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Oggi il Bot a sei mesi va a caccia di record. Piazza Affari inizia con cautela

FIRSTonline

L’economia italiana rallenta (+0,6% nel 2014 contro l’1,1% stimato dal governo Letta) ma cala il deficit. Per i mercati finanziari, almeno nel breve, il mix è positivo. E così il Tesoro, in occasione dell’asta d’esordio sotto il governo Renzi, ha collocato 2,5 miliardi di euro di CTz, con un rendimento per la prima volta sotto la soglia psicologica dell’1% lordo.

Oggi è in agenda la seconda tappa: il collocamento di 8,5 miliardi di BoT a sei mesi con l’obiettivo di toccare un nuovo minimo storico dei rendimenti. Le quotazioni sul grey market ieri sera oscillavano attorno allo 0,47%, sotto la soglia dello 0,50% sfiorata nello scorso aprile (0,503%).

A favorire un nuovo primato concorrono vari fattori, tecnici e politici. Innanzitutto, l’importo offerto è inferiore a quello in scadenza (9,775 miliardi) . Inoltre l’asta cade in un contesto mercato molto positivo per i bond a breve termine dei Paesi periferici dell’Eurozona, i quali stanno segnando in queste settimana un forte rally sulle attese per una mossa antideflazione della Bce.

Stabile ieri lo spread a quota 193 punti base, rendimento del Btp 10 al 3,58%. . L’attenzione è concentrata sui collocamenti di giovedì , soprattutto sul nuovo decennale che sarà offerto per un ammontare fra i 3,5 e i 4 miliardi di euro. Unicredit si aspetta una buona domanda per il nuovo titolo che avrà cedola 3,75% e calcola un rendimento in asta pari o inferiore a 3,68%.

WALL STREET SEGNA IL PASSO IN ATTESA DI YELLEN

Incerti i mercati asiatici. Tokyo arretra dello 0,33%, in lieve ascesa Hong Kong + 0,19% e Shanghai +0,14%. Rallentano le Borse Usa dopo i dati, deludenti, sulla fiducia dei consumatori e della costruzione di nuove case. Domani ci sarà l’attesa audizione di Janet Yellen al Senato sullo stato dell’economia americana.

Il Dow Jones chiude a -0,17%%, il Nasdaq – 0,13% a 4.294 punti, mentre lo S&P500 -0,13% rinvia l’assato al record e chiude a 1.845,12 punti. Home Depot +4% Macy’s +6% : i colossi retail aumentano gli utili nonostante un calo delle vendite a gennaio. Balzo di Tesla +14% dopo che Morgan Stanleyha raddoppiato le stime sugli utili. 

Modesti cali per le Borse europee: Parigi e Francoforte sono scese dello 0,1%, Londra -0,5%. La Borsa di Milano ha chiuso la seduta con l’indice FtseMib invariato.

VOLA BPM, PER GOLDMAN E’ DA COMPRARE

Vola Bpm +6,93% dopo la promozione di Goldman Sachs che ha inserito il titolo nella sua Conviction Buy List. Equita Sim ha confermato sul titolo il rating buy alzando il prezzo obiettivo a 0,64 euro da 0,5 euro dal momento che l’azione offre un mix interessante di “appeal speculativo, bassa valutazione e limitato rischio di esecuzione dall’Asset Quality Review.

Ottima perfomance anche per il Banco Popolare +2,88% e per Mediobanca +1,96%. Salgono Bper +0,87%, Mps +0,44%. Modeste variazioni per Unicredit -0,08% e Intesa +0,09%. Sul resto del listino si segnala Carige -0,31% . La banca ha convocato per domani un Cda per esaminare la richiesta dalla Fondazione di rinviare a giugno l’aumento di capitale fino a 800 milioni per avere più di tempo per cedere una parte delle azioni a nuovi soci e ottenere quindi le risorse per partecipare proquota all’aumento.

L’EURO FORTE PESA SU PRYSMIAN -3,3%

Fra i titoli industriali, Prysmian , leader mondiale dei cavi, è scesa del 3,3% dopo avere diffuso i dati del 2013: i risultati sono in linea con le attese, mentre hanno deluso le indicazioni sul 2014 su cui continuerà a pesare l’effetto dell’euro forte.

Delude anche l’integrazione con l’olandese Draka: le sinergie, pari a 175 milioni di euro, produrranno effetti entro il 2016 e non entro il 2015, come inizialmente fissato. Finmeccanica è scesa dello 0,9%, positiva Pirelli +1,2%. CnhIndustrial segna un ribasso dell’1,5%.

Fiat +0,2%. Dall’aggiornamento delle partecipazioni rilevanti della Consob emerge che Norges Bank è risalita nel capitale del Lingotto al 2,015%. Altri soci rilevanti sono Vanguard Iternational 2,006 % e Baillie Gifford 2,641%. Brembo -2,3%. 

Acquisti omvece su Indesit +3,19% , che continua a essere sostenuta dall’appeal da M&A. Equita Sim (buy) ha evidenziato che la cinese Haier, uno dei maggiori produttori mondiali di grandi elettrodomestici, e la regione Marche hanno annunciato un Memorandum che ha l’obiettivo di attivare investimenti in progetti di ricerca e sviluppo con aziende del territorio.

TROPPO CARO IL PIUMINO MONCLER -11%,

In rosso Moncler che ha perso il 10,99% a 13,2 euro all’indomani della presentazione dei conti preliminari 2013. Se da un lato il mercato ha apprezzato i solidi risultati, dall’altro ha osservato che il titolo scambia a multipli abbastanza elevati. Chissà perché gli stessi operatori si erano strappati il titolo di mano a prezzi stelllari nel giorno dell’esordio. 

IL PETROLIO SCENDE, SARAS SALE

Il prezzo del petrolio americano Wti è in calo dell’1,2% a 101,69 dollari al barile e i titoli del settore ne risentono: Saipem è scesa dello 0,7%, Tenaris -0,9%. Positiva Eni +0,3%. Saras è salita del 6,8%, Imi che ha alzato sul titolo la raccomandazione a hold da reduce e il target price a 1,04 euro da 0,8 euro.

PARMALAT, DIMISSIONI IN MASSA (ANTI PROCURA)

Si è dimessa la maggioranza del consiglio di Parmalat +0,40% a partire dal presidente Franco Tatò. La decisione è stata presa dopo che il Tribunale di Parma ha respinto la richiesta della Procura della Repubblica di revoca dell’intero consiglio. “Lasciamo un’azienda che nell’ultimo biennio – recita a nota dei nove dimissionari – pur nel difficile frangente attraversato, ha realizzato, sotto la nostra gestione, i migliori risultati della sua storia (grazie anche al contributo piu’ che positivo fornito da Lactalis american group in termini di risultato economico), con beneficio per tutti gli azionisti, che hanno visto il titolo apprezzarsi di circa il 39% nel corso del 2013”. L’intero consiglio cesserà dalla carica con l’ assemblea di bilancio (17 aprile) che dovrà procedere alla nomina del nuovo cda. Non è esclusa per l’occasione il voto su un nuovo statuto più restrittivo per le minoranze.

CIR, AVANTI LE TRATTATIVE PER SORGENIA

In positivo Cir +1,71% . Tiene sempre banco il tema della ristrutturazione del debito di Sorgenia. Varie le ipotesi allo studio con le banche, tra cui la trasformazione di 500 milioni di euro di debito in equity. A proposito di Cir in serata sono stati resi noti i risultati Sogefi -1,13%. Gli utili sono stati pari a 21,1 milioni di euro, in calo rispetto al 2012 (28,2 milioni di euro) e al di sotto del consenso fissato a 25 milioni di euro. I ricavi consolidati si sono attestati invece a 1.335 milioni, in lieve crescita rispetto ai 1.319,2 milioni del 2012 e leggermente al di sopra del consenso (1.334 milioni di euro). Il Cda non ha previsto dividenti per quest’anno.

TISCALI RADDOPPIA, LA SCURE DI FITCH SU IMPREGILO

Fra le mid e small cap, è continuata la strabiliante corsa di Tiscali +10%, alla decima seduta consecutiva di rialzo (+100% da inizio febbraio). Carraro +5,8% all’indomani della pubblicazione dei dati dello scorso anno, che si è chiuso con un fatturato di 872 milioni di euro, in linea con gli 874 milioni riportati a fine 2012.

Vendite su De Longhi -0,86%: Bank of America-Merrill Lynch che ha abbassato la raccomandazione sul titolo da buy a neutral. Salini Impregilo -2,02%: Fitch ha posto il rating sulla società in watch negative alla luce delle difficoltà concernenti i lavori di allargamento del Canale di Panama.

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