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Superbonus, Franco: “Proroga ok, ma non sarà eterno”

Imagoeconomica

Il superbonus 110% (che comprende ecobonus e sismabonus) sarà prorogato oltre il 2021, ma non potrà essere eterno, perché il suo impatto sui conti pubblici è davvero pesante. Lo ha detto mercoledì il ministro dell’Economia, Daniele Franco, durante un’audizione parlamentare sulla Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza (Nadef).

“I superbonus sono molto importati per far ripartire il settore delle costruzioni – ha argomentato il numero uno del Tesoro – Nella legge di bilancio stiamo valutando in che modo possano essere prorogati tutto l’insieme degli interventi, 50, 60 e 110%. Ma lo strumento del 110% non può essere strutturale perché è molto costoso: si rischia un effetto sui conti pubblici stratosferico”.

Secondo gli ultimi dati Enea, in tutto gli investimenti ammessi al Superbonus 110% ammontano a 7,5 miliardi di euro (+1,9 miliardi solo a settembre), di cui 5,1 sono già stati realizzati.

CATASTO: MAPPIAMO E DAL 2026 LO USERÀ CHI VORRÀ

L’argomento più spinoso dal punto di vista politico è però la riforma del catasto. La Lega è contraria alla revisione degli estimi e, in polemica su questo punto, ha disertato il Consiglio dei ministri di martedì dedicato alla riforma fiscale. Franco però tira dritto, spiegando che la riforma del catasto “è un esercizio di mappatura che sarà reso disponibile nel 2026” e “non ha alcun effetto immediato. Nel 2026 poi verrà usato da chi vorrà utilizzarlo”. Adesso serve solo “per capire lo stato del nostro patrimonio immobiliare”.

PIL +6% NEL 2021, MA ATTENZIONE AL RITORNO DEL COVID

Quanto al Pil, il ministro a ricordato che “tutti i previsori stanno rivedendo al rialzo le stime della crescita economica italiana” e “sul 6% penso che in questo momento c’è un valido consenso. Il terzo trimestre sembra sia andato molto bene anch’esso: noi indichiamo una stima del 2,2%”.

Tuttavia, “nel formulare le previsioni” di quest’anno e del prossimo nella Nadef, ha aggiunto Franco, “assumiamo che non ci siano nuove restrizioni alle attività economiche e alla circolazione delle persone”. Se invece “la pandemia riprendesse vigore, deve essere chiaro che questo quadro sarebbe a rischio. Teniamolo sempre a mente”.

MORATORIE PRESTITI E CARTELLE ESATTORIALI VERSO LA NORMALITÀ

Le moratorie sui prestiti sono un “tema importante – ha detto ancora il ministro – abbiamo fatto un primo passo il primo luglio escludendo gli interessi e non abbiamo avuto evidenze che questo abbia avuto tantissimi effetti negativi. Si sta discutendo di un’estensione di garanzie e moratorie, ma la direzione è quella di tornare alla normalità: poi con molto pragmatismo bisogna vedere come aggiustare i passi”.

Un discorso analogo vale per le scadenze fiscali: “Stiamo valutando se una ulteriore spalmatura degli oneri possa essere considerata, possiamo smussare e diluire. Ma anche qui bisogna muovere verso una situazione di normalità in cui gradualmente tutte le famiglie e le imprese tornino a pagare le cartelle”.

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