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Twitter, nuova tempesta. L’ex capo della sicurezza accusa: “Gravi problemi”. E Musk cita in giudizio Dorsey

Photo by Brett Jordan on Unsplash

Mentre è ancora in corso la battaglia con Elon Musk, su Twitter piove una pesantissima accusa. Il social network avrebbe gravi problemi di sicurezza che potrebbero mettere a repentaglio le informazioni personali dei suoi utenti, ma anche degli azionisti. Non solo, la falla sarebbe talmente pericolosa da rappresentare un rischio per la sicurezza nazionale e per la democrazia. A sostenerlo è l’ex capo della sicurezza del social, Peiter Zatko, in un’intervista rilasciata alla Cnn e al Washington Post.

Secondo Zatko, licenziato per scarso rendimento da Twitter, i dirigenti della società avrebbero mentito al cda e alle autorità di regolamentazione su presunte falle di sicurezza che potrebbero favorire spionaggio, manipolazione straniera, hacking e campagne di disinformazione. Non solo, il social network non eliminerebbe in modo sicuro i dati degli utenti una volta che questi hanno provveduto a cancellare i loro account. Infine, Zatko ritiene che i vertici di Twitter non abbiano le risorse né un vero interesse a comprendere il numero reale di bot sulla piattaforma.

Rivelazioni che hanno attirato l’attenzione del mercato, con il titolo Twitter che cede oltre il 3% sul Nasdaq, ma anche di Elon Musk, che ha recentemente cancellato la sua offerta da 44 miliardi per l’acquisto del social Network proprio a causa dei bot. 

Il numero uno di Tesla, tra l’altro, ha notificato proprio oggi all’ex ceo di Twitter, Jack Dorsey, un’ingiunzione a fornire tutta una serie di documenti e comunicazioni relative all’accordo di acquisizione effettuato ad aprile, nonché qualsiasi informazione sugli account falsi o il calcolo degli utenti attivi. Sono richiesti tutti i documenti disponibili su questi argomenti, a partire da gennaio 2019. Dorsey si è dimesso dalla carica di amministratore delegato di Twitter a novembre. 

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