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Yellen lancia l’allarme bolla: “I prezzi delle Borse sono alti”

“Sell in may and go away”, recita il proverbio. E i segnali lasciano pensare che la regola anche stavolta sarà rispettata. Anche perché sembra pensarla così il presidente della Fed, Janet Yellen, che ieri ha dichiarato che “le quotazioni sul mercato azionario sono abbastanza alte” cosa che costituisce “un potenziale pericolo”. Un segnale forte, caduto su mercati già sotto stress per l’avanzata dei tassi di mercato dell’Eurozona. 

Il nervosismo ha contagiato stamane i mercati asiatici. Tokyo perde più di un punto percentuale, così come i listini della regione Asia Pacific. Le perdite più pesanti si registrano a Shanghai (-1,8%). Nell’ultima settimana la Borsa cinese (+28% da inizio anno) ha perduto il 6,4%. A subire il danno più pesante sono le migliaia di nuovi azionisti che si sono affacciati al mercato nelle ultime settimane. 

Debole anche New York: l’indice Dow Jones è arretrato dello 0,48%, l’S&P 500 dello 0,65% e il Nasdaq dello 0,4%. L’ultimo dato sul mercato del lavoro (solo 169 ila nuovi posti nel settore privato contro i 200 mila attesi) conferma che l’economia Usa ha perso slancio. 

Più ferme le Borse europee, al termine però di una giornata caratterizzata da una forte volatilità: l’indice FtseMib segna un progresso dello 0,3%, ma nel corso della giornata l’indice è scivolato più di una volta in negativo, così come è salito fino a registrare +1%. Lievi rialzi anche per le altre Borse europee: Parigi è salita dello 0,2%, Francoforte +0,2%, Madrid +0,6%. 

CONTINUA LA CORSA DEL BUND. IL BTP RISALE ALL’1,9% 

Al centro delle preoccupazioni dei mercati c’è l’inversione di tendenza del mercato obbligazionario, che ha il suo epicentro nell’Europa “core”. Il Bund ha registrato per la quinta seduta di fila un aumento dei rendimenti, attorno allo 0,6% di rendimento, mentre il BTP chiude a 1,91%, per uno spread a 132 punti base. 

L’aumento dei tassi ha provocato, tra l’altro, l’ascesa dell’euro a 1,1333 sul dollaro. In meno di una settimana, quindi, è svanita larga parte dei risultati raggiunti dal quantitative easing europeo. I mercati prendono così atto che l’Eurozona si avvia all’uscita dal tunnel della deflazione (anche per l’aumento parallelo delle materie prime) e mettono sotto pressione la Bce, già alle prese con l’acuirsi della crisi greca. Di qui l’incertezza dei mercati azionari, in attesa di notizie da Atene. Senza trascurare un altro rischio potenziale: un risultato favorevole agli euroscettici nelle elezioni britanniche di oggi. 

GRECIA, S’AVVICINA L’ORA X 

Da Atene sono arrivati alcuni segnali positivi. Ieri mattina la Grecia ha rimborsato 200 milioni di euro al Fondo Monetario internazionale in scadenza. Intanto, Atene ha collocato 1,138 miliardi di euro di bond semestrali a un tasso invariato del 2,97%. La Borsa, al traino di Piraeus Bank (+11%), ha registrato un rimbalzo del 2,38%. Ma i problemi restano: il pagamento di ieri non era visto come un problema per il Paese a differenza della tranche da 750 milioni di euro in scadenza il 12 maggio prossimo. E il rendimento del titolo di Stato decennale della Grecia è salito all’11,10%, dal 10,94% precedente.

Continua in questa cornice il balletto della diplomazia. Il ministro delle finanze greco Yanis Varoufakis ha definito “eccellente” l’incontro di ieri con il ministro dell’Economia Padoan, spiegando che la Grecia punta a mettere a punto nella riunione dell’Eurogruppo dell’11 maggio “una piattaforma” per l’accordo tra il Paese e i creditori. Intanto una nota congiunta di Fmi, Ue e Bce (l’ex odiata Troika) ha sottolineato “l’unità di intenti” dei creditori, smentendo così le dichiarazioni del governo greco che attribuiva lo stallo delle trattative ai dissensi della controparte. Intanto il tempo passa.

BANCHE, ASSICURAZIONI, GESTITO: UNA GIORNATA OK 

Ieri è stata una giornata positiva in Piazza Affari per il settore finanziario. Le banche sono state aiutate dalla conferma di Padoan sul varo “prima dell’estate” della bad bank. In evidenza i Big: Unicredit è salita dell’1,8%, Intesa +1,9%, Monte Paschi +1,3%, Mediobanca +1,3%. Fra le popolari spicca Ubi +1,1%, Pop.Milano +0,7%e Banco Popolare +1,6%. 

In Europa uno dei settori migliori è quello delle assicurazioni, grazie al traino di Allianz (+2,3%) che ha annunciato un utile del primo trimestre in crescita dell’11%. Generali è salita dello 0,7%, UnipolSai +0,1%,Cattolica Assicurazioni invariata.

Infine, gli ottimi conti del trimestre hanno fatto da propellente ai titoli del risparmio gestito: Mediolanum +2,7%, Banca Generali +0,9%, Anima holding +0,4%. Effervescente Azimut (+2,5%) che oggi annuncerà i dati del trimestre. Il gruppo ha realizzato ad aprile una raccolta netta aprile di 643 milioni di euro, una cifra che supera il miliardo di euro grazie al consolidamento delle masse di Azimut Bosphorus in Turchia. Con gli afflussi di aprile le sottoscrizioni del gruppo raggiungono i 2,3 miliardi di euro da inizio anno.

E’ SAIPEM LA MIGLIOR BLUE CHIP DEL MESE 

I prezzi del petrolio sono in forte rialzo grazie al duplice effetto dell’indebolimento del dollaro e del calo delle scorte Usa: Wti +3,4% a 62,50 dollari, Brent +2,85 a 69,40 dollari. Eni chiude in parità. Avanza Saipem (+0,8%) che si conferma la miglior blue chip a un mese della Borsa italiana (+28% contro -3% del FtseMib) nonostante che il giudizio degli analisti sul titolo resti estremamente prudente. Solo 2 esperti (per la cronaca Banca Akros e Goldman Sachs) sui 34 censiti da Bloomberg suggerisce di comprare. Il target price medio è fissato a 9,60 euro. Netto ribasso invece di Tenaris (-2,1%).

ATLANTIA PAGA L’AUMENTO DEI TASSI

L’impennata dei tassi comincia a riflettersi sui prezzi dei settori che più utilizzano la leva del debito.  Ne risente soprattutto Atlantia (-4,6%), scovolata sui minimi dal 3 marzo a 23,23 euro. Intanto però sta per entrare nel vivo, segnala Reuters, il processo di vendita del primo 15% di Adr (Aeroporti di Roma) sta per entrare nel vivo con la selezione di almeno quattro controparti nelle prossime settimane, a cui viene proposto un asset valutato dal venditore per la sola parte equity oltre 4,3 miliardi di euro. Seguirà quindi una proposta ad Adia, fondo di Abu Dhabi, a cui verrà offerta una quota analoga, allo stesso prezzo chiuso con la prima operazione di mercato. 

Positiva Enel (+0,8%), sostenuta da Morgan Stanley che ha alzato il target price a 4,5 euro da 4,2 euro. 

BENE STM, MALE FCA. CONTI D’ORO PER D’AMICO

Rimbalza StM (+1,6%) dopo cinque sedute consecutive di ribasso. Bene anche Finmeccanica (+1,2%). Pesante ribasso invece di Fiat Chrysler (-3,3%). Fra i titoli del lusso, Ferragamo è salita dello 0,8%, Tod’s +0,9%. In ribasso Luxottica (-1,5%).

In evidenza tra le medium cap D’Amico (+ 3,7% a 0,638 euro) dopo la diffusione dei dati del primo trimestre. “I mercati delle navi cisterna sono stati molto forti durante l’intero trimestre – si legge nella nota della società – I bassi prezzi del petrolio hanno generato un buon livello di volatilità e stimolato gli scambi, grazie anche al miglioramento della domanda”.

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