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Scudetto, l’Inter tenta la fuga ma il Milan non molla

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L’Inter tenta la fuga, ma il Milan non molla. Domenica di campionato all’insegna delle milanesi, che proseguono il loro botta e risposta a distanza per lo scudetto. Ma se sul successo nerazzurro non c’erano molti dubbi così non era per quello rossonero, tanto che in molti avevano ipotizzato che questo potesse essere il weekend in cui Conte sarebbe scappato via, specialmente dopo il pareggio della Juve di sabato. Invece Pioli ha ritrovato i suoi nella notte di Roma, portandosi via 3 punti pesantissimi per svariati motivi: la corsa scudetto, certo, ma anche, se non soprattutto, quella Champions, che poteva clamorosamente risucchiarlo verso il basso.

Il 2-1 dell’Olimpico ha dunque una valenza di platino, perché ora i punti dalla Roma quinta sono 8; ecco, se questo è stato il weekend migliore che Milano potesse immaginare, lo stesso non si può dire per la Capitale, che ha visto entrambe le sue squadre scivolare fuori dalle prime quattro.

Il Milan ha vinto la partita meritatamente, aggredendo i giallorossi sin dall’inizio, come testimoniano i 10 tiri in porta solo nel primo tempo (alla fine saranno 14 contro 10). Per sbloccarla però i rossoneri hanno dovuto aspettare il 43’, quando Kessié ha trasformato il rigore guadagnato poco prima da Calabria (fallo di Fazio visto dal Var). Ma il vantaggio è durato poco, perché a inizio ripresa Veretout ha pescato il sette con un destro a giro dei suoi, rimettendo tutto in parità (50’). Il Milan però non s’è dato per vinto, anzi ha continuato ad attaccare e al 58’ s’è riportato avanti con Rebic, bravissimo nel liberarsi e trovare l’angolo giusto con un sinistro incrociato. Le occasioni si sono susseguite da una parte e dall’altra, ma il risultato è rimasto invariato, consegnando così a Pioli 3 punti pesantissimi. Il tecnico però non può sorridere al 100%: nella “battaglia romana”, infatti, ha perso Ibrahimovic e Calhanoglu per problemi muscolari e Rebic per una botta all’anca.

“È un momento decisivo della stagione, speriamo non siano cose gravi – ha sospirato l’allenatore, prima di parlare della partita -. Non potevano essere due sconfitte a toglierci certezze dopo un anno di lavoro, speravamo di fare meglio delle ultime giornate. Nel primo tempo abbiamo fatto molto bene, solo non abbiamo sfruttato le occasioni. Dopo invece ci siamo riusciti, ottenendo una vittoria importante, di ritmo e intensità come piace a noi”. Umore opposto in casa Roma, dove per l’ennesima volta bisogna commentare uno scontro diretto perso, per giunta con conseguenze importanti sulla classifica.

“È difficile da capire, ci manca sempre qualcosa, è una questione difensiva oltre che offensiva e spesso contano i dettagli – ha ammesso Fonseca -. Non possiamo nasconderci, contro queste squadre spesso sbagliamo qualcosa e non possiamo permettercelo”.

Milan in copertina insomma, ma la vincitrice numero uno della domenica resta l’Inter di Conte. Successo netto quello dei nerazzurri contro il Genoa, mai in discussione. L’equilibrio, infatti, è durato appena 32 secondi, il tempo necessario a Lukaku per battere Perin dopo una progressione delle sue. Sembrava l’inizio di una goleada, invece i rossoblu sono rimasti in piedi fino al minuto 69, anche se il merito è soprattutto del loro portiere, capace di fermare più volte gli attacchi dell’Inter.

Ad abbattere definitivamente il muro ci ha però pensato Darmian, bravo a sfruttare l’ennesima grande azione di Lukaku e a trovare il 2-0, prima che Sanchez, appena entrato al posto di Lautaro, trovasse il 3-0 con un tocco ravvicinato, propiziato, ovviamente, dall’incontenibile belga (77’).

Una vittoria tanto netta quanto pesante: i punti sul Milan restano 4, ma quelli sulla Juve diventano addirittura 10, seppur con una gara in più. “C’è stato il giusto approccio e la giusta voglia di vincere, siamo stati bravi a fare tre gol lasciando pochissimo all’avversario – il commento di Conte -. Siamo contenti perché il lavoro sta pagando, la squadra sta prendendo coscienza nei propri mezzi, crescendo nelle individualità e nel collettivo. Ora pensiamo al Parma, è inutile fare calcoli sul calendario, dobbiamo dare tutto partita per partita, mettendo la formazione migliore”.

La domenica appena trascorsa ha visto sugli scudi anche l’Atalanta di Gasperini, capace di smaltire le scorie post Real ed espugnare il Marassi blucerchiato. Anche la Samp, proprio come i cugini genoani, ha indubbiamente messo davanti il derby di mercoledì, ma la risposta nerazzurra è stata comunque ottima. A sbloccare il match, dopo 40’ sostanzialmente equilibrati, ci ha pensato Malinovsky, bravo a freddare Audero dopo una bella combinazione con Muriel. Poi, nella ripresa, l’Atalanta si è impadronita del campo, trovando il 2-0 con Gosens (70’) e spaventando più volte Ranieri, tanto che il risultato finale le sta persino stretto.

“Ormai siamo un gruppo collaudato, i ragazzi vanno col pilota automatico e possono anche fare a meno di me – ha scherzato Gasperini, in tribuna per via dell’espulsione rimediata col Napoli -. Tutti soffrono contro le squadre che si chiudono e non concedono spazi, anche noi all’inizio abbiamo fatto fatica, poi siamo cresciuti e dopo l’1-0 siamo stati bravi”.

Giornata di festa, finalmente, anche per il Napoli, tornato vittorioso nel derby campano contro il Benevento. Il 2-0 del Maradona è coinciso con il rientro di Mertens dal primo minuto, ridando un pizzico di sostanza alla figura di Gattuso, per troppo tempo costretto a giocare ogni tre giorni senza gran parte della formazione titolare. “Ciro”, come lo chiamano all’ombra del Vesuvio, ha ritrovato quel gol che mancava da tanto tempo e che ha messo in discesa l’incontro: sin lì infatti gli azzurri, pur mostrando una buona gamba, non erano riusciti a creare grossi problemi al Benevento di Inzaghi. Dopo la rete del belga (34’) invece il Napoli si è sbloccato, ma per chiudere i giochi ha dovuto attendere il 66’, quando Politano, seppur in modo fortunoso, ha trovato il 2-0 con un tocco ravvicinato. La nota negativa è arrivata però da Koulibaly che, già ammonito, ha pensato bene di commettere un fallo tanto inutile quanto plateale su Letizia, lasciando Gattuso in 10 per gli ultimi minuti, ma soprattutto privandolo di un elemento fondamentale per la trasferta di Reggio Emilia contro il Sassuolo.

Già, perché tra poche ore sarà nuovamente tempo di pensare al campionato: domani, infatti, si riparte con gli anticipi della 25esima giornata, ovvero Lazio-Torino (a rischio rinvio per via del focolaio Covid che ha colpito i granata) e Juventus-Spezia, per poi entrare nel vivo con il ricco mercoledì (Milan-Udinese, Fiorentina-Roma, Sassuolo-Napoli, Atalanta-Crotone, Genoa-Sampdoria, Benevento-Verona e Cagliari-Bologna) e concludere giovedì con la capolista Inter, impegnata sul campo del Parma.

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