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Voluntary disclosure recupera oltre 4 miliardi, ricavi superiori alle attese

Un successo superiore alle attese per la Voluntary disclosure, la finestra chiusa il 30 novembre che dava la possibilità di dichiarare i capitali detenuti illegalmente all’estero ricevendo sanzioni “più leggere” rispetto a quelle previste dalla legge. 

La procedura ha registrato quasi 130mila adesioni che hanno fatto emergere 60 miliardi di euro di capitali dei quali il Fisco non sapeva assolutamente nulla. Il gettito previsto dalla procedura di adesione volontaria supera quindi i 4 miliardi, una cifra superiore a quella indicata dal Governo nella sua previsione, pari a 3,4 miliardi di euro.
I soldi recuperati andranno a rimpolpare i conti pubblici, con un effetto superiore alle aspettative iniziali di 5-600 milioni che verranno utilizzati “per coprire gli interventi necessari”, ha detto Luigi Casero, sottosegretario nel corso della conferenza stampa, in cui ha definito la voluntary disclosure “una best practice da perseguire”.

Scendendo nel dettaglio i 4 miliardi recuperati dal Fisco si compongono di 704 milioni di imposte sui redditi, 1,2 miliardi di imposte sostitutive, 54 milioni di Iva, 34 milioni di Irap, 15 milioni di ritenute e 96 di contributi. All’elenco dovranno ovviamente essere aggiunte le sanzioni relative alla violazione della normativa sul monitoraggio fiscale pari 1,379 miliardi e altre sanzioni per oltre 322 milioni.

In base ai risultati è stato possibile indivuare anche i Paesi di provenienza di questi capitali detenuti all’estero. “Vince” la Svizzera con il 69,6% seguita da Principato Di Monaco (7,7%), Bahamas (3,7%), Singapore (2,3%), Lussemburgo (2,2%) e San Marino (1,9%).

Per quanto riguarda la tempistica delle adesioni invece, delle 129.565 istanze pervenute all’Agenzia delle Entrate entro il 30 novembre 2015, 63.251 sono state presentate entro il 30 settembre e 66.314 dal primo ottobre al 30 novembre, ultimo giorno per aderire alla procedura.

Sul totale delle domande trasmesse, più di 28mila hanno a che vedere con attività di importo complessivo tra 300mila e 3 milioni; circa 23mila sono relative a importi compresi tra 60mila e 150mila euro, mentre la fascia più elevata, quella riguardante attività superiore ai 15 milioni di euro ha registrato l’arrivo di 326 istanze. Il 49% delle istanze riguardano la Lombardia, il 13,46% il Piemonte.

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