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沃伦·巴菲特押注谷歌和人工智能:伯克希尔哈撒韦公司使Alphabet市值达到38亿美元

Buffett rafforza la scommessa su Google e sull’AI: Berkshire aumenta dell’83% la quota in Alphabet, ora terzo investimento del portafoglio dopo Apple e AmEx

沃伦·巴菲特押注谷歌和人工智能:伯克希尔哈撒韦公司使Alphabet市值达到38亿美元

沃伦·巴菲特 加大赌注 Google. 伯克希尔·哈撒韦公司 ha aumentato dell’83% la partecipazione in Alphabet nel secondo trimestre del 2026, trasformando la società che controlla Google e YouTube nel terzo maggiore investimento azionario della holding di Omaha. Al 30 giugno Berkshire possedeva quasi 106 milioni di azioni Alphabet, 对于大约值 37,8十亿, contro i 57,8 milioni di titoli detenuti appena tre mesi prima.

Una crescita rapidissima per un investimento che solo pochi trimestri fa non compariva tra le grandi scommesse del gruppo. Berkshire aveva cominciato ad accumulare Alphabet nel terzo trimestre del 2025 e nel giro di pochi mesi ha portato la società tecnologica alle spalle soltanto di Apple e American Express. Una scelta che acquista ancora più peso perché coincide con la corsa globale agli investimenti nell’人工智能 e con l’avvio della nuova fase di Berkshire sotto la guida operativa di Greg Abel.

Alphabet sale sul podio del portafoglio Berkshire

Alla fine di giugno, Apple restava la principale partecipazione azionaria di Berkshire Hathaway, con un valore di circa 66 miliardi di dollari. Seguiva American Express con 51,3 miliardi, mentre Alphabet, arrivata a 37,8 miliardi, aveva ormai superato 可乐 e conquistato il terzo posto. Bank of America completava il gruppo delle cinque principali partecipazioni. Il salto è notevole anche rispetto alle dimensioni complessive del portafoglio. Le azioni quotate negli Stati Uniti detenute da Berkshire valevano complessivamente 323,8十亿 al 30 giugno. Alphabet rappresentava quindi ormai quasi 该12% di questo patrimonio.

La costruzione della posizione è avvenuta in tempi relativamente brevi. Berkshire aveva iniziato ad acquistare Alphabet nel terzo trimestre del 2025, quando aveva comprato circa 17,85 milioni di azioni, all’epoca valutate intorno ai 4,9 miliardi di dollari. Al 31 marzo 2026 il pacchetto era già salito a 57,8 milioni di titoli, per poi arrivare a quasi 106 milioni alla fine di giugno. Buffett ha inoltre rivendicato direttamente la scelta. Il mese scorso ha spiegato alla Cnbc che l’idea di investire in Alphabet era stata sua, aggiungendo di continuare a confrontarsi con Abel sulle decisioni relative all’allocazione del capitale. Buffett ha lasciato il ruolo di amministratore delegato alla fine dello scorso anno, ma è rimasto presidente di Berkshire.

La mossa ha anche un valore simbolico. Per anni Buffett aveva riconosciuto di non aver colto in tempo l’opportunità rappresentata da Google. Ora Berkshire non si limita a correggere quell’occasione mancata, ma ha trasformato Alphabet in uno dei pilastri del proprio portafoglio.

La scommessa sull’intelligenza artificiale vale già miliardi

Dietro l’aumento della partecipazione c’è anche il tema che sta ridisegnando gli investimenti delle grandi società tecnologiche. Nella posizione figura un investimento da 10 miliardi di dollari annunciato a giugno, collegato all’espansione dell’infrastruttura di intelligenza artificiale di Alphabet. La scelta consente a Berkshire di esporsi alla crescita dell’AI attraverso un gruppo già fortemente redditizio e con attività diversificate. Alphabet continua infatti a poggiare sulla posizione dominante di Google nella ricerca online e nella pubblicità digitale, oltre che sulla forza di YouTube, mentre aumenta contemporaneamente gli investimenti nelle infrastrutture necessarie allo sviluppo dei nuovi servizi basati sull’intelligenza artificiale.

È una configurazione che si inserisce bene nella tradizionale filosofia di Berkshire. La holding non sta puntando su una giovane società tecnologica ancora alla ricerca di un modello di business sostenibile, ma su un gruppo capace di produrre profitti e generare grandi quantità di capitale mentre finanzia la propria espansione nei settori più innovativi.

L’investimento in Alphabet diventa così anche uno dei primi grandi banchi di prova della transizione tra Buffett e Abel. Pur essendo nata da un’intuizione del fondatore, la posizione viene rafforzata proprio mentre il nuovo amministratore delegato comincia a mettere al lavoro una parte dell’enorme liquidità accumulata negli ultimi anni.

Berkshire torna a comprare dopo 14 trimestri

L’aumento della partecipazione in Alphabet non è infatti una decisione isolata. Nel secondo trimestre Berkshire ha acquistato azioni per 23,5 miliardi di dollari e ne ha vendute per appena 3,7 miliardi, interrompendo una serie durata 14 trimestri durante la quale le vendite avevano sempre superato gli acquisti. La conseguenza è visibile anche nella montagna di liquidità a disposizione della holding. La cassa è scesa dai 380,2 miliardi di dollari di fine marzo ai 364,7 miliardi del 30 giugno. Sul calo hanno inciso anche 4,5 miliardi destinati al riacquisto di azioni proprie.

Greg Abel aveva spiegato a febbraio di supervisionare direttamente circa il 94% delle partecipazioni azionarie di Berkshire,虽然 il restante 6% è affidato al gestore Ted Weschler. I documenti depositati dalla società non specificano però chi abbia materialmente deciso ciascun acquisto o vendita.

La svolta resta comunque evidente. Dopo anni nei quali l’aumento della liquidità aveva alimentato le domande su dove Berkshire avrebbe trovato occasioni abbastanza grandi da incidere sul proprio portafoglio, la holding è tornata compratrice netta. E gran parte dell’attenzione si concentra adesso proprio su Alphabet.

Da Delta a Macy’s, come cambia il portafoglio di Omaha

Berkshire ha movimentato il portafoglio anche fuori dalla tecnologia. La holding ha aumentato del 44% la partecipazione in Delta Air Lines, portandola a 57,3 milioni di azioni per un valore vicino a 5,4 miliardi di dollari. È cresciuta ancora più rapidamente la posizione in Macy’s, più che raddoppiata fino a circa 7,3 milioni di azioni, valutate 173 milioni.

Nuovi acquisti hanno interessato anche il settore immobiliare. Berkshire ha incrementato la partecipazione nel costruttore Lennar e ha comunicato una piccolissima posizione da circa 580 mila dollari in D.R. Horton. Sul fronte opposto, è stata completamente chiusa la partecipazione in Constellation Brands, il produttore di bevande alcoliche entrato nel portafoglio circa un anno e mezzo fa. Berkshire ha inoltre ridotto le posizioni in Ally Financial, Bank of America, Capital One, DaVita, Kroger e Nucor.

Il gruppo resta comunque molto più di un gigantesco portafoglio azionario. Berkshire controlla direttamente decine di attività, dalla ferrovia BNSF all’assicurazione Geico公司, passando per società energetiche, manifatturiere e marchi come Brooks, Dairy Queen, Fruit of the Loom e See’s.

Ma è Alphabet a rappresentare oggi uno dei segnali più chiari della nuova fase. Con quasi 38 miliardi di dollari già investiti nella società madre di Google, Berkshire ha scelto uno dei protagonisti della corsa all’intelligenza artificiale come terzo pilastro del proprio portafoglio.

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