AfD vince ancora nell’est della Germania، Linke si prende Berlino اور Cdu incassa una sconfitta senza precedenti. Il voto del 20 settembre in Meclemburgo-Pomerania Anteriore e nella capitale mette in crisi il cancelliere Friedrich Merz. Nel Land affacciato sul Baltico, i risultati collocano lo storico partito dei cristianodemocratici sotto la soglia del 5%, fuori dal Parlamento regionale per la prima volta nella loro storia. A Berlino, invece, il partito del cancelliere viene superato nettamente dalla sinistra di Elif Eralp.
Due settimane dopo il successo in Sassonia-Anhalt, l’ultradestra conquista un altro primo posto, ma questa volta senza una prospettiva concreta di governo. Merz riconosce la gravità del risultato e rivendica la volontà di restare alla guida del Paese. La risposta alla crisi, sostiene, passa dalle riforme
L’ultradestra di AfD conquista un’altra vittoria nell’est della Germania، Linke si impone a Berlino اور Cdu subisce una disfatta storica. Le elezioni del 20 settembre ridisegnano gli equilibri politici in due Länder e mettono sotto pressione il cancelliere Friedrich Merz. In Meclemburgo-Pomerania Anteriore i cristianodemocratici restano fuori dal Parlamento regionale per la prima volta nella loro storia. Nella capitale perdono il primato, superati nettamente dalla sinistra guidata da Elif Eralp.
A due settimane dal successo in Sassonia-Anhalt, l’ultradestra torna a vincere, senza però conquistare la maggioranza necessaria per governare da sola. Merz riconosce il fallimento elettorale, ma respinge la prospettiva di un passo indietro e rilancia il programma di riforme.
AfD vince ancora nell’est, ma il governo resta lontano
In Meclemburgo-Pomerania Anteriore Alternative für Deutschland (AfD) ottiene il 38,2% e supera la Spd, che con la governatrice uscente Manuela Schwesig raggiunge il 35,5%. I socialdemocratici perdono così il primo posto che detenevano dal 1994, mentre l’ultradestra più che raddoppia il risultato del 2021, quando si era fermata intorno al 17%. Il sorpasso non si traduce in un accesso automatico al governo. Il candidato di AfD, Leif-Erik Holm, deve fare i conti con l’indisponibilità degli altri partiti ad allearsi con lui. Schwesig conserva invece una strada per restare alla guida del Land, costruendo una maggioranza con la Linke, al 6,5%, e i Verdi, al 5,7%. Fuori dal Parlamento rimane l’Alleanza Sahra Wagenknecht, ferma al 4,8%.
Per la governatrice socialdemocratica, la rimonta delle ultime settimane non è bastata a vincere, ma ha impedito ad AfD di ottenere la maggioranza assoluta dei seggi. L’ultradestra rivendica comunque il diritto di guidare la regione. Il leader del partito, Tino Chrupalla, sostiene che il partito abbia “ricevuto chiaramente il mandato a governare: offriremo colloqui a tutti”. La distanza tra successo elettorale e possibilità di governo resta quindi decisiva. Se da una parte AfD amplia il proprio consenso, anche in Meclemburgo-Pomerania non riesce a spezzare l’isolamento politico.
Cdu fuori dal Parlamento, Merz ammette il disastro
Il dato più traumatico della tornata elettorale riguarda la CDU. Con il 4,9%, i cristianodemocratici mancano la soglia di sbarramento del 5% e vengono esclusi dal Parlamento del Meclemburgo-Pomerania Anteriore. È una prima volta che pesa anche per il valore simbolico del territorio, a lungo legato alla carriera politica di Angela Merkel. Il partito scende dal 13% circa del 2021 a un risultato che aggrava la crisi aperta dalla sconfitta del 6 settembre in Sassonia-Anhalt. Anche a Berlino arretra nettamente, perdendo circa un terzo dei consensi rispetto alla precedente consultazione.
Merz ha scelto di intervenire subito dopo la chiusura dei seggi, anticipando il confronto interno sulla propria leadership. “Non possiamo abbellire il risultato in Meclemburgo-Pomerania Anteriore. È un disastro“, ha dichiarato. Poi ha chiarito di voler proseguire il mandato. “Mi assumo la responsabilità, vorrei portare avanti il Paese”. La risposta del cancelliere passa dalle اصلاحات, che ha assicurato “arrivano”. Una promessa rivolta anche al mondo economico, mentre cresce la pressione politica sulla coalizione federale.
L’altra leader del partito dell’ultradestra ایلس ویڈل۔ non ha perso tempo di attaccare direttamente il cancelliere dopo il risultato: “Merz tragga le conseguenze, lo faccia per la Germania. Siamo diventati noi il partito più forte”, ha dichiarato la leader di AfD. Chrupalla ha invece contestato la barriera alle alleanze con l’ultradestra, sostenendo che “Non siamo noi che vogliamo il cordone sanitario”.
La Sinistra conquista Berlino con la battaglia sugli affitti
Nella capitale il voto premia il fronte opposto. مرے مرے raccoglie circa un quarto dei consensi e supera la Cdu, scesa intorno al 19%. Il partito della sinistra più che raddoppia il risultato delle precedenti elezioni e porta Elif Eralp al centro delle trattative per il futuro governo cittadino.
Avvocata impegnata nella difesa dei diritti umani e figlia di rifugiati turchi, Eralp ha costruito la campagna elettorale attorno al مہنگے کرائے, alle difficoltà dei giovani e all’accesso alla casa. Tra le sue proposte figura l’esproprio dei grandi gruppi immobiliari, una misura destinata a diventare uno dei punti più delicati del negoziato con i possibili alleati. “Abbiamo scritto una pagina di storia”, ha esultato dopo il voto. Il risultato le offre la possibilità di diventare la prima donna della Linke e la prima con un passato familiare migratorio a guidare Berlino.
Anche nella capitale comunque AfD avanza, arrivando intorno al 16% e consolidando il terzo posto, ma resta sotto il 18% indicato dai sondaggi della vigilia. I Verdi ottengono il 14,3%, mentre la Spd si ferma intorno al 12%, un arretramento particolarmente importante in una città a lungo amministrata dai socialdemocratici.
La partita delle alleanze e la pressione sul cancelliere
A Berlino ci sono i numeri per una coalizione tra Linke, Spd e Verdi, ma l’accordo deve ancora essere costruito. La proposta sugli espropri immobiliari incontra l’opposizione dei socialdemocratici e richiederà una mediazione. Resta possibile, sul piano numerico, anche una maggioranza tra Cdu, Spd e Verdi.
In Meclemburgo-Pomerania, invece, Schwesig può continuare a governare coinvolgendo entrambe le forze alla propria sinistra e lasciando AfD all’opposizione.
Il voto consegna così due vittorie politiche diverse e una sconfitta comune per i cristianodemocratici. AfD rafforza il proprio radicamento orientale, mentre la Linke trasforma il disagio sociale della capitale in consenso. Due duri colpi per il cancelliere, la cui leadership appare sempre più fragile in una fase delicata per gli equilibri europei. Merz ha annunciato che resterà al suo posto, ma il doppio arretramento della Cdu alimenta le contestazioni interne e rende più difficile riconquistare la fiducia degli elettori.
