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Telecom: oggi il Cda, ma il rebus resta

Nella riunione di oggi, il Cda di Telecom Italia non dovrà ratificare l’integrazione dell’ordine del giorno dell’assemblea del 24 aprile con le richieste del fondo Elliott, che vuole revocare i consiglieri in quota Vivendi e nominarne di nuovi. Il collegio dei sindaci, infatti, ha già accettato la richiesta di integrazione, che quindi è operativa. La mossa dei sindaci ha spiazzato il board e Vivendi, primo socio di Telecom Italia.

Secondo una tesi legale citata dall’agenzia Radiocor, il collegio sindacale non avrebbe potuto integrare l’ordine del giorno autonomamente, se non in caso di inerzia del Cda, al momento ancora in carica. Per contestare l’operato del consiglio, il collegio avrebbe dovuto ricorrere al giudice. Ecco perché la decisione dei sindaci sarebbe passibile di contestazione.

Secondo altri legali citati dalla stessa agenzia, tuttavia, l’operato del collegio sarebbe legittimo ex articolo 126bis del Tuf, perciò l’assemblea potrà votare la proposta di Elliott di revocare cinque consiglieri (il sesto, Recchi, è già dimissionario) e nominarne sei nuovi.

Non è ancora chiaro se Vivendi deciderà di agire per le vie legali. A svolgere un ruolo decisivo potrebbe essere Franco Bernabè, vice presidente del gruppo, che probabilmente presiederà l’assemblea del 24 aprile.

Nella riunione del Cda di giovedì scorso, oltre a Giuseppe Recchi – le cui dimissioni sono state operative da subito – si sono dimessi sette consiglieri in quota Vivendi a valere dal 24 aprile, facendo così decadere da tale data l’intero consiglio.

A questo punto però lo scenario è cambiato. Vista la decisione del collegio sindacale di Telecom Italia, se all’assemblea del 24 aprile “gli azionisti sosterranno la proposta” di Elliott “di reintegrare un Cda pienamente operativo e indipendente”, Elliott crede che “non debba aver luogo un’altra assemblea il 4 maggio”. È quanto si legge in una comunicazione fondo. Elliott, inoltre, attende che la società “pubblichi l’aggiornamento dell’ordine del giorno dell’assemblea senza ulteriori ritardi”.

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