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Piazza Affari in rosso: non bastano utilities e industriali

FIRSTonline

Chiusura sottotono per le Borse europee che aggiustano ancora il tiro, dopo i movimenti post voto americano. A Milano l’indice Ftse Mib chiude a -0,71% a 16.580 punti. Perdite analoghe per gli altri listini del Vecchio Continente. Anche i mercati Usa mostrano segni di affaticamento: la Borsa americana scende con l’indice S&P 500 che perde lo 0,2%, Dow Jones -0,3%, il Nasdaq è invariato. 

Continua la ripresa del petrolio. Il Brent è scambiato a 47,1 dollari al barile (+0,3%) e il Wti sale dello 0,5% a 46 dollari. Un meeting informale dei Paesi aderenti all’Opec si terrà a Doha venerdì, in attesa del meeting del 30 novembre. Exxon: perde lo 0,7%. Secondo Bloomberg, la prima compagnia petrolifera Usa starebbe trattando con lo Stato africano del Ciad relativamente ad una multa record da 74 miliardi di dollari per royalties non pagate. A Milano Eni -0,6%, Saipem -1,3%, Tenaris invariata. 
 
Accelera il dollaro, scambiato a 1,0670 contro l’euro (da 1,072 del giorno prima), massimo dal dicembre 2015. E tornano a salire anche i tassi dei titoli di Stato. Il rendimento del Treasury decennale è cresciuto al 2,26% da 2,22% di ieri e segna il nuovo massimo dal dicembre 2015. Prevalgono ancora le vendite sul fronte dei titoli di stato italiani: il rendimento dei Btp decennali è tornato a 2,05% ampliando a 173 punti base il differenziale con il pari scadenza tedesco. 
 
Delude il dato sulla produzione industriale Usa. A ottobre c’è stata crescita zero, contro una previsione di +0,2%. A settembre il dato definitivo mostra un calo dello 0,2%, contro una?prima rilevazione di +0,1%. Cresce così il timore che dopo l’elezione di Donald Trump la Fed punti a?un’accelerazione sulla strada del rialzo dei tassi, per contrastare l’effetto inflazionistico dei piani di incremento della spesa pubblica del nuovo presidente Usa.

Qualche indicazione in merito potrà arrivare domani, quando Janet Yellen, testimonierà davanti al Congresso. A Piazza Affari si distinguono le utilities: +1,2% Italgas, +1,1% A2a, +0,7% Terna e +0,5% Snam, pesantemente penalizzate nei giorni scorsi dalla prospettiva di tassi in rialzi. Male invece i bancari a cominciare da Bpm -4,7% e da Banco Popolare -4,3% penalizzate dalle valutazioni di Barclays, giù anche Unicredit -4,2%. 

Guadagni diffusi tra gli industriali. In forte recupero Fiat Chrysler +2,2%, tornata sopra 7 euro a poche ore dal lancio di Stelvio, il Suv Alfa Romeo: il titolo era stato sotto pressione a New York ieri per le denunce di alcuni clienti per le emissioni eccessive del Ram Dodge. In una nota l’azienda italo-americana a ha precisato di non vedere reale fondamento nelle accuse. Cnh Industrial +1%: le vendite in Italia di veicoli industriali (peso a terra superiore a 3,5 tonnellate) sono cresciute nel mese di ottobre del 50%, arrivando a 2.100 immatricolazioni (contro 1.400 dello scorso anno). Positive anche StM +0,2% e Leonardo +1,3%.

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