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Alitalia, si cambia: vendita solo dopo il riassetto

FIRSTonline

Per Alitalia c’è un piano B: un commissariamento a tempo (massimo un anno), non più finalizzato alla vendita immediata in blocco, ma alla ristrutturazione della compagnia aerea, per poi pensare successivamente alla sua cessione. Secondo quanto scrive Repubblica, a meno di improbabili rilanci da parte di uno dei due possibili partner industriali (Delta o Lufthansa), la gara aperta oltre due anni fa è destinata a cambiare volto e già nelle prossime 48 ore il ministro allo Sviluppo economico Stefano Patuanelli potrebbe chiudere con la vecchia amministrazione straordinaria. Mandando così in soffitta anche l’idea del consorzio con Mef, Atlantia e Ferrovie, a favore di una nuova amministrazione straordinaria.

In pratica Alitalia verrà affidata ad un nuovo curatore (uno solo e non tre come oggi) e verrebbe coinvolta nell’operazione di rilancio una figura manageriale di alto profilo proveniente dall’universo dell’aeronautica civile. Tra i papabili Michael Kraus, ex di Air Dolomiti e quindi vicino al mondo Lufthansa. Sarà una sorta di direttore generale che guiderà una società più “light”, sia nei posti di lavoro sia per numero di aerei. Una strada che – una volta imboccata – potrebbe portare Alitalia tra le braccia di Lufthansa, la compagnia tedesca che ha più volte dichiarato di voler acquisire la compagnia, ma solo dopo una profonda ristrutturazione.

L’ottimizzazione dei costi peraltro è un passaggio obbligato: Alitalia ha 11 mila addetti, grosso modo lo stesso numero di Ryanair, quarto vettore al mondo per passeggeri trasportati. Sia Delta, sia i tedeschi, hanno presentato un piano industriale con un taglio ai dipendenti tra 2.800 e 5.800 lavoratori, oltre a una flotta tra gli 80 e 100 aerei, contro i 118 attuali. Come iniziare l’operazione di riassetto? Alitalia potrà ripartire intanto incassando nelle prossime settimane i 400 milioni di euro stanziati dal governo, l’ennesimo prestito ponte. La compagnia di bandiera dovrà poi “dimagrire” e separare le proprie attuali attività di volo, manutenzione e operazioni di terra in tre distinte entità. 

Anche al ritmo di un milione al giorno di perdite, ne verrebbe garantita la sopravvivenza almeno fino al settembre del 2020, mettendo in conto anche possibili sorprese, come un rincaro record del cherosene per gli aerei. Una volta separate le attività, il socio industriale (Delta o più probabilmente Lufthansa), rientrerebbe in corsa per rilevare uno o più rami assieme a Fs e Atlantia.

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Categories: Economia e Imprese