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Tetto al contante, le 3 opzioni del nuovo governo: senza cambiamenti tornerà a mille euro

Marco Verch on Flickr

Tra le tante questioni di cui il nuovo Governo dovrà occuparsi figura l’ormai noto tetto al contante, tema caro al centrodestra che da sempre mal digerisce limiti e imposizioni. Non a caso la questione figurava in bellavista anche nel programma che la coalizione formata da Fratelli d’Italia, Lega e Forza Italia ha presentato prima delle elezioni e che prevedeva, citiamo testualmente “un’innalzamento del limite all’uso del denaro contante, allineandolo alla media dell’Unione Europea“.

Con la vittoria del centrodestra alle elezioni, dunque, le regole sul contante potrebbero presto cambiare in senso meno restrittivo, con buona pace del centrosinistra che invece considera il limite all’utilizzo del cash un baluardo della lotta all’evasione fiscale. 

Tetto al contante: come funziona oggi?

Ad oggi, la soglia entro la quale è possibile pagare o effettuare transazioni in contanti è pari a 2mila euro. Il tetto resterà a questo livello fino alla fine dell’anno, mentre dal 1° gennaio 2023, se il nuovo Governo non stabilirà nuove regole, il limite scenderà a mille euro. 

Nel 2022, la questione è stata anche al centro di un piccolo caso politico. Dal 1° gennaio 2022, infatti, il tetto avrebbe dovuto scendere a mille euro sulla base di una misura prevista nel decreto fiscale associato alla manovra, ma lo scorso febbraio, a sorpresa, venne approvato un emendamento di Fratelli d’Italia al decreto Milleproroghe che manteneva il tetto ai contanti a 2mila euro, anziché farlo scendere a mille. Insieme a Fdi hanno votarono anche Lega e Forza Italia, che pur facendo parte della maggioranza, decisero di votare contro il parere dello stesso Governo a cui appartenevano. 

Cosa succederà con il nuovo Governo? Le 3 opzioni sul tavolo

Come detto, il centrodestra è sempre stato contrario ad imporre dei limiti all’utilizzo dei contanti, o almeno, a prevedere delle soglie considerate “troppo basse” dai partiti della coalizione. Fece il giro dei social, nel 2019, un tweet di Giorgia Meloni, nel quale la leader di Fdi scriveva in riferimento al tetto a mille euro: “Se un papà vorrà donare più di 1000 € al proprio figlio dovrà per forza farlo con bonifico, altrimenti multa salata. Basta governi servi delle banche, faremo di tutto per cacciare questi abusivi”. 

Difficile dunque che, una volta salita a Palazzo Chigi, Meloni lasci tutto com’è. Un possibile intervento potrebbe arrivare già nell’ambito dell prossima legge di Bilancio, a meno che, date le molte questioni da affrontare (dall’inflazione alla crisi energetica) e il pochissimo tempo a disposizione il nuovo Governo non decida di rimandare l’intervento sui contanti di qualche mese per concentrarsi su altri temi.

Come detto, all’interno del suo programma, il centrodestra aveva promesso di innalzare il limite alla “media europea”. Ad oggi, tra i Paesi che hanno stabilito una soglia, sono 4 quelli che hanno un tetto più basso rispetto a quello previsto dall’Italia: la Grecia (500 euro), la Spagna, a Francia e la Romania (mille euro). Croazia e Slovacchia sono invece i Paesi Ue meno restrittivi (15 mila euro). La media europea a cui il piano della coalizione guidata da Meloni-Salvini-Berlusconi è dunque pari a  4.750 euro.

C’è però anche una terza opzione sul tavolo che solletica gli appetiti di alcuni esponenti del centrodestra: eliminare del tutto il tetto al contante. Come racconta Il Sole 24 Ore, il senatore Andrea de Bertoldi, ex segretario della VI Commissione Finanze e Tesoro, rieletto Fdi stavolta alla Camera, aveva dichiarato a Plus24 di “voler ripristinare la libera circolazione del contante, e solo in subordine, di voler innalzare il limite a 3mila euro. 

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Categories: Politica