Per la prima volta da luglio, il petrolio ha superato la soglia psicologica dei 100 dollari al barile e le Borse, già partite male, estendono le perdite. A metà giornata il rosso è inteso su tutti i listini: Milano cede l’1,5% e scende sotto la soglia dei 52mila punti (a 51.379), Paris %1,46 kaybetmek, Frankfurt %1,34, Madrid è la peggiore (-2%), zavorrata da Inditex, che dopo i conti registra un tonfo di oltre il 4%. Più contenute le perdite a Londra con il Ftse100 che segna -0,7%.
Il petrolio balza sopra i 100 dollari, sale anche il gas
Gli Usa hanno annunciato di aver distrutto cinque petroliere iraniane nel Golfo Persico come reazione agli attacchi subiti dalle proprie navi da guerra. Per ulteriore rappresaglia, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno dichiarato di aver attaccato due navi statunitensi, otto petroliere e altre dieci imbarcazioni.
A reagire alla nuova escalation di tensione in Medio Oriente arrivano anche i mercati, con il Brent del Mare del Nord che ha sfondato al rialzo la soglia di 100 dollari al barile, tornando sui livelli di fine luglio: il rialzo è al momento del 2,6% a quota 100,47 dollari al barile. Su anche il WTI texano, che passa di mano a 95,13 dollari (+2,1%).
Sotto osservazione anche il prezzo del gaz, che desta preoccupazione tenendo conto anche del fatto che gli stati europei dovranno far stoccaggi per l’inverno. Ad Amsterdam è quotato a 78,3 euro al megawattora (+3,2%).
La corsa delle quotazioni spinge al rialzo i titoli energetici. A Milano Eni è in vetta con un rialzo dell’1,3%. Salgono anche italgaz (+ %0,7) e Snam, mentre viaggiano in ribasso Tenariler (-1,2%) ve Saipem (-0,4%), che ieri avevano fatto bene dopo l’annuncio dell’aggiudicazione di un nuovo contratto in Turchia per i servizi di Commissioning della Floating Production Unit Osman Gazi destinata allo sviluppo del giacimento di gas naturale Sakarya, nel Mar Nero.
Nel resto d’Europa sono ben impostate anche le spagnole Repsol (+1,6%) ve Fransızlar ToplamEnerjiler (+0,9%), oltre che le britanniche Bp (+%1,4) ve Kabuk (+ 0,6%).
Sale l’attesa per la Bce
L’aumento dei prezzi dell’energia potrebbe avere effetti sull’inflazione. Uno scenario che sicuramente sarà analizzato dalla ECB, che domani dovrebbe annunciare un nuovo rialzo dei tassi, portandoli al 2,5%. Il vero rebus, però, riguarda le future mosse che la prossima settimana prenderà anche la Federal Rezerv. Il mercato scommette su un orientamento restrittivo tanto è vero che i rendimenti dei titoli di Stato rimangono elevati: il Bund decennale rende il 3,4%, il İtalyan BTP'si il 4,24% e il Treasury il 4,8%. La prossima settimana si pronuncerà anche la Banca centrale giapponese, che, per sostenere lo yen, dovrebbe alzare i tassi.
A Milano banche in profondo rosso
A Milano banche in forte calo. La peggiore è Mediolanum bankacılığı, che lascia sul terreno il 3,38%, seguita da tek kredi, in ribasso del 2,8% nonostante il via libera di ieri della Bce al Danish Compromise. Tra le banche coinvolte nel risiko, Bper cede il 2,7%; mentre intesa scende del 2% alla vigilia dell’assemblea che dovrà dare il via libera all’operazione sul capitale a servizio dell’Ops su M / sn (-1,7%). Ieri, intanto, sono stati cooptati nel cda di Rocca Salimbeni i consiglieri non esecutivi Gianluca Brancadoro, indipendente, e Alessandro Caltagirone, non indipendente.
Fuori dal comparto, Postalamak cede il 2,6% dopo il rilancio su Tim (%-1,9), iken mikroelektronik cala del 2,3% nel giorno in cui Apple alzerà il velo sul nuovo iPhone pieghevole.
