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Unicredit, risultati 2023 da record con utili in rialzo del 50%, acconto sul dividendo e buyback

Imagoeconomica

Conti record per Unicredit per il 2023. Il consiglio di amministrazione ha approvato i risultati consolidati del Gruppo al 31 dicembre 2023, relativi al quarto trimestre e all’intero anno fiscale 2023.

UniCredit ha concluso l’anno con utile netto di 8,6 miliardi di euro e un RoTE del 16,6% o del 20,5% considerando un CET1 ratio al 13%, dopo gli aggiustamenti per il capitale in eccesso. L’utile netto contabile ha raggiunto i 9,5 miliardi, mostrando un aumento di oltre il 50% e più alto di 3 miliardi rispetto al 2022 (superate le attese degli analisti fissate a 7,9 miliardi). I ricavi totali sono pari a 23,8 miliardi, +17,3% rispetto all’anno precedente mentre il risultato lordo di gestione è stato di 14,372 miliardi, con un incremento del 33,3%.

La banca ha annunciato l’introduzione un acconto dividendo e un programma di riacquisto azioni proprie, prevedendo una distribuzione totale di circa 10 miliardi nell’anno solare 2024. Questa iniziativa mira a fornire agli azionisti un rendimento da dividendo stimato intorno al 10%. L’EPS (utile per azione) è aumentato del 74%, raggiungendo i 4,71 euro, mentre il DPS (dividendo per azione) ha registrato un incremento dell’80%, attestandosi a 1,78 euro.

L’indice di solidità patrimoniale, il Cet 1 ratio, si è attestato al 15,89% (il consenso lo vedeva al 16,54%) nel 2023, in rialzo di circa 100 punti base nonostante la distribuzione del 100% dell’utile netto nel FY23.

La guidance 2024 è essenzialmente in linea con i risultati del FY23, con un RoTE previsto intorno al 16,5%. Inoltre, è stata introdotta una politica di distribuzione ordinaria a partire dal 2024 di almeno il 90% dell’utile netto.

“Questo anno da record è la prova evidente della trasformazione di UniCredit ben avviata lungo la strada per costruire un’eccellenza sostenibile” sottolinea la banca guidata dal ceo Andrea Orcel.

I dati del quarto trimestre 2023

Nel quarto trimestre del 2023, la Banca ha riportato un utile netto contabile di 2,8 miliardi di euro e un utile netto di 1,9 miliardi. I ricavi netti hanno toccato quasi i 6 miliardi (5,7 miliardi, in aumento del 5,7% anno su anno), di cui 3,6 miliardi provenienti dal margine di interesse, principalmente grazie a tassi più elevati e a una gestione efficace del pass-through dei depositi.

Le commissioni ammontano a 1,8 miliardi, registrando una leggera diminuzione dello 0,6% anno su anno, principalmente a causa delle riduzioni delle commissioni sui conti correnti in Italia e degli aumenti dei costi di cartolarizzazione. Al netto di queste componenti, le commissioni sono cresciute del 3,5% anno su anno, confermando la loro resilienza nonostante un contesto macroeconomico sfavorevole.

Nel trimestre in esame, i costi operativi hanno raggiunto i 2,5 miliardi, evidenziando un aumento del 6,9% rispetto ai tre mesi precedenti e dell’0,8% anno su anno. Nel corso del 2023, i costi totali sono diminuiti dell’1% rispetto all’anno precedente, stabilendosi a 9,5 miliardi. Questa riduzione è avvenuta mantenendo la crescita dei ricavi, riflessa nell’efficace rapporto costi/ricavi del 39,7%.

Dividendo e buyback

UniCredit prevede di distribuire agli azionisti un totale di 8,6 miliardi nel 2023, suddivisi tra riacquisto di azioni proprie per 5,6 miliardi e dividendo per 3 miliardi, soggetti all’approvazione dei soci e dell’autorità di vigilanza. Questo rappresenta un payout totale del 100% sull’utile netto del 2023.

UniCredit ha già avviato l’esecuzione della distribuzione anticipando una prima tranche di riacquisto di azioni proprie per 2,5 miliardi, iniziata a ottobre 2023 e completata per 1,4 miliardi entro la fine del 2023.

A partire dal 2024, la politica di distribuzione ordinaria del gruppo prevede un payout di almeno il 90% dell’utile netto. L’accantonamento del dividendo aumenterà al 40% dell’utile netto (rispetto al 35% nel 2023), con la restante parte del payout dell’utile netto che sarà effettuata tramite riacquisti di azioni proprie.

La decisione finale sulla ripartizione tra dividendi e riacquisto di azioni proprie sarà influenzata dalle condizioni di mercato e verrà presa dopo la pubblicazione dei risultati del 2024, insieme alla decisione complessiva sulle distribuzioni.

L’introduzione di un acconto sul dividendo, basato sull’utile netto del 2024, consentirà una distribuzione di circa 10 miliardi nell’anno solare 2024. Di questi, circa 7,2 miliardi saranno relativi alla parte residua della distribuzione del 2024 (escludendo 1,4 miliardi relativi al riacquisto di azioni proprie del 2023 già eseguito nel 2023) e circa 3 miliardi saranno relativi all’acconto della distribuzione del 2024.

Il programma di buyback della banca ha generato nel 2023 un utile per azione (EPS) di 4,71 euro, triplicando la media del periodo 2017-2019. Il dividendo per azione (DPS) è stato di 1,78 euro, registrando un aumento di nove volte rispetto alla media nel periodo 2017-2019. Inoltre, il Tangible Book Value per azione è salito a 33,3 euro, rappresentando un aumento del 46,0% rispetto alla media nel periodo 2017-2019.

Unicredit: la guidance 2024

UniCredit ha presentato la guidance per il 2024, evidenziando un margine di interesse (NII) influenzato dal pass-through sui depositi, da una minore contribuzione della Russia (-0,3 miliardi) e da volumi minori, compensati parzialmente da un impatto positivo del “replicating portfolio” (+0,4 miliardi).

Il costo del rischio è previsto sotto i 20 punti base, rimanendo stabile o in lieve aumento, supportato dalla solida qualità degli attivi e dalle opzioni di rilascio o impiego degli overlay. La guidance prevede una significativa riduzione delle voci non operative, con i costi di integrazione prossimi allo zero (-1,1 miliardi) e oneri di sistema inferiori (maggiore di -0,2 miliardi).

La banca mira a ottenere nel 2024 un utile netto sostanzialmente in linea con il 2023, con ricavi netti previsti intorno a 22,5 miliardi, un RoTE al 16,5%, e una crescita a doppia cifra di utile e dividendo per azione.

Orcel: “dodicesimo trimestre consecutivo di crescita, nostra strategia unica e vincente”

“Per il Full Year 2023 UniCredit ha prodotto un Utile Netto record pari a 8,6 miliardi di euro, un aumento di oltre il 50% rispetto all’anno precedente. Il quarto trimestre è stato il dodicesimo consecutivo di una crescita di qualità e redditizia, prova incontestabile della nostra strategia unica e vincente. Questo dimostra cosa possiamo raggiungere quando mettiamo i clienti al centro di ciò che facciamo e ci concentriamo sull’esecuzione della nostra trasformazione industriale, con ciascuno dei tredici paesi della nostra rete paneuropea che contribuisce al nostro successo. E se da un lato abbiamo superato di gran lunga le nostre ambizioni iniziali con UniCredit Unlocked, il nostro percorso è tutt’altro che terminato. Intendiamo distribuire agli azionisti un totale di 8,6 miliardi per il 2023, o il 100% dell’Utile Netto, in attesa delle approvazioni, in rialzo di 3,35 miliardi rispetto allo scorso anno, aumentando al contempo il nostro CET1 ratio di circa 100 pb al 15,9%. Dal 2021, abbiamo restituito 17,6 miliardi ai nostri azionisti, grazie ad una generazione organica di capitale estremamente solida e con la sostenibilità dei nostri rendimenti assicurata dal nostro momentum strategico e dal significativo capitale in eccesso. Abbiamo coronato un anno di avanzamento verso i nostri obiettivi di azzeramento delle emissioni a livello di Gruppo con il recente annuncio del nostro obiettivo al 2030 sul settore dell’acciaio. Stiamo facendo passi da gigante nell’ambito del nostro programma di sostenibilità, e stiamo generando un significativo impatto positivo sulle nostre comunità” ha commentato Andrea Orcel, Amministratore Delegato di UniCredit.

Orcel: “Per ora nessun M&A, ma l’Est Europa è più attraente”

Su quel capitale eccedente di Unicredit che vale di una dozzina di miliardi la comunità finanziaria ci ha ricamato molte ipotesi di utilizzo, tra cui ovviamente quello di spendere i soldi in acquisizioni (da Banco Bpm o Mps, ad alternative come Popolare di Sondrio o magari Azimut con un occhio all’Est Europa dopo il recente acquisto di Alpha in Romania e Grecia). Ma su questo fronte ancora l’Ad ha ripetuto quanto aveva detto in occasione del meeting di Davos: “Guardiamo a tutte le opportunità e vediamo quelle coerenti con la nostra strategia: ce ne sono varie in Italia, e non le commenterò” ha detto Orcel risposndedo alle domande. “Detto questo non abbiamo trovato i valori o le condizioni generali per fare un’operazione nelle nostre metriche, quindi non ci siamo mossi, nel futuro si vedrà. In ogni caso in questo momento il Centro-Est Europa ha le migliori opportunità, ma è tutta una questione di valore. Credo che il mercato, dopo tre anni, si fidi della nostra disciplina e quindi non lasceremo a terra: siamo stati abbastanza chiari sulla nostra metrica di valutazione, non vogliamo spendere il capitale in una maniera che sia diluitiva”.

Il banchiere, che ha tutte le carte in regola per essere rinnovato in aprile per un secondo mandato, ha inoltre detto: “Chiariremo dopo l’assemblea, che cosa faremo con il capitale in eccesso. La mia opinione è che debba essere usato o con una distribuzione complementare agli azionisti o per un’acquisizione se possiamo dimostrare agli investitori che rispetta i nostri parametri di creazione di valore. Fino a oggi non abbiamo potuto farne, ma non escludo si possa fare in futuro”.

Aggiornato alle ore 1520

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