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Silicon Valley: rivolta contro Trump

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Google, Facebook, Apple: tutti contro Donald Trump. Ben 97 aziende della Silicon Valley (gli unici big assenti dalla lista sono Amazon e Tesla) si sono unite per presentare alla corte d’Appello locale della California un’azione legale contro il bando imposto dal presidente Usa a chi proviene da Iraq, Iran, Libia, Somalia, Sudan, Yemen e Siria.

Nel documento sottoscritto dai colossi della new economy si definisce “illegale” l’ordine esecutivo di Trump, peraltro già bloccato da un giudice federale dello stato di Washington.

L’azione intrapresa dalle 97 aziende è un sostegno formale all’azione legale avviata dallo Stato di Washington. La preoccupazione delle compagnie, per le quali lavorano moltissimi immigrati con la Carta Verde, è che con il bando di Trump “numerosi detentori di visto di lavoro che lavorano con impegno negli Stati Uniti, contribuendo – scrivono – al successo del nostro Paese” possano avere difficoltà.

Nel documento presentato alla corte d’Appello si legge che “l’ordine esecutivo di Trump è discriminatorio in base alla nazione di origine e alla religione” e che può essere molto dannoso per gli Stati Uniti e le compagnie che cercano nel mondo i migliori talenti da assumere.

“Gli immigrati o i loro figli hanno fondato più di 200 delle aziende della lista dei 500 di Fortune”, continua il documento, precisando che l’ordine di Trump “rappresenta un allontanamento significativo dai principi di equità e prevedibilità che hanno governato il sistema di immigrazione degli Stati Uniti per più di cinquant’anni. L’ordine esecutivo controverso causa anche un danno significativo sul business americano, l’innovazione e lo sviluppo”.

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