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Piazza Affari rimbalza ma lo spread sfiora quota 205 e su Wall Street pesano le nubi di Microsoft

Imagoeconomica

I listini europei riprendendo quota e Wall Street appare volatile nelle prime ore di scambi, dopo che l’Opec+ ha deciso di venire incontro alle richieste occidentali annunciando un aumento della produzione mensile di 648mila barili in luglio e agosto. 

Si muovono vivaci Nasdaq e S&P 500 mentre il Dow Jones è più indietro, zavorrato da Microsoft (-2%), che ha tagliato le previsioni per il suo quarto trimestre fiscale, citando i tassi di cambio “sfavorevoli”.

In Europa s’impennano i rendimenti dei titoli di Stato, mentre sull’azionario Piazza Affari chiude in rialzo dello 0,59% a 24.426 punti, al termine di una giornata di scambi rarefatti per la Festa della Repubblica. Londra è chiusa, per il giubileo di platino della Regina Elisabetta II. Parigi è tonica, con un progresso dell’1,27%; bene Francoforte +1,01%. Sono più timide Madrid -0,04% e Amsterdam +0,32%. 

L’inflazione europea fa male allo spread

In Europa i prezzi alla produzione toccano un nuovo record e dimostrano che l’impennata travalica ormai l’energia. Nel dettaglio ad aprile i prezzi alla produzione industriale nell’area euro sono aumentati dell’1,2%, nella Ue dell’1,3% rispetto a marzo quando salirono del 5,3% e del 5,4%.

Rispetto a un anno prima +37,2% e +37%. Lo indica Eurostat.

In Italia -0,3% su marzo, +44,1% rispetto ad aprile 2021.

Il governatore francese Francois Villeroy de Galhau e membro della Bce, sostiene che la riunione di giugno sarà decisiva. L’inflazione nel blocco d’altra parte “non è solo troppo alta, ma è anche troppo ampia. Ciò richiede una normalizzazione della politica monetaria e dico normalizzazione e non inasprimento”.

I titoli di Stato di eurolandia reagiscono al quadro macro e salgono nettamente. Il rendimento del Btp decennale s’impenna al 3,27% e quello del Bund sale a +1,23%, ai massimi da otto anni, per uno spread in netto ampliamento a 204 punti base, +7,04%.

Sul mercato dei cambi l’euro recupera lo 0,7% circa contro dollaro e tratta intorno a 1,072.

In Piazza Affari bene Moncler e auto

In Piazza Affari si conferma in denaro Moncler, +3,05%, che sale con il comparto del lusso.

Resta ben intonato il settore auto, nonostante il dato sulle immatricolazioni a maggio che vede un calo del 15,14%. Rimbalza Ferrari, +2,03%, ampiamente venduta nei giorni scorsi.

Sono in progresso Iveco +2,47%, Cnh +2,47%, Stellantis +0,62%, Pirelli +0,39%.

Nell’industria è in luce Interpump +2,83%. Nel settore salute Diasorin +2,6%.

Torna a crescere Telecom +1,53%.

A pesare sul listino sono soprattutto le vendite su Saipem -1,85% e le utility, A2a -1,07%, Hera -0,82%, Snam -0,44%. Sono poco mosse le banche. La migliore è Bper, che si apprezza dello 0,86% dopo il via libera dell’Antitrust all’acquisizione del controllo di Banca Carige.

Petrolio recupera dopo le decisioni Opec+

Il greggio è sceso fino al 3% prima della riunione dei produttori e dopo che il Financial Times ha riferito che i sauditi erano disposti ad aumentare la produzione se il contributo russo dovesse diminuire sostanzialmente a causa delle sanzioni occidentali.

Al momento però il Brent si apprezza dello 0,58% a 116,97 dollari al barile.

L’Opec+ ha in realtà confermato la strategia di aumento graduale della produzione di 432.000 barili al giorno ma ha deciso contestualmente di anticipare di due mesi l’aumento previsto per settembre e di spalmarlo in misura uguale sui mesi di luglio e agosto. Di qui la determinazione di un aumento dell’output di 648.000 barili al giorno per il periodo in questione.

“Niente di tutto ciò allevierà la crisi della raffinazione che sta causando un aumento dei prezzi della benzina e del diesel a livello globale, ma sarebbe una rara buona notizia per l’economia del mondo e la lotta all’inflazione”, ha detto l’analista di OANDA Jeffrey Halley, prima del comunicato dei produttori. ”Non è certo nell’interesse dell’open mandare il mondo in recessione”, ha aggiunto.

Lavoro Usa in chiaroscuro

Per quanto riguarda la pagina macroeconomica Usa sono importanti oggi i dati sul lavoro nel settore privato, antipasto del rapporto completo che uscirà domani e che potrà orientare le scelte della Fed. L’andamento delude parzialmente, mentre i salari corrono e le richieste di disoccupazione scendono.

L’incremento dei posti è stato di 128mila a maggio, contro attese vicine ai 300mila. Si tratta del peggior quadro dall’inizio della ripresa post-pandemica. Il dato di aprile è stato rivisto da 247.000 a 202.000. A provocare la frenata nelle assunzioni sono stati i timori per un rallentamento dell’economia, tra un’inflazione ai massimi da 40 anni, la guerra in Ucraina e i lockdown imposti in Cina a causa del Covid-19. Le nuove richieste dei sussidi di disoccupazione sono scese di 11.000 a 200.000, con le attese che erano per un dato a 210.000.

La produttività nel primo trimestre del 2022 è notevolmente calata, ma meno delle stime, mentre il costo unitario del lavoro è aumentato del 12,6%, contro attese per una conferma dell’11,6% della lettura preliminare. Nell’ultimo anno, il costo del lavoro è salito dell’8,2%, il maggior aumento su quattro trimestri dal 1982.

L’Ucraina raddoppia i tassi

La banca centrale Ucraina ha deciso di aumentare drasticamente il suo tasso di interesse principale al 25% dal 10%, inasprendo la politica monetaria per la prima volta dall’invasione russa per contrastare l’inflazione a doppia cifra e proteggere redditi e risparmi durante la guerra.

Il tasso sui prestiti alle banche salirà ai livelli più alti dal 2015, a partire da domani, nel tentativo di combattere l’inflazione (17% annuo a maggio) e sostenere la moneta locale indebolita dall’invasione.

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