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Nuovo test per Draghi e Btp. Donnet sale in Generali

FIRSTonline

Mario Draghi ha finito le munizioni? E’ l’allarme che ha percorso i mercati quando, nel corso della conferenza stampa di ieri, il presidente della Bce ha dichiarato che non ci saranno, salvo circostanze estreme, nuovi tagli dei tassi. E’ bastato questo a provocare un’inversione di rotta delle Borse, scese in terreno negativo, e il rialzo dell’euro e dei cosiddetti “porti sicuri”, l’oro (stamane ai massimi dell’anno a 1.281 dollari l’oncia) e lo yen. Il superbazooka della Bce, per ora, non ha centrato la missione principale: ridare fiducia ai mercati. Al contrario, si fa strada una sensazione negativa: il mago della Bce potrebbe aver esaurito le sue magie.

La Borsa americana, inizialmente in rialzo e nella scia dei mercati azionari europei, ha chiuso praticamente invariata. Indice Dow Jones in calo di 5 punti (-0,03%), indice S&P500 in rialzo di 0,3% punti (+0,02%), indice Nasdaq in ribasso di 12 punti (-0,25%).

TORNA A SALIRE IL PETROLIO

Il petrolio tipo Brent ha chiuso in calo del 2,5%, a 40 dollari il barile. Ma stamattina sale del 2%, a 41 dollari, anche a seguito di alcuni dati sui consumi di carburante per autotrazione negli Stati Uniti. Il greggio si avvia a mettere in archivio la quarta settimana consecutiva di rialzo. C’è grande incertezza sul meeting tra i produttori già previsto per il 20 marzo: causa il mancato accordo con l’Iran, il vertice potrebbe essere rinviato o, secondo Reuters, addirittura annullato.

Dopo un avvio negativo i mercati asiatici recuperano posizioni: Tokyo si avvia a chiudere in rialzo dello 0,6%, Hong Kong dello 0,5%, Shanghai perde lo 0,1%, Seul +0,3%. Continua in Oriente la corsa a sorpresa dell’euro: dopo aver perso ieri pomeriggio il 4% sul dollaro (1,082), la moneta unica ha invertito la rotta, segnando i massimi da 4 settimane oltre quota 1,12. Ora tratta a 1,116.

I LISTINI EUROPEI TRADISCONO LA BANCA CENTRALE

Previsto un lieve recupero in avvio per le Borse europee. I futures segnalano rialzo nell’ordine del punto percentuale per Francoforte, Parigi e Londra. Ma lo shock per la risposta delle Borse ai messaggi della Banca centrale ha lasciato il segno. La Bce non ha lasciato nulla di intentato nella lotta alla stagnazione. Eppure, dopo un balzo iniziale, la risposta dei mercati è stata deludente.

La Borsa di Milano, che dopo il comunicato sulle decisioni di Francoforte era volata al +4%, ha chiuso la seduta in calo dello 0,5%. Male la Borsa tedesca (-2,2%), in calo anche Londra (-1,6%). Si è difesa Madrid (+0,3%).

TITOLI DI STATO VERSO NUOVI RECORD AL RIBASSO

Nuovo test stamane per le obbligazioni all’asta dei titoli italiani a medio e lungo termine. Ieri il Btp decennale ha chiuso la giornata con un rendimento dell’1,4%, dopo esser sceso fino ad un minimo dell’1,28%. Spread a 114 punti (alle 15 segnava 107 punti base). Il rally iniziale aveva spinto il Btp 2 anni al minimo storico di -0,09%.

In mattinata il Tesoro aveva collocato 6 miliardi di euro di Bot a 12 mesi (su 6,5 in scadenza), al rendimento di -0,068%, il secondo più basso di sempre. Oggi è prevista l’offerta di 7,5 miliardi complessivi distribuiti tra il nuovo Btp a 7 anni marzo 2023 (cedola 0,95%) e i titoli 3 e sul 15 anni Sul mercato grigio il nuovo 7 anni gira in area 0,90%, in riavvicinamento al minimo storico di 0,71% di marzo 2015. Sul secondario l’ottobre 2018 tratta in negativo a -0,08% al nuovo minimo storico.

DA FRANCOFORTE DENARO SOTTO ZERO PER BANCHE E IMPRESE

La Bce non ha certo lesinato gli sforzi per far ripartire l’economia. La banca centrale ha abbassato a zero, da +0,05%, il tasso di rifinanziamento principale, ha tagliato di punti base, a 0,25%, i tassi sui prestiti marginali. E’ stata varata una nuova serie di operazioni di rifinanziamento riservate alle banche, 4 Tltro con scadenza a 4 anni da far partire ogni trimestre a partire dal giugno del 2016. La liquidità sarà messa a disposizione ad un costo pari a zero, il tasso di riferimento, ma c’è la possibilità di scendere ulteriormente, fino ad arrivare ad un tasso negativo del -0,4%, in funzione delle richieste in arrivo dalle banche.

La Bce ha anche allargato a 80 miliardi di euro, da 60 miliardi di euro, gli acquisti di obbligazioni del Qe, 10 miliardi di euro in più delle aspettative. Il Qe sarà esteso anche a nuove classi di obbligazioni, comprese quelle emesse dalle aziende non di crediti: saranno comprati anche bond con rendimento negativo fino allo 0,4% e ci sarà spazio anche per i bond subordinati.

Tutto questo impegno è necessario per far ripartire l’inflazione, destinata a rimanere in negativo nei prossimi mesi per effetto della discesa del petrolio. Le nuove misure dovrebbero riuscire a far risalire i prezzi nella seconda parte dell’anno. Draghi ha chiarito che la zona euro non è in deflazione, ma ha precisato che è in questo momento “cruciale, evitare un secondo round di effetti negativi sull’inflazione”, innescato dalla discesa del prezzo del petrolio.

BANCHE SULLE MONTAGNE RUSSE, SALE BPM

Seduta a due volti per i titoli del credito: in deciso rally dopo gli annunci da Francoforte, in decisa frenata nelle ultime battute. Alla fine Unicredit sale del 2,2%, dal +9% toccato nel primo pomeriggio. Intesa +1,1%, Monte Paschi sulla parità. Banca Popolare di Milano ha chiuso in rialzo del 5%. Banco Popolare ha perso l’1,6% La missione a Francoforte dei vertici dei due istituti non ha prodotto risultati. La Vigilanza della Bce, il soggetto che deve autorizzare l’aggregazione tra i due istituti, continua a sollevare dubbi sia sulla governance sia sullo smaltimento dei crediti in sofferenza.

Staffetta oggi ai vertici delle Generali (-0,1%). Il comitato nomine è convocato per designare Philippe Donnet, attuale ad di Generali Italia, quale nuovo Ceo.

SI SGONFIA IL RISIKO DI PAY TV E TLC

Si è sgonfiata ieri l’attesa per il risiko di media tv e tlc. Mediaset, protagonista mercoledì di un balzo del 6,8%, ha perso giovedì il 2,4%. Telecom Italia ha chiuso a -2,5%, a 0,99 euro. Nel corso della seduta si era spinta fino a 1,0550 euro. Sembra che Vivendi, primo azionista del gruppo tlc italiano con il 22,8%, non abbia gradito l’uscita dell’ad di Orange, Stéphane Richard, che nei giorni scorsi aveva rilanciato l’idea di una fusione con Telecom Italia.

Vivendi appare ora molto più concentrata a far nascere una piattaforma europea anti-Netflix con Mediaset in un progetto che vede la nascita di un colosso nell’entertainment con la convergenza dei settori tlc e media.

GEOX SUPERSTAR, ASTALDI MAGLIA NERA. TOD’S LASCIA IL PANIERE

Deboli gli industriali. Fiat Chrysler -2,9%. Venduta anche Ferrari -3,39%. Arretra Finmeccanica (-2,2%) che ha annunciato la firma di accordi per un valore totale di circa 120 milioni di euro con Malesia, Arabia Saudita e Marocco.

Nel settore energetico, Enel ha guadagnato lo 0,5%. Eni ha perso il 3,3% sull’onda del calo del greggio. Saipem -3,9%: il fondo Usa Dodge & Cox ha ridotto la sua quota al 6,4% dall’11,6% precedente.

Il titolo migliore è stato Geox: +6,2% a 2,9820 euro, dopo aver segnato un massimo a 3,09 euro. Kepler-Cheuvreux ha promosso il giudizio a Buy da Hold. Il target price è fissato a 3,25 euro.

Il peggiore è stato Astaldi dopo la presentazione dei conti 2015. Kepler Cheuvreux ha tagliato il target price a 4,30 euro dal precedente 4,80 euro. Exane BNP Paribas lo ha ridotto a 5,50 euro (-30%). Per entrambi i broker il giudizio rimane Hold.

Nel lusso corregge Moncler (-3,69%). Invariata Tod’s, che lascerà l’indice Ftse Mib dal prossimo 21 marzo. Il gruppo marchigiano era entrato nel paniere cinque anni fa.

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