X

Phelps, nessuno come lui: 21 medaglie d’oro

Nessuno come lui, ma questo già si sapeva. Uno squalo, un cannibale: in due parole Michael Phelps, che ieri ha vinto la sua ventesima e ventunesima medaglia d’oro olimpica. Dietro di lui, gli atleti che ne hanno vinte di più sono Larisa Latynina, Mark Spitz, Carl Lewis e Paavo Nurmi, fermi a nove.

Una differenza abissale, tra il più grande atleta olimpico della storia e tutti gli altri, perchè Phelps, ormai, fa parte di un empireo a sè stante, quello di un cannibale che ha divorato tutti i record, a partire da quello dei 7 ori in una sola edizione di Mark Spitz, battuto per un soffio ai giochi di Pechino.

A sorprendere, giunti ai trentun anni, è la longevità sportiva di un atleta che ha iniziato a collezionare ori ad Atene nel 2004, e da allora non ha mai più smesso.

Forse, a questo punto, sarebbe più semplice iniziare a confrontare il medagliere dello squalo di Baltimora con quello delle Nazioni: da solo, Phelps sarebbe al 35simo posto in un’ipotetica classifica storica dei Paesi, davanti, per dirne alcune, a Giamaica, Argentina e Corea del Nord.

L’uomo dei record olimpici, ieri, si è anche tolto lo sfizio di battere il rivale Chad Le Clos, che a Londra gli aveva sfilato dal collo l’oro nei 200 metri farfalla per soli 5 centesimi di secondo. Poi, tanto per gradire, ha vinto la 4×200 con la nazionale Usa, davanti alla Gran Bretagna e al Giappone. Fanno 21, come detto, e il tassametro corre.

Related Post
Categories: Sport