X

Un software italiano per prevedere le onde anomale

FIRSTonline

Le ‘onde anomale’ – mostri che possono raggiungere 20-30 metri di altezza – sono state responsabili di molti disastri negli oceani, ma anche nel Mediterraneo: vedi il caso della nave da crociera Louis Majesty, che fu colpita da due, forse tre’, ‘muri d’onda’ mentre, il 3 marzo 2010, navigava da Barcellona a Genova – l’acqua schiantò le finestre 17 metri sopra la linea di galleggiamento, e due passeggeri morirono.

Per lungo tempo l’origine, e talvolta l’esistenza stessa, delle onde anomale furono messe in dubbio. Ma modelli matematici sofisticati hanno permesso di ricostruire e simulare le condizioni che portano a questi terrificanti giganti del mare. Miguel Onorato, dell’Università di Torino, da molti anni lavora su questi modelli e fa parte di un progetto Ue chiamato ‘Extreme Seas’ che intende disegnare scafi e prue capaci di sostenere questi impatti. Lo strumento principale usato da Onorato è l’equazione non-lineare di Schrödinger, che è stata usata per esplorare situazioni particolari sia nella fisica classica che in quella quantistica.

L’applicazione del modello di Onorato guida gli esperimenti sul vivo, in grandi bacini – uno in Gran Bretagna è lungo 400 metri – dotati di generatori di onde. Un giorno le navi potranno avere a bordo strumenti che, con una combinazione di sensori delle condizioni esterne e computer, indicano la probabilità del formarsi di onde anomale lungo la rotta. Per ora l’ostacolo principale sta nella capacità di calcolo: le condizioni che determinano il formarsi di onde anomale devono tener conto di tali e tante variabili che ogni nave dovrebbe avere un supercomputer…


Allegati: the age

Related Post
Categories: Mondo
Tags: Mare