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Berlusconi torna libero ma resterà non eleggibile

Silvio Berlusconi ha ufficialmente espiato la sua pena. Lo ha certificato il Tribunale di sorveglianza di Milano depositando l’ordinanza che dichiara espiata la pena inflitta a Silvio Berlusconi al processo Mediaset. Ora l’ex cavaliere potrà riaver il passaporto e muoversi liberamente. La sua condanna, diventata effettiva il 18 marzo 2014, prevedeva inoltre la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per due anni che è stata dichiarata estinta dal Tribunale. Silvio Berlusconi potrà dunque tornare a votare ma, in base alla legge Severino l’ex cavaliere rimarrà incandidabile per sei anni quindi almeno fino al 2019. 

Il tribunale di sorveglianza di Milano con l’ordinanza depositata stamane, sancisce l’esito positivo dell’affidamento ai servizi sociali concesso a Berlusconi nella primavera dello scorso anno per espiare la condanna (quattro anni di carcere, ridotti a uno per via dell’indulto) resa definitiva dalla Cassazione nel processo per frode fiscale con al centro la compravendita dei diritti televisivi e cinematografici.

Il tribunale presieduto da Pasquale Nobile de Santis si era riunito giovedì scorso, poco prima della sparatoria a Palazzo di Giustizia. Il provvedimento ‘certifica’ il comportamento corretto mantenuto da Berlusconi, dopo il ‘passo’ falso delle dichiarazioni contro la magistratura che gli erano costate una diffida da parte del giudice Beatrice Crosti.

Nel marzo scorso era stato concesso all’ex presidente del Consiglio lo sconto di pena per buona condotta, che aveva ridotto di un mese e mezzo la durata della condanna. Nella valutazione dell’iter del condannato hanno pesato le relazioni che Severina Panarello, capo dell’Ufficio esecuzione penale esterna, ha inviato in questi mesi sulla base dei colloqui periodici con Berlusconi e dell’andamento della sua attività di volontariato presso la Sacra Famiglia di Cesano Boscone. Il tribunale ha dichiarato estinta anche la pena accessoria dell’interdizione dei pubblici uffici per tre anni.

  Berlusconi potrà dunque votare ma resta ineleggibile in base alla legge Severino, contro la quale i legali dell’ex premier hanno presentato un ricorso alla Corte di Strasburgo. A meno che non si riapra la battaglia per la modifica della legge Severino.

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Categories: Politica