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Pagamenti digitali: iZettle sbarca in Italia

FIRSTonline

“E’ in atto una massiva trasformazione nell’industria finanziaria che è appena iniziata. Assisteremo agli stessi cambiamenti che hanno caratterizzato il mondo della musica negli anni passati”. Parola di Jacob de Geer, imprenditore svedese che ha fondato iZettle, start up che si occupa di pagamenti digitali attiva già in 11 Paesi e che ora si prepara a sbarcare anche in Italia. 

“Il Messico è uno dei nostri mercati a più forte crescita e lì il contante è molto usato – ha affermato Geer durante l’evento di presentazione che si è tenuto oggi a Milano -. La maggior parte dei Paesi sta abbandonando il cash perché è molto costoso per lo stesso Stato e la regolamentazione sta andando in questa direzione. C’è poi un fattore di convenienza per i turisti che ormai non portano quasi più contanti”. 

iZettle ha raccolto 150 milioni di finanziamenti di venture capital in più tranche con investitori come Intel Capital, American Express, Mastercard, Index Ventures e Banco Santander.

Prima di fondare iZettle, Jacob si è occupato di performance marketing con Trade Doubler, per poi fondare due nuove aziende, Ameibo(piattaforma di acquisto e noleggio serie tv, e Tre Kronor Media (agenzia di comunicazione), entrambe vendute nel 2010. 

Nello stesso anno ha fondato iZettle con l’obiettivo di aiutare la moglie, che importava occhiali da sole e da vista, a incrementare le vendite in occasione di fiere e mercati. iZettle, che è basata a Stoccolma, oggi ha 250 dipendenti e registra 2mila nuove aziende clienti al giorno (al momento sono circa 200mila) e 1 milione di utenti attivi. In Svezia già il 50% dei terminali per carte di credito usa iZettle.

I servizi offerti sono due: un sistema di pagamento attraverso appositi device e un’innovativa forma di finanziamento. Sul fronte dei pagamenti, i device permettono una maggiore facilità di accesso ai pagamenti con carta grazie ad un mini lettore che trasforma smartphone e tablet in registratori di cassa. La peculiarità è che non ci sono costi di iscrizione, tasse mensili o annuali né importi minimi per l’utilizzo. Solo una fee che va dall’1% al 2,75%, a seconda del numero di transazioni effettuate. In latri termini, più pagamenti il venditore riceve e meno paga. 

Sul fronte del credito, iZettle fornisce micro finanziamenti alle piccole e medie imprese senza applicare tassi di interesse ma solo fee fisse stabilite su precisi criteri. Il prestito viene restituito senza limiti di tempo attraverso una percentuale sulle vendite. Si tratta di un “anticipo di contante”, basato sulle stime degli incassi. Il credito alle Pmi è un mercato sotto servito dal sistema bancario tradizionale perché in genere ritenuto troppo rischioso. 

“L’analisi del rischio è fatta in maniera differente rispetto al sistema bancario tradizionale – ha spiegato Geer – noi usiamo tutti i dati che abbiamo sul commerciante, facendo un assesment del rischio reale. Oltre ai sistemi tradizionali, usiamo quindi anche i real data attraverso un algoritmo che abbiamo sviluppato e che continua a perfezionarsi. L’industria finanziaria al contrario è vecchia, non usa i dati come dovrebbe e non fa innovazione. E questo è il motivo per cui non offrono questi servizi. Noi però non siamo loro competitor e abbiamo anche già stretto partnership, per esempio con il Banco Santander. Noi estendiamo l’utilizzo dei loro strumenti di pagamento e ci rivolgiamo a un segmento a cui loro non si rivolgono. Siamo complementari”.

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Tags: Pagamenti