Le guerre in Medio Oriente e Ucraina hanno determinato un “ulteriore aumento del profilo dei أسعار الطاقة” che ad agosto hanno subito un’ulteriore accelerazione al 14,3% dal 10,3% di luglio e un “ingente contributo proveniente dai margini di raffinazione”. “È probabile che ciò mantenga تضخم اقتصادي شاملة ben al di sopra dell’obiettivo fino alla prima metà del 2027″. Lo scrive la Banca centrale europea nel النشرة الاقتصادية, aggiungendo che “in seguito, la componente energetica dovrebbe segnare una diminuzione e mantenersi negativa fino alla metà del 2028, inducendo un calo dell’inflazione complessiva”.
Ci si attende inoltre “che i rincari dell’energia si trasmettano gradualmente alla componente dei beni alimentari e a quella di fondo”. Secondo l’Eurotower “anche il miglioramento delle prospettive economiche dovrebbe contribuire a un lieve aumento dell’inflazione di fondo, che continuerebbe a crescere fino agli inizi del 2027 e si manterrebbe elevata per il resto dell’anno, riducendosi poi nel 2028”. In generale, “ci si attende che l’inflazione complessiva si riporti intorno all’obiettivo verso la fine del 2027, favorita dagli effetti dei più elevati tassi di interesse”.
Bce: “L’economia tiene nonostante lo shock energetico”
Nonostante l’impennata dei prezzi energetici l’economia “ha mostrato capacità di tenuta nel secondo trimestre del 2026”, dice la Bce, sottolineando che “la crescita è stata generalizzata tra i diversi paesi e settori. Tale andamento sarebbe proseguito nel terzo trimestre”.
Nel Bollettino economico, l’Eurotower nota che “il vigore degli investimenti legati all’intelligenza artificiale ha compensato le difficoltà causate dal conflitto in Medio Oriente”. Non solo, “il قطاع التصنيع continua a registrare risultati solidi nel contesto della maggiore spesa pubblica per difesa e infrastrutture” e “la ثقة المستهلك ha segnato un recupero dai bassi livelli raggiunti, contribuendo alla ripresa dei servizi dallo shock energetico iniziale”. Nei الخدمات الرقمية, inoltre, “negli investimenti delle imprese e nelle esportazioni si riscontra un incremento delle attivita’ legate all’intelligenza artificiale”.
La Bce rileva che “su un orizzonte di breve termine, le prospettive per la crescita sono migliorate rispetto alle proiezioni di giugno 2026, di riflesso, in particolare, alla tenuta dei consumi privati e alla spesa pubblica”, mentre “nel medio periodo i consumi dovrebbero essere sostenuti dalla graduale flessione dei prezzi dell’energia e dal vigore del mercato del lavoro”. La crescita “sarà sempre più alimentata dagli investimenti delle imprese e da quelli in edilizia residenziale” e “l’espansione delle esportazioni dovrebbe beneficiare dell’aumento della domanda esterna, ma e’ frenata dalle difficoltà connesse alla competitivita’ e dall’incertezza sulle politiche commerciali a livello mondiale”.
Bce: rallentano i salari e accelerano i profitti
“In questa fase, le retribuzioni non evidenziano una reazione significativa allo shock energetico”, rileva la Banca centrale europea precisando che “nel secondo trimestre del 2026 il costo del lavoro per dipendente è aumentato a un tasso del 3,3% sul periodo corrispondente, rallentando rispetto al 3,5% registrato nel primo trimestre”.
L’incremento della produttività del lavoro ha inoltre “contribuito a contenere la crescita del costo del lavoro per unità di prodotto, ridottasi al 2,6%, dal 3,5% del primo trimestre”, mentre “allo stesso tempo, la crescita dei profitti per unita’ di prodotto e’ salita dallo 0,3% al 2,2%”.
Le previsioni su deficit e spesa per interessi
“Si prevede un peggioramento del saldo di bilancio delle amministrazioni pubbliche dell’area dell’euro, con un disavanzo che nel 2027 raggiungerà un picco ben al di فوق عتبة 3%”, si legge nel Bollettino, in cui la Bce sottolinea che il deficit “dovrebbe registrare un brusco aumento al 3,6% من الناتج المحلي الإجمالي في عام 2026” dal 3% del 2025 “e raggiungere un picco del 3,7% nel 2027, per poi diminuire in misura marginale al 3,6% nel 2028”.
Inoltre, “si prevede che la مصروفات الفوائد aumenti di 0,2 punti percentuali di Pil nel 2026 e di ulteriori 0,3 punti percentuali in termini cumulati nel biennio 2027-2028”. Di conseguenza, “nell’orizzonte temporale di proiezione il rapporto tra il debito e il Pil dell’area dell’euro dovrebbe seguire un andamento crescente, che lo porterà a raggiungere un livello appena inferiore al 90% del Pil nel 2028”.
Le prospettive su inflazione e crescita
“Le prospettive si confermano molto incerte, con rischi al rialzo per l’inflazione e al ribasso per la crescita economica”, prevede la Bce, sottolineando che “riguardo allo shock energetico, i nuovi scenari elaborati dagli esperti illustrano l’ampia varietà degli andamenti che crescita e inflazione registrerebbero al variare delle ipotesi su intensità e durata dello shock, nonché sui suoi effetti indiretti e di secondo impatto’”.
Il conflitto in Medio Oriente, nota ancora l’Eurotower, “continua a esercitare pressioni sull’inflazione, che dovrebbe mantenersi su livelli sensibilmente superiori all’obiettivo per un periodo di tempo prolungato”.
In questo contesto, la decisione di innalzare i tassi di interesse il 10 settembre “riflette l’impegno del consiglio direttivo a definire la politica monetaria in modo da assicurare che l’inflazione si stabilizzi sull’obiettivo del 2% a medio termine”.
