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Rallenta l’inflazione in Italia e nell’Ue: Borse europee in rialzo

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A marzo rallenta l’inflazione in Italia: dello 0,3% su base mensile e su base annua ha segnato un +7,7% da +9,1% del mese precedente, ma con un pericoloso campanello di allarme legato al carrello della spesa (+12,7%). Dopo il maxi rallentamento registrato in Spagna (3,3%), l’inflazione decelera anche in Francia, scendendo dal 6,3% di febbraio al 5,6% di marzo e nel complesso dell’Eurozona la dinamica è simile: frenata dell’inflazione grazie al rallentamento dell’energia, ma la componente “core” resta a livelli sostenuti. Ed è proprio sul dato di fondo (al netto degli energetici e degli alimenti freschi) che si basano le mosse della Bce e dei mercati. L’inflazione al netto delle componenti energetiche resta dura da “abbattere” ma le Borse europee sembrano scommettere che il calo odierno dell’inflazione (nel suo complesso) è l’inizio di una tendenza disinflazionistica più lunga che porterà la Bce ad essere più cauta sulla stretta monetaria: dalle dimensioni al numero di eventuali ulteriori rialzi dei tassi.

Inflazione, stime di marzo per l’italia

Secondo le stime preliminari dell’Istat, a marzo l’inflazione scende al 7,7% dal 9,1% di febbraio, guidata dalla dinamica dei prezzi dell’energia. Il tasso tocca così il livello più basso degli ultimi mesi, a partire da maggio 2022, quando era al 6,8%. Su base mensile l’indice dei prezzi al consumo registra una diminuzione dello 0,3%. Continuano, però, le tensioni al rialzo dei prezzi dei beni alimentari non lavorati, e ancora moderata accelerazione per la componente di fondo: da +6,3% a +6,4%.

Sebbene il brusco rallentamento dei prezzi, restano le tensioni sul carrello della spesa. Secondo i dati preliminari dell’Istat, la crescita dei prezzi dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona rimane stabile su base tendenziale al 12,7%.

Incoraggianti anche le previsioni di Prometeia sulla crescita italiana: scavallato il rischio di una vera recessione.

Inflazione nell’Eurozona: giù al 6,9% a marzo

L’inflazione annua nell’Eurozona in marzo è scesa al 6,9% rispetto all’8,5% di febbraio, secondo la stima di Eurostat. È un tasso inferiore al consensus degli analisti (+7,1%). Su base mensile, i prezzi sono aumentati dello 0,9%, meno dell’1,1% previsto dagli analisti ma più dello 0,8% di febbraio. A correre di più sono cibi, alcool e tabacchi (+15,4% da +15% in febbraio), beni industriali non energetici (6,6%, da 6,8%), servizi (5% da 4,8%), energia -0,9% da +13,7%. ll dato core mostra un’accelerazione dal 5,6% al 5,7%, in linea con le attese.

Il calo dell’inflazione sostiene le Borse europee

I listini europei superano le incertezze della prima parte della seduta, grazie ai dati incoraggianti sull’andamento dei prezzi in Europa. Parigi avanza dello 0,5%, Francoforte dello 0,42%, Amsterdam e Londra dello 0,2%. Madrid viaggia su un rialzo dello 0,34%. Mentre Piazza Affari che a inizio mattinata era frenata dai titoli bancari, vira in positivo (+0,36%) a 27.117,21 punti base. A sostenere Milano Moncler (+1,89%), Nexi (+1,62%), Erg (+1,46%) e Pirelli (1,38%). In rosso Diasorin, (-1,12%) Banco Bpm (-0,98%), Bper Banca (-0,96%) e Iveco (-0,63%).

Lo spread Btp/Bund scende a 177 punti base (-1,26%) con il rendimento del Btp 10 anni in calo al 4,11%. Il cambio euro-dollaro torna poco sotto 1,09 (a 1,86).

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Categories: Finanza e Mercati