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Trichet rassicura le Borse: ritorna il sereno

La seduta si è chiusa in maniera quasi euforica per i listini europei. Dopo un avvio positivo, le Borse del Vecchio Continente si sono spente in attesa della conferenza stampa di Jean Claude Trichet, al termine della tiunione del direttorio della Bce. Dopo la conferma che i tassi sarebbero rimasti invariati,i listini hanno ripreso quota. Alla fine Ftse/Mib chiude con un rialzo dello 0,6%. Positive anche Londra (+0,82%), Parigi (+1,06%) e Francoforte (+1,41%). Wall Street si aggira attorno alla parità: Dow Jones +0,2%, S&P500 +01,%, Nasdaq -0,1%. L’euro è debole nei confronti del dollaro a 1,4507 (-0,5%). Il dollar index, indicativo dell’andamento del biglietto verde rispetto a un paniere di sei monete internazionali, scende dello 0,5%. Dopo avere guadagnato ieri l’1,6%, stamattina il Wti segna un nuovo rialzo dello 0,5% a 101,2 dollari al barile. Il Brent è scambiato a 117,9 dollari.

BCE, TASSI EURO IN RIALZO SOLO A LUGLIO MA L’EXPORT USA SALE A LIVELLI RECORD

“Forte vigilanza sull’inflazione”. Jean-Claude Trichet pronuncia la formula magica che, nel gergo della banca centrale, sta ad anticipare un rialzo dei tassi per la prossima riunione, fissata a luglio anche se, ha tenuto a precisare “la Bce non si prende impegni”. Ma per ora, il tasso di riferimento di Eurolandia resta invariato all’1,25%, come ampiamente previsto. Così com’era scontato il via libera formale del direttorio alla candidatura di Mario Draghi a succedere allo stesso Trichet che ha ribadito la netta contrarietà della banca centrale ad un allungamento delle scadenze del debito greco, così come suggerito dalla Germania.

L’assenza di segnali d’allarme dall’Eurotower (la stima di crescita della Ue-17 è stata elevata nella forbice 1,5-2,3%) ha ridato un po’ di smalto all’andamento, comunque anemico, dei listini azionari, impegnati ad interpretare i dati economici in arrivo dagli Usa per rispondere alla domanda più scottante: l’economia Usa saprà reggere all’esaurimento del “quantitative easing”? Oppure, complice il rialzo del greggio, si sta per avverare lo scenario più “nero”, quello del double dip?

La consueta pioggia di dati in arrivo da oltre Oceano non offre indicazioni univoche. La settimana scorsa le nuove richieste di sussidio di disoccupazione sono salite a 427mila unità da 426mila della settimana precedente, mentre gli economisti si aspettavano un calo a 419mila. Intanto, a conferma di un rallentamento dellì’attività economica (legato al terremoto giapponese), cala lo sbilancio commerciale: la bilancia commerciale di aprile mostra un disavanzo di 43,7 miliardi di dollari, in contrazione rispetto ai 46,8 miliardi di dollari di marzo (contro la previsione di un ampliamento a 48,8 miliardi di dollari). Lo tsunami, probabilmente, ha condizionato anche l’andamento delle scorte ad aprile (+0,8%contro il previsto 1%).

Ma, a dar conforto ai (pochi ottimisti) spicca il dato sull’export: le vendite americane oltre frontiera ad agosto sono salite al 13 per cento del Pil, record assoluto per l’economia a stelle e strisce. Forse, più dei numeri, a dimostrare un certo nervosismo nella business community è stato il secco intervento di Jamie Dimon davanti a Ben Bernanke, dopo lo speech del presidente della Fed. Il banchiere di JP Morgan si è espresso contro gli eccessi della “regulation” e dei nuovi requisiti di capitale imposti alle banche nel dopo crisi, dopo i tanti sforzi già fatti.

FIAT, NUOVO BOND IN ARRIVO

Incontra il favore degli analisti la “nuova” Fiat (+2,39%) dopo il consolidato pro forma. Sergio Marchionne che, al solito, non intende perder tempo, ne approfitta sondando il mercato per una nuova emissione obbligazionaria. La prima tappa del road show sarà ovviamente Londra dove la società si presenterà con un folto pool di arranger: Citigroup, Mediobanca, Royal Bank of Scotland, Santander, Societe’ Generale e Ubs. Fiat ha come rating Ba1 da Moody’s, BB da S&P e BB+ da Fitch. Per quanto riguarda le valutazioni su Fiat-Chrysler, comunque, l’indebitamento viene considerato dai più “sostenibile, mentre la redditività potrebbe quasi raddoppiare secondo le stime piu’ ottimistiche rispetto al consolidato 2010 grazie anche al possibile crescente contributo di Chrysler. Per l’anno in corso, considerando separatamente le due societa’, l’utile netto di Fiat e’ atteso da 320 a 480 milioni di euro e quello di Chrysler tra 90 e 400 milioni, mentre l’indebitamento complessivo potra’ collocarsi tra 5 e 7 miliardi circa nella peggiore delle ipotesi, rispetto agli 8,56 miliardi contenuti nel consolidato pro-forma.

SI RISOLLEVA UNIPOL

Unipol rimbalza del 3,7% a 0,4192 euro, dopo il tracollo di ieri (-7,8%) che ha portato le quotazioni sui nuovi minimi storici a 0,40 euro. Fonti societarie hanno smentito in mattinata che sia allo studio un aumento di capitale.Intanto secondo l’Isvap, l’organo di controllo delle compagnie assicurative italiane, le simulazioni con i nuovi criteri del Solvency II hanno evidenziato un significativo incremento dei margini di solvibilità se confrontati con i parametri attuali. Si tratta di un indicatore di solidità del settore assicurativo.Da inizio anno Unipol perde comunque l’11%

OIL E PRYSMIAN SUGLI SCUDI

Grande giornata per gli industriali partecipati dalla Tip, da Prysmian (+3,7), a Interpump (+2,07%). Buoni rialzi per l’Eni che sale dell’1,4%, al pari di Enel.guadagna l’1,4%. Fra le banche, dopo una seduta ad alta tensione, chiudono in recupero Bpm (+3,5%) e Bpm (+2,7%).

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