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Terna: piano 2021-25 con 10 miliardi di investimenti, Ebitda a 2,14 miliardi

Imagoeconomica

Terna aggiorna il Piano Industriale 2021-2025 “Driving Energy” e punta sugli investimenti, concentrandoli soprattutto sulle attività regolate in Italia, che continueranno a rappresentare il core business del gruppo. Il consiglio d’amministrazione della società che gestisce la rete di trasmissione elettrica nazionale ha messo al primo posto l’obbiettivo di arrivare a 10 miliardi di euro di investimenti, di cui 1,7 già quest’anno, per “accelerare l’impegno a servizio del paese per la transizione ecologica, l’indipendenza energetica e la decarbonizzazione”, dice in un comunicato.

Questi investimenti non comprometteranno comunque la solidità e la sostenibilità della struttura del capitale: Terna intende mantenere l’attuale livello di rating, un costo del debito netto pari all’1,3% e un rapporto debito netto / RAB pari a circa il 60% al 2025.

“Un significativo aumento degli investimenti per lo sviluppo e l’ammodernamento della rete elettrica, un ulteriore rafforzamento di Terna quale regista della transizione energetica, un futuro ancor più sostenibile e privo di emissioni inquinanti, un’azione tesa a favorire una maggiore autonomia energetica del paese grazie a un più incisivo sviluppo delle energie rinnovabili: sono questi gli obiettivi che ci siamo dati e che sono alla base dell’aggiornamento del Piano Industriale 2021-2025”, ha commentato l’amministratore delegato, Stefano Donnarumma.

Terna, Piano 2025: Ebitda in crescita a 2,14 miliardi

Terna prevede ricavi al 2025 in crescita a 3,08 miliardi di euro e un EBITDA a 2,14 miliardi di euro, con una crescita media annua (CAGR) di oltre il 4% per i ricavi e di oltre il 3% per l’EBITDA. Quest’anno, in particolare, è previsto che i ricavi crescano a 2,74 miliardi di euro e l’EBITDA a 1,9 miliardi di euro.

L’utile netto per azione (EPS) si attesterà a 39 centesimi di euro nel 2022 e a 45 centesimi nel 2025 (al netto della valorizzazione in corso delle attività internazionali).

Per quanto riguarda la politica dei dividendi, dal 2022 al 2023 si conferma la previsione di un CAGR del dividendo per azione (DPS) pari all’8%, rispetto al dividendo dell’esercizio 2021. Per gli anni 2024 e 2025, si conferma la previsione di un payout del 75%, con un dividendo minimo comunque garantito pari al dividendo di competenza dell’esercizio 2023. Terna proporrà all’assemblea degli azionisti del prossimo 29 aprile la distribuzione di un dividendo di 29,11 centesimi di euro per azione, l’8% in più rispetto al 2020.

“Gli obiettivi che ci poniamo rappresentano il nostro concreto impegno sia dal punto di vista industriale sia istituzionale – ha detto ancora Donnarumma – Terna è infatti un’azienda che svolge un servizio pubblico per il paese e per la collettività, a beneficio di tutti i territori in cui opera e dell’ambiente. I nostri investimenti, fondamentali per raggiungere i traguardi che l’Italia e l’Europa si sono prefissati, consentiranno di abilitare l’integrazione delle fonti rinnovabili e l’elettrificazione dei consumi, nonché di garantire una sempre maggiore sicurezza ed efficienza dell’approvvigionamento, l’adeguatezza del sistema e i più elevati livelli di qualità del servizio, al minor costo per cittadini e imprese”.

Terna, Piano 2025: interventi per lo sviluppo delle fonti rinnovabili

Gli interventi di Terna, per loro natura sostenibili per il 99%, saranno finalizzati allo sviluppo delle fonti rinnovabili, con dorsali di trasporto dell’energia dai punti di produzione (che saranno localizzati sempre più nelle regioni del sud Italia) in direzione dei centri di maggior consumo del nord. Per giungere a questo obbiettivo chiave, la società punta alla risoluzione delle attuali congestioni di rete e all’ulteriore sviluppo delle interconnessioni con l’estero.

A tal proposito, Terna ha pianificato la realizzazione di nuovi collegamenti con Francia, Austria, Tunisia e Grecia, che si vanno ad aggiungere alle 26 linee transfrontaliere già attive e che consentiranno al nostro Paese, in virtù della sua posizione geografica strategica, di rafforzare il ruolo di hub elettrico dell’Europa e dell’area mediterranea, diventando protagonista a livello internazionale.

Sempre in ambito internazionale, recentemente Terna ha confermato la sua uscita dal business in Sud America, mentre ora conferma le valutazioni strategiche su opportunità che potranno essere sviluppate anche in partnership che garantiscano un basso profilo di rischio e un limitato assorbimento di capitale, come quello degli Stati Uniti.

Investimenti: 9,5 miliardi per rafforzare la rete di trasmissione elettrica nazionale

Terna prevede di investire 9,5 miliardi di euro per sviluppare, ammodernare e rafforzare la rete di trasmissione elettrica nazionale. In particolare, gli investimenti per lo sviluppo della rete elettrica di trasmissione nazionale aumenteranno a 5,6 miliardi di euro e saranno legati principalmente alla realizzazione di linee ad alta tensione in corrente continua – per risolvere le congestioni di rete, incrementare la capacità di trasporto tra le diverse zone di mercato, integrare pienamente le fonti rinnovabili e migliorare la qualità del servizio – oltre che alla costruzione di collegamenti sottomarini in cavo.

Il progetto principale è costituito dal Tyrrhenian Link, l’elettrodotto che unirà Sardegna, Sicilia e Campania e che contribuirà allo sviluppo delle fonti rinnovabili e all’abbandono delle centrali a carbone e di quelle a olio più inquinanti. Tra gli altri progetti figurano il Sa.Co.I.3, l’interconnessione Sardegna-Corsica-Toscana, e la linea ‘Colunga-Calenzano’ tra Emilia-Romagna e Toscana.

Grazie agli investimenti previsti, il valore degli asset regolati (RAB) raggiungerà i 22,7 miliardi di euro nel 2025, con un CAGR nell’arco di Piano pari al 7%. A fine 2022, la RAB sarà pari a 17,9 miliardi di euro, mentre a fine 2021 il dato si è attestato a 16,9 miliardi di euro.

Per le attività di rinnovo ed efficienza degli asset, che riguardano la razionalizzazione delle infrastrutture esistenti, con la sostituzione – dove tecnicamente possibile – di linee aeree con la posa di cavi interrati, Terna investirà 2,6 miliardi di euro, mentre 1,3 miliardi saranno investiti nel Piano di Sicurezza, finalizzato a rafforzare e potenziare le funzionalità tecniche e tecnologiche del sistema elettrico.

Dalle attività non regolamentate contributo all’Ebitda di 450 milioni

Nell’ambito delle Attività Non Regolate, Terna prevede un contributo all’EBITDA del gruppo pari a oltre 450 milioni di euro cumulati nell’arco del Piano, con attività legate a offerte di connettività, anche in partnership, per operatori di telecomunicazioni, attività industriali nel campo sia dei trasformatori e servizi di energy solutions, efficientamento energetico per clienti industriali e attività di O&M per impianti fotovoltaici, anche attraverso l’utilizzo della tecnologia satellitare e dell’innovazione per la raccolta e l’analisi dei dati.

Per rispondere alla crescente complessità del sistema, Terna dedicherà circa 1,2 miliardi di euro di investimenti alla digitalizzazione e all’innovazione.

Guardando agli obiettivi 2030 di decarbonizzazione fissati dal Green Deal europeo, è prevista l’installazione di circa 60-70 GW di eolico e fotovoltaico entro quella data. Questo significa che la quota del consumo lordo di elettricità coperta dalle fonti green dovrà arrivare al 65%. Sarà fondamentale, quindi, accelerare la realizzazione di impianti di energia rinnovabile, anche off-shore, semplificando il più possibile i processi autorizzativi. Come previsto dal PNIEC, sarà inoltre necessario accelerare lo sviluppo dei sistemi di accumulo, idroelettrico ed elettrochimico, per una capacità pari a circa 10 GW entro il 2030.

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