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Sono 29 le banche sistemiche da risanare nel mondo: Unicredit l’unica italiana

Si chiamano G-Sifi (Globally Systemically Important Financial Institutions) e sono le 29 banche di rilevanza sistemica a livello globale che, se dovessero andare in default, potrebbero avere un impatto disastroso sul sistema economico e finanziario. Unicredit è l’unica italiana nella lista, e il titolo sta già perdendo 7,28%. 

Il G-20 ha approvato la lista redatta dal Fanancial Stability Board – l’istituto fino a ieri guidato da Mario Draghi – e questi 29 istituti creditizi a partire da fine 2012 dovranno adottare norme più severe per tutelarsi in caso di liquidazione e dal 2016 dovranno rispettare un requisito di capitale aggiuntivo a quello già previsto da Basilea 3 per fronteggiare le perdite. Alle 29 banche sistemiche sarà richiesto un capitale aggiuntivo calcolato tra l’1 e il 2,5% degli asset ponderati per il rischio Rwa – ma si può allargare fino al 3,5% ancora non assegnato però a alcuna banca. Questo si sommerà al 7% previsto per il common equity previsto in Basilea 3. La lista si aggiornerà ogni novembre e, per l’implementazione di questi ulteriori requisiti dal 2016, sarà fondamentale quella che si stilerà nell’undicesimo mese del 2014.

Nella lista figurano: Bank of America, Bank of China, Bank of New York Mellon, Banque Populaire Cde, Barclays, Bnp Paribas, Citigroup, Commerzbank, Credit Suisse, Deutsche Bank, Dexia, Goldman Sachs, Group Crédit Agricole, Hsbc, Ing Bank, Jp Morgan, Lloyds Banking Group, Mitsubishi Ufj Fg, Mizuho Fg, Morgan Stanley, Nordea, Royal Bank of Scotland, Santander, Société Général, State Street, Sumitomo Mitsui Fg, Ubs, Unicredit, Wells Fargo.

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