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Snam limita l’impatto della nuova regolazione sui conti

Snam archivia il primo semestre 2016 con ricavi regolati in calo del 4,5% su base annua, non oltre le previsioni. Pesa la revisione del Wacc, la remunerazione del business determinata dal nuovo periodo regolatori scattato a gennaio 2016.

In calo anche l’Ebit (-14,3%, a 867 milioni) e l’utile netto (-14,1%, a 526 milioni). Gli investimenti tecnici, si legge in una nota, si attestano a 526 milioni mentre il free cash flow è pari a 508 milioni.

Inoltre, il Cda proporrà all’assemblea degli azionisti, convocato per il primo agosto, un programma di buy back su un massimo del 3,5% del capitale sociale di Snam per un esborso fino a 500 milioni in un periodo di 18 mesi.

“I risultati del primo semestre 2016 sono pienamente in linea con le aspettative e riflettono la riduzione del WACC nel trasporto e nella distribuzione definita dal nuovo periodo regolatorio”, ha commentato Marco Alverà, Ceo di Snam.

“La significativa generazione di cassa da attività operative ha consentito anche per i primi sei mesi di quest’anno di finanziare interamente gli investimenti nelle nostre infrastrutture – ha aggiunto –, oltre a produrre un free cash flow di oltre 500 milioni di euro”.

Snam proseguirà “nell’attuazione del piano strategico con l’obiettivo di rendere ancora più forte la posizione dell’Italia all’interno del sistema gas europeo e di garantire agli azionisti una crescita profittevole e remunerativa”, ha concluso Alverà.

Infine, la società annuncia che il perfezionamento della separazione di Italgas da Snam è previsto entro il 31 dicembre 2016.

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