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Unicredit, Ghizzoni conferma target utile a 2 mld

“A maggior ragione dopo i risultati degli stress test, confermiamo il target di un utile netto di due miliardi a fine anno”. Lo ha detto il numero uno di Unicredit, Federico Ghizzoni, a margine dell’inaugurazione del nuovo International Center di Sofia, in Bulgaria. “Questo in sé è un annuncio – ha continuato – perché vuol dire che gli Npl (non-performing-loans, i crediti problematici, ndr) probabilmente diminuiranno a fine anno”. Quanto alla politica dei dividendi, “sarà discussa a fine anno”, ha aggiunto.

Unicredit è uscita dalla prova degli stress test di Bce e Eba con il secondo migliore risultato tra i gruppi italiani alle spalle di Intesa Sanpaolo: l’asset quality review ha individuato un surplus di capitale al 31 dicembre 2013 di 6,45 miliardi e lo stress test base ha calcolato un margine positivo di 6,17 miliardi, che si riduce a 5,58 miliardi nello scenario avverso. Conteggiando, come fatto dalla Banca d’Italia, anche tutte le misure di rafforzamento patrimoniale realizzate nel corso dell’anno, il capitale in eccesso sale a 8,75 miliardi.

Circa la governance del gruppo, non ha escluso l’introduzione del voto plurimo per i soci presenti da tempo nel capitale, ma la decisione non sarà presa prima di gennaio. “Nel caso decideremo a maggio in assemblea, ma prima dobbiamo discuterne nel board. Se così fosse, tutti ne beneficeranno”, ha commentato Ghizzoni, ricordando che la banca ha molti azionisti in Italia ma anche all’estero e che i fondi, più che essere rappresentati in cda, vogliono capire quali sono i meccanismi della governance e pretendono chiarezza su questi punti.

I rapporti con BlackRock “sono molto buoni”, ha assicurato il top manager. Infine, sulla cessione di Uccmb, la società che gestisce i crediti deteriorati del gruppo, Ghizzoni ha confermato di essere in fase di esclusiva con Fortress, che agisce in cordata con Prelios, e che ci sono incontri ogni giorno per affinare la proposta. Oggi a Piazza Affari il titolo Unicredit ha chiuso in calo dello 0,27% a 5,525 euro. 

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