Reagan che fonda la crescita economica degli Stati Uniti sulla classe media.

Elezioni 2024: l’economia è il tema chiave

Con un discorso pronunciato all’Old Post Office di Chicago, Joe Biden, ha illustrato i successi ottenuti nel corso del suo mandato e la sua ricetta per rilanciare l’economia. Una ricetta che la Casa Bianca ha riassunto in una sola parola, Bidenomics, e su cui l’attuale Presidente intende puntare il tutto per tutto in vista dell’accesissima campagna elettorale che si aprirà per le elezioni presidenziali del prossimo anno. 

A Washington ne sono convinti: Biden resterà alla Casa Bianca per un secondo mandato solo se riuscirà a convincere gli statunitensi, soprattutto quelli più scettici, che l’economia va bene e che, nonostante le difficoltà, la prosperità degli Usa non è a rischio. 

E così dopo il piano per le infrastrutture e l’ormai celeberrimo Inflation Reduction Act (Ira), che secondo il numero uno della Casa Bianca “stanno cominciando a mostrare i loro effetti e lo faranno per gli anni a venire”, adesso tocca alla Bidenomics, un piano che mira a far dimenticare alla popolazione quell’American Rescue Plan che secondo molti avrebbe contribuito all’aumento dell’inflazione.

Bidenomics: cos’è e come funziona

Dalla Reaganomics alla Bidenomics: lo scopo è chiaro. Sancire una discontinuità totale con l’impronta economica che ha caratterizzato dal 1981 la presidenza Reagan, ma anche quelle successive, fondata essenzialmente sulla trickle-down economics, un’idea di sviluppo economico che si basa sull’assunto secondo il quale i benefici economici elargiti a vantaggio dei ceti abbienti (in termini soprattutto di riduzione delle tasse) favoriscono necessariamente, l’intera società. 

In aperto contrasto con questa dottrina che sostanzialmente porta avanti misure di stimolo della crescita dall’alto verso il basso, Biden ha proposto di far crescere l’economia “dal mezzo e dal basso verso l’alto”, hanno spiegato i consiglieri del presidente Anita Dunn e Mike Donilon. 

Biden promette dunque di investire sulla classe media, facendo pagare più tasse ai ricchi e alle grandi aziende. “La Bidenomics affonda le sue radici nell’idea che l’economia cresce quando la classe media cresce”, ha spiegato la vice portavoce della Casa Bianca Olivia Dalton. 

Tre i pilastri della Bidenomics: investimenti pubblici intelligenti, più potere e maggiore istruzione per i lavoratori, promozione della concorrenza per ridurre i costi e aiutare gli imprenditori e le piccole aziende a prosperare. “Anche se il lavoro non è finito, la Bidenomics ha già portato risultati per gli americani”, ha affermato la Casa Bianca sottolineando che Biden è impegnato a continuare a costruire un’economia che “funziona per le famiglie che lavorano, con migliori posti di lavoro, costi più bassi e più opportunità”. 

Biden e quella recessione che potrebbe cambiare tutto

Perché gli sforzi di Biden vadano a buon fine occorre che gli Stati Uniti evitino la recessione. Una possibilità che, secondo molti economisti, di mese in mese è diventata tutt’altro che remota. Un’idea condivisa anche dal presidente della Fed, Jerome Powell, che il 28 giugno al Forum Bce di Sintra ha espresso ottimismo sull’andamento dell’economia americana, considerata: “abbastanza resiliente”, aggiungendo che una recessione, seppure possibile, non è probabile. “L’economia è resiliente e continua a crescere, anche se a un ritmo modesto”, ha detto.

La scommessa di Biden è dunque la seguente: il presidente intende dimostrare che grazie alle contromisure economiche adottate fino ad oggi, gli Stati Uniti sono riusciti ad evitare la recessione. Bisogna dunque dargli fiducia e permettergli di proseguire con un secondo mandato durante il quale il Presidente punterà sulla “resurrezione” della classe media. 

In gioco non c’è solo la Casa Bianca

Il discorso pronunciato ieri da Biden viene considerato un assaggio della campagna elettorale che sta per aprirsi in vista delle elezioni presidenziali del 2024 con le quali il presidente mira a mantenere la Casa Bianca in mano democratica per altri 4 anni.

Ma in gioco non c’è solo la presidenza, ma anche il futuro della Corte Suprema, oggi fortemente sbilanciata verso la destra repubblicana grazie alle nomine effettuate negli anni passati da Donald Trump. C’è però la possibilità di riparare e rimettere la partita se non in parità, quantomeno su un binario più equilibrato: nel 2024, secondo i media Usa, due dei giudici più estremisti della Corte Suprema, Samuel Alito e Clarence Thomas, potrebbero decidere di lasciare l’incarico. Se così fosse, con i democratici alla Casa Bianca, Biden avrebbe la possibilità di nominare due giudici di stampo più liberale. Con una vittoria del Gop, invece, le nomine spetteranno nuovamente ai repubblicani che dunque avrebbero la chance di scegliere due giovani che determineranno l’assetto della Corte Suprema per gli anni a venire.

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Categories: Economia e Imprese