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ANTICIPI DI SERIE A – La Roma festeggia il pari tra Fiorentina e Juve ma deve battere il Sassuolo

Un punto a testa che accontenta tutti. O forse nessuno ma questo, si sa, è il grande dilemma dei pareggi: vanno interpretati come un passo in avanti o due indietro? Propendiamo per la prima, sia per quanto riguarda la Juventus (inevitabile un calo con la Champions alle porte) che la Fiorentina (aver fermato la capolista non può che far piacere) ma certo, sotto il punto di vista dello spettacolo, ci si aspettava qualcosa di più. Invece la partita del Franchi ha regalato pochissime occasioni da gol, tra due squadre che hanno preferito annullarsi a vicenda piuttosto che provare davvero a vincere. “Gara difficile, la Fiorentina ci ha chiuso bene gli spazi – l’analisi di Massimiliano Allegri. – Noi però, soprattutto nel primo tempo, avremmo anche avuto la possibilità di impensierirla, purtroppo non siamo stati precisi nell’ultimo passaggio.

 Lo sviluppo di gioco è un po’ mancato ma questo è normale quando due squadre giocano in modo speculare. Le poche occasioni che ci sono vanno sfruttate meglio, ora pensiamo alla Champions. Ho ottime sensazioni, cercheremo di vincere con due gol di scarto per vincere il girone”. Match noioso quello tra Fiorentina e Juventus, tutt’altra cosa rispetto al 4-2 dello scorso anno ma anche alle sfide di Europa League. Due le parate di Neto e Buffon (una a testa s’intende), peraltro ben lontane dal poter essere definite complicate. A conti fatti dunque lo 0-0 finale ci sta tutto perchè le squadre, come detto in precedenza, hanno pensato più al gioco degli avversari che al proprio. In questo senso (oltre che nell’emergenza difensiva) è andata anche la scelta di Allegri di tornare al 3-5-2, mettendosi così a specchio con la Fiorentina di Montella. Il turnover, probabilmente necessario in vista dell’Atletico Madrid, ha però privato la squadra di alcuni uomini importanti, per non dire fondamentali: Marchisio e, soprattutto, Tevez, non a caso capocannoniere del campionato. Il ritorno al modulo “contiano” ha favorito il reparto difensivo, con un Bonucci superlativo a spadroneggiare su Mario Gomez.

 Lo stesso però non si può dire della manovra offensiva: imprecisi e bloccati i tenori Vidal, Pirlo e Pogba, fuori condizione Evra, spaesato Pereyra. E così Llorente e Coman hanno finito per giocare spesso spalle alla porta, impensierendo Neto in una sola occasione (colpo di testa dello spagnolo salvato da Gomez). Pochi brividi anche sul fronte viola, dove al solito bel possesso palla non si è aggiunta la concretezza. Fumoso Cuadrado, sempre in ritardo l’ex attaccante del Bayern e così Buffon ha vissuto una serata relativamente tranquilla.

Il pareggio del Franchi ha certamente un potenziale vincitore. Parliamo ovviamente della Roma, che questa sera (ore 18) proverà a guadagnare due punti sulla capolista Juventus. L’ostacolo si chiama Sassuolo, avversario da non prendere assolutamente sotto gamba. Gli uomini di Di Francesco vengono da 7 risultati utili consecutivi, peraltro impreziositi dalle ultime due vittorie con Torino e Verona. Un anno fa inoltre furono capaci di fermare la Roma sull’1-1, motivo in più per mantenere alta la concentrazione e non pensare al Manchester City, prossimo avversario di Champions. “Vogliamo i tre punti a tutti i costi – ha spiegato Garcia nella conferenza stampa della vigilia. – Alla coppa penseremo poi, ora conta solo vincere per andare avanti in questa maratona chiamata campionato”.

Anche il tecnico giallorosso però, proprio come il collega Allegri, non potrà evitare un po’ di turnover. Maicon, Manolas, Nainggolan e Gervinho dovrebbero partire dalla panchina ed è probabile che altri (su tutti capitan Totti) non superino l’ora di gioco. In difesa partiranno dal primo minuto Florenzi e Yanga Mbiwa in un reparto completato da Astori e Holebas, a centrocampo la grande novità è il rientro di Strootman dal primo minuto, assieme a Pjanic e De Rossi. In attacco, oltre a Totti, dovrebbero giocare Iturbe e Destro, fin qui sempre letale quando schierato dall’inizio. Di Francesco tenterà di prolungare la striscia positiva con il solito 4-3-3, nel quale però mancherà capitan Magnanelli (squalificato). Le punte di diamante, come sempre, saranno  Berardi e Zaza per un tridente completato da Sansone.

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